AMP di Capo Milazzo: tra realtà e prospettive

Sabato 22 febbraio si è svolto presso il Duomo antico, all’interno del bellissimo Castello di Milazzo, l’incontro sul tema “Area Marina Protetta di Capo Milazzo: tra realtà e prospettive”.

All’interessante incontro, moderato dal Coordinatore di zona delle attività agonistiche subacquee FIPSAS, Avv. Vincenzo Solli, hanno partecipato il Sindaco Carmelo Pino, il comandante della Capitaneria di porto Fabrizio Coke, il Prof. Antonio Potoschi dell’Università di Messina, il Consigliere regionale FIPSAS, Antonio Aruta, Giuseppe Ragusi del Consorzio turistico milazzese, Gianfranco Scotti del comitato AMP di Capo Milazzo, Vincenzo Incontro, ex direttore dell’Area marina protetta del Plemmirio (Sr) e il parlamentare Tommaso Currò del Movimento 5 Stelle.

Dopo i saluti iniziali del sindaco, il tema dell’incontro è stato approfondito da tutte le parti direttamente interessate dall’eventuale istituzione dell’AMP di Capo Milazzo.

Molti gli argomenti trattati: dalle problematiche ambientali alle possibilità di sviluppo legate ad una corretta gestione dell’AMP, alle necessità dei residenti, le cui attività all’interno dell’area del Capo, potrebbero essere limitate proprio dall’istituzione del area protetta: in primis la pesca in apnea.

A tal proposito è stato molto interessante l’intervento del consigliere regionale FIPSAS, Antonio Aruta, che ha ribadito come la pesca in apnea, se ben regolamentata, possa rappresentare un’attività assolutamente compatibile con gli scopi di tutela dell’AMP. Quindi Aruta, ha sottolineato la volontà e il dovere della federazione a partecipare al tavolo tecnico per l’iter istitutivo.

La pesca in apnea, ricordiamo, è l’attività di prelievo ittico più selettiva in assoluto e la sua inclusione tra le attività non consentite dai regolamenti delle AMP non è supportata da solide evidenze scientifiche.

Molto bello il video “Un incontro eccezionale” di Dario Lopes (http://youtu.be/gsOM0PzD8n8), proiettato durante il convegno: il pescatore in apnea vive a 360° il mare che lo ospita, regalandogli emozioni intense e rare come l’incontro con una meravigliosa tartaruga Caretta caretta, proprio a Capo Milazzo il giorno di San Valentino.

Alla fine dell’incontro è emersa sicuramente la necessità di un rilancio socio economico di un’area, quella di Milazzo con il suo meraviglioso Capo, che potrebbe passare attraverso l’istituzione dell’AMP. Bisogna però, che sia chiaro a tutti che le prospettive di sviluppo non possono prescindere dalla corretta gestione dell’area stessa e soprattutto non sono raggiungibili attraverso la semplice imposizione di vincoli territoriali.

Occorre quindi che, prima dell’istituzione dell’AMP, siano effettuati approfonditi studi scientifici sugli obiettivi che si intende raggiungere attraverso l’istituzione della riserva e sulla possibile zonazione, avviando una profonda e proficua collaborazione in sede istitutiva con tutte le parti fruitrici dell’area stessa, pescatori in apnea inclusi.

Dott. Francesco Sacco

Un pensiero su “AMP di Capo Milazzo: tra realtà e prospettive

  1. Vorrei ricordare a tutti i visitatori del web che le aree marine protette del sud italia sicilia , puglia e calabria, nate con i migliori presupposti per la tutela ambientale, servono solo a reperire soldi per chi le gestisce, ma se vogliamo vedere cosa succede dopo che i soldi finiscono basta chiederlo al Sig. Incontro ( dopo che lui ha lasciato la sua bellissima oasi di maree di vita che in soli due anni aveva dato un ripopolamento incredibile del sito del Plenmirio, in due mesi è stata devastata dai bracconieri che indisturbati ora fanno quello che vogliono) mentre a noi rimangono sempre le limitazioni e dobbiamo pagare o chiedere permessi anche se vogliamo solo vedere i nostri fondali, luoghi dove siamo cresciuti e che amiamo più di tanti pseudo ambientalisti . Vergogna… Le riserve così non funzioneranno mai e poi mai. bisogna guardare poco lontano e andare in Corsica. Piccole aree sorvegliate a vista e non interi arcipelaghi di isole magari con un solo guardiano o con la speranza che la Capitaneria di Porto, già oberata da mille impegni, possa mettersi a sorvegliare le riserve.
    Finitela di prenderci per i fondelli

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