I racconti dei lettori: Dario Ciriminna

“Un giorno come tanti altri, condizioni ottimali per andare su uno spot da noi ben conosciuto dove è possibile praticare diverse tecniche di pesca. Vado con mio cugino Giuseppe e l’amico Lorenzo.

Il cugino aspettista si allarga dalla costa per fare degli aspetti intorno ai 10-15 mt ma non rimedia un granchè per il continuo passaggio di barche. Strano, solitamente è lui il più performante dei tre.

L’amico Lorenzo si diletta in tecnica mista tra agguato e aspetto sempre intorno ai 10mt. Assisto ad una bellissima cattura ai limiti del pensabile. Dopo una breve caduta noto Lorenzo infilarsi tra i massi e insidiare un cefalo di notevoli dimensioni. Lo spara lunghissimo e grazie all’estrema precisione del tiro ed alla gittata del Mr.Carbon riesce a fulminarlo. La cosa assurda è che l’asta penetra solamente per 1-2 cm esattamente fino all’attaccatura dell’aletta SENZA CHE L’ALETTA PENETRI IL PESCE.

Nello stesso tuffo riesce a recuperare il pesce inerte senza problemi, un tiro davvero chirurgico: un bel cefalone di 1,3kg! Complimenti! Nella stessa pescata cattura anche un bel pizzuto ed un altro cefalo.

Nel frattempo io scorro tutto lo spot con la tecnica che preferisco non avendo grandi tempi di apnea: l’agguato in acqua bassa. Essendo però Agosto ed essendoci molte barche di passaggio di solito questa tecnica in questo periodo non mi regala tante soddisfazioni perchè il pesce è spaventato.

Questa volta invece è andata diversamente.

Inizialmente non vedo un granchè. Dopo la prima oretta di pescata sparo un bel cefalo che sbaglio e che si strappa durante il recupero. Urlo per la rabbia e mi sposto continuando a scorrere la costa per l’ultimo tratto prima di uscire dall’acqua. Sparo una bella salpa e la catturo senza difficoltà insediandola tra le pietre all’agguato intorno ai 5mt di profondità e durante il recupero scorgo una zona interessante proprio a riva.

Pedagno il pallone fuori dalla zona che voglio esplorare e mi appresto a muovermi molto lentamente spingendomi con le mani e cercando di non fare alcun rumore con le pinne. Faccio capolino con la testa in un anfratto e strabuzzo gli occhi. Mi trovo un bestione scuro veramente notevole che mi guarda a pochi cm dalla punta del mio monoscocca. Questa volta non esito, scaglio il tiro e lo fulmino in mezzo agli occhi.

Inizialmente essendo all’ombra di un masso ed avendo un testone notevole non avevo neanche capito che si trattava di un sarago maggiore.

Questa volta esco dall’acqua ed urlo dalla felicità chiamando Lorenzo che pescava li vicino ed alzando l’asta con il pesce attaccato. Un bellissimo esemplare di 1,150kg. So che esistono anche esemplari più grandi ma per me ad oggi è stato il massimo come sarago maggiore.

Essendo alla fine della pescata ed in preda all’euforia comincio a tornare (essendoci buttati da terra mi aspettava una bella nuotata) e dopo circa la metà del percorso mi ricordo di non aver recuperato il pallone… Essendo veramente stanco decido di lasciarlo pedagnato e di recuperarlo magari il giorno dopo anche perchè facendo parte della categoria di “pescatore cuoco” stavo già pensando al barbecue della sera! Il pallone non l’ho più trovato, ma non importa, un pallone si ricompra, le emozioni no!”

dario

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