In Costa Rica la II edizione della Competencia de Buceo al Pez Leòn

Per il secondo anno consecutivo si è svolta nelle acque antistanti Punta Uva in Costa Rica, la “Competencia de Buceo al Pez Leòn”, una competizione di pesca subacquea in apnea molto particolare, in cui il nostro sport si mette a completa disposizione della ricerca.

Questa manifestazione, svolta sotto il patrocinio dell’Universidad de Costa Rica, ha come scopo la cattura proprio del pesce leone, che da anni infesta le acque caraibiche creando dei seri problemi all’equilibrio di questo delicato ecosistema.

Il pesce leone (Pterois volitans, anche conosciuto come pesce scorpione) non è una specie autoctona delle acque costaricane, ma è originario dell’oceano Indiano. Sono ancora da chiarire le cause che hanno portato alla colonizzazione di questa specie e, secondo l’ipotesi più accreditata, la sua presenza sarebbe dovuta alla cattiva abitudine di alcuni acquariofili che, per varie motivazioni, rimettono in libertà questi pesci alloctoni per il mare caraibico.

La diffusione di questa specie è dovuta principalmente alle condizioni favorevoli per la riproduzione degli individui rilasciati, insieme all’assenza di naturali predatori a queste latitudini. L’innata voracità del pesce leone, ottimo predatore, lo rende un fortissimo competitore per le risorse alimentari e in alcune aree del Costa Rica, la barriera corallina è quasi esclusivamente popolata da questa specie.

La particolarità e bellezza della gara, oltre ad essere assicurata dalla stupenda cornice del mare caraibico e della natura che lo circonda, risiede nel fatto che il pesce viene insidiato non con moderne attrezzature bensì con il “pole spear”, rudimentale lancia la cui unica forza di propulsione sono dei deboli elastici assicurati ad un estremità alla freccia e al polso del sub, così come accadeva agli albori della nostra disciplina.

Sette gli equipaggi che hanno preso parte a questa edizione e tra questi era presente uno misto, composto dall’apneista locale Rapha, insieme agli atleti della nazionale sanmarinese Domenico Macaluso e Matteo Santandrea, regalando così un brivido di internazionalità alla competizione: nonostante la scarsa conoscenza del “pole spear”, gli atleti sanmarinesi sono riusciti a classificarsi al secondo posto.

Sebbene il sole in Costa Rica sorga presto, la gara ha seguito i lenti ritmi caraibici con partenza alle 9.00 e rientro per le 13.00: insomma, una piacevole parentesi tra calde acque, magnifici colori e una stupenda fauna.

Oltre al pesce leone, durante la gara, sono state pescate anche altre specie con lo scopo di condurre degli studi sull’accumulo nei tessuti dei pesci, dei veleni (che attraverso le piogge e i fiumi finiscono in mare) cosparsi sulle bananiere presenti nell’entroterra, per verificare l’impatto che questi possono avere sull’ambiente marino ed eventuali problemi legati alla consumazione del pescato locale.

Come in tutte le gare che si rispettino, dopo la pesatura di rito e la premiazione degli equipaggi, tutti gli atleti si sono potuti rifocillare con un gustoso “rice en bin”, piatto locale a base di riso e pollo o pesce accompagnato da verdure. Tutto il pesce pescato è stato misurato dai ricercatori dell’Universidad de Costa Rica e sono stati prelevati numerosi campioni per le diverse analisi biologiche previste.

Manifestazioni di questo tipo, in cui il nostro sport si mette a disposizione della ricerca scientifica sono sicuramente da promuovere e diffondere. L’appuntamento in Costa Rica, quindi, è fissato per il mese di ottobre di quest’anno, per una gara internazionale proprio nel tratto di mare compreso fra Limon e l’estrema punta a sud del Costa Rica.

Domenico Macaluso