Valentine Thomas… vendetta!

Valentine Thomas, a.k.a. “Valentine Vendetta” è quella che viene comunemente chiamata una Facebook Celebrity: ovvero una persona che riunisce un gran numero di followers che manifestano il loro interesse per ciò che viene pubblicato sul suo wall.

Di origine canadese, Valentine si è trasferita a Londra 3 anni fa per ragioni di studio. Dopo aver portato a termine gli studi in giurisprudenza, ha preferito dedicarsi al business: lavora con soddisfazione  nel settore del “merge and acquisition”. Oltre alla pesca, d’inverno pratica lo snowboard e frequenta un corso in piscina per cercare di migliorare la propria apnea. Seguita da qualche migliaio di  ammiratori, questa moderna Artemide incanta il mondo della pesca in apnea, grazie a delle catture mirabolanti e ad un fascino mozzafiato.

Stelle di Mare” l’ha incontrata per voi.

Ciao Valentine, tu sei nata e cresciuta a Montreal in Canada. Come hai incontrato la pesca in apnea e quali sono stati i tuoi primi passi in questa disciplina?
Come accade per quasi tutte le donne che si avvicinano ad uno sport… per causa di un uomo! 😀 Ero in una fase in cui dovevo decidere se continuare con giurisprudenza o dedicarmi ad una  nuova attività ed un amico mi ha proposto di fare uno stage d’apnea in Egitto con Umberto Pelizzari. E’ stata la prima esperienza senza ossigeno. Qualche anno addietro avevo frequentato un corso PADI, ma la cosa non mi aveva coinvolto più di tanto e tra l’altro…ero scarsissima! Non c’era modo che riuscissi a trovare un equilibrio, il mio galleggiamento era un disastro! In apnea il rapporto con l’elemento è completamente diverso. Alla fine dello stage siamo andati in gruppo a scoprire i coralli di Sharm el-Sheik e non appena vedevo un pesce, ciò che mi passava per la testa non era di contemplare i suoi colori o la sua bellezza, ma pensavo a quanto fosse appetitoso. Ahahah…la passione mi è scattata dentro in quel momento.

Pratichi anche l’apnea «pura»?
No! Non  fa proprio per me! L’apnea è un’attività che richiede un’altissima capacità di concentrazione su se stessi, a differenza della pesca dove ti concentri anche sull’ambiente circostante. Mi distraggo troppo facilmente per potermi dedicare all’apnea. Sono anche estremamente prudente rispetto ai miei limiti fisici. Vado abbastanza profonda, ma solo per catturare ciò che mi interessa, non per cercare di battere un record!

Che rapporto hai con il mare ?
Un rapporto pessimo fino a qualche anno fa! Da bambina ho avuto un’incidente in barca, e da adolescente ho rischiato di affogare durante un soggiorno sulla costa Basca. A seguito di  queste esperienze ero terrorizzata dall’acqua. Il corso di apnea in Egitto è stato un punto di svolta nel mio modo di percepire il mare. Quell’esperienza ha trasformato un ambiente di cui avevo molta paura in un luogo dove mi sento in pace. Ciò detto, devo comunque ammettere che quando mi dedico al Blue Water Hunting, prima di scendere in acqua devo controllarmi con un respiro  profondo, ma lo considero un fattore che rende ancora più eccitante quest’esperienza.

Che tipo di atleta sei: metodica o piuttosto istintiva?
Istintiva! Senz’ombra di dubbio. Lo sono nella vita di tutti i giorni ed è una caratteristica che mi porto dietro anche sott’acqua.  Ho un istinto venatorio molto spiccato e se vedo che gira pesce, posso rimanere in acqua per ore per cercare di metterlo a pagliolo.

Scorrendo le tue foto su  Fb, salta agli occhi una grande diversità di specie tra le tue catture, questo mi fa pensare che ti immergi in Atlantico, ma anche in acque tropicali. Quali sono le tue destinazioni abituali e quali pesci prefersici insidiare?
Si, mi piace pescare in contesti diversi. Sono stata due volte ad Ascension Island, altrimenti frequento le coste a sud dell’Inghilterra. Sono fondali molto diversi tra loro che ospitano specie completamente differenti!  In Atlantico adoro cacciare le spigole e le sogliole, anche quando la temperatura dell’acqua è glaciale. Le prede che cerco sono quelle che mi piace mangiare! In acque tropicali, mi danno particolare soddisfazione i “mahi-mahi” ( le lampughe, Coryphaena hippurus) , sono pesci magnifici ed altrettanto gustosi.

Sembri essere un’adepta del  Blue Water Hunting: c’è qualche esperienza indimenticabile legata a questa tecnica di pesca?
Durante il mio primo viaggio ad  Ascension Island, stavamo pescando a qualche miglio dalla costa e in lontananza ci è apparsa una silhouette enorme. Ero letteralmente paralizzata perché ero convinta che fosse uno squalo tigre. Dopo qualche minuto di panico, ci siamo resi conto che era un inoffensivo squalo balena. Sarà stato lungo un 12 metri. Ci siamo messi a nuotare intorno a lui e  a turno ci siamo anche fatti trainare, attaccandoci alla pinna dorsale: un’esperienza magica. Dopo un’ora di “giochi” abbiamo deciso di continuare la nostra battuta, ma lo squalo balena ci seguiva. Continuava a nuotare insieme a noi e sembrava volesse continuare a giocare stazionando in superficie al nostro fianco. Purtroppo quel giorno la batteria della videocamera era scarica, ma l’esperienza è impressa in modo indelebile nei ricordi.

Ad oggi, qual’ è  la cattura che ti ha regalato il ricordo  più bello e qual’è invece il pesce che sogni di prendere?
La preda di cui vado più fiera è la prima che ho catturato: un black jack da 10 kg (black trevally, Caranx lugubris). Per me era la prima pescata ! Il mare era scuro ed agitato, pioveva, le onde erano belle grosse ed il gommone ballava di brutto. Ho iniziato ad andare nel panico. Non riuscivo a controllare il respiro ; mi sono detta allora che se non mi fossi immediatamente buttata in acqua, la paura mi sarebbe sempre rimasta addosso per sempre. Ho chiuso gli occhi, ho inspirato profondamente e mi sono buttata tra le onde. Per rassicurarmi, mi dicevo che avrei fatto qualche tuffo, solo per imparare a maneggiare il fucile e che sarei presto risalita in barca.  Alla quarta immersione, durante la risalita, ho intravisto a qualche metro da me questo grosso black jack. Data la mia totale inesperienza ho iniziato ad inseguirlo a tutta e lui (chiaramente) si è volatilizzato. Mi sono quindi fermata e ho ripreso fiato pronta a tornare sui miei passi e lui allora è riapparso e mi ha puntato. L’ho sparato in piena testa ed è morto sul colpo. A quel punto il mio compagno di pesca mi ha dato istruzioni per spiegarmi come salparlo in barca. Malgrado fossi un po’ stordita dalla situazione (una volta risalita in barca ero sconvolta) volevo portare a termine la cattura da sola ed in ogni caso il mio compagno non voleva aiutarmi se non dandomi consigli. L’essere riuscita a far tutto da sola è stata una soddisfazione immensa e questo mi ha dato gli stimoli giusti per continuare a pescare.

In cima ai miei sogni c’è la cattura di un pesce vela. Durante il mio ultimo viaggio ad Ascension Island, avrei voluto prenderne uno, ma l’unico che abbiamo avvistato, ha pensato bene di sbucare dal blu proprio mentre stavo salendo in barca per mangiarmi un panino! E comunque pesco da così poco tempo che non mi mancherà di certo l’occasione per  rifarmi!

Un’altra soddisfazione è stata senza dubbio il record che ho stabilito per la categoria femminile, catturando il mio Horse-Eye jack (Caranx latus)!

Fai parte di qualche «team»? Che tipo di  attrezzatura usi abitualmente?
Molto di recente sono entrata a far parte di un team che si chiama “Vendetta”. Da cui  viene l’appellativo « Valentine Vendetta ».  Il marchio produce fucili « su misura » di altissima fattura e delle ottime mute. Mi hanno proposto di collaborare allo sviluppo di una linea di materiale da pesca di “lusso”. L’idea mi è piaciuta subito ed ho accettato. Penso possa essere un arma in più per avvicinare le donne al nostro sport. Aprire ad un’immagine più “glamour”  sarebbe importante per questo sport frequentato da uomini di Cro-Magnon, ihihihih!

Per quanto riguarda le attrezzature, quando pesco in Inghilterra sto usando un 900 Rob Allen Carbon. Invece per i mari tropicali ho un 120 fatto su misura (dotato sul lato di un loading tab che mi permette di caricarlo). Uso anche una boa Rob Allen da 35 litri ed un bungee Riffe da 20 m. Ho bisogno che il bungee sia bello spesso perché ho la cattiva abitudine di avvolgermi nelle sue spire e finisco per sembrare un albero di Natale!

Qual’è l’apneista e o il pescatore che ti ha influenzato di più? In che modo?
Ce ne sono due. Il primo è Eduardo Godinho. É lui che mi ha introdotto alla pesca subacquea. É stato in molte occasioni un maestro molto severo, ahahah! Non mi ha concesso scorciatoie, ne aiuti extra solo per il fatto che fossi una ragazza. Come vi raccontavo, quando ho preso il mio primo pesce ero veramente agitatissima e lui mi ha coadiuvato, ma senza intervenire perché mi facessi le ossa. Ha impiegato lo stesso metodo per insegnarmi a cambiare il monofilo, gli elastici o per fare le varie legature. Prima mi mostrava come fare, poi smontava il tutto (il che mi scoraggiava non poco) e mi diceva di ripetere quello che aveva fatto lui. Ha veramente messo la sua passione al mio servizio, avvicinandomi ad uno sport che ha cambiato per sempre la mia vita e che è parte integrante di me. Mi piace molto andare da lui e guardare come allestisce i suoi fucili e prepara l’attrezzatura. Posso fare affidamento su di lui per imparare nuovi trucchi e migliorare nella manutenzione della mia attrezzatura.

Il secondo è Titus Bradley. É grazie a lui che ho iniziato a pescare anche in Inghilterra. Mi ha istruito sulle abitudini dei pesci in Atlantico e mi ha fatto da coach perché migliorassi tecnicamente. É un pescatore esperto con al suo attivo la cattura di prede veramente impegnative, tra cui un Marlin. Sa darmi grandi motivazioni: mi spinge a misurarmi con la cattura di un pesce vela ed è lui che mi ha portato nel gennaio 2013  gennaio, alla conquista di un record mondiale. Senza di lui non avrei saputo migliorarmi per raggiungere dei risultati insperati.

Fino a non molti anni fa, l’immagine sexy della donna con la muta e con tanto di arpione era relegata ad un immaginario di finzione veicolato dal cinema o dalla pubblicità. Come vivi questo fenomeno? Hai dei compagni di pesca abituali?
Devo ammettere che è abbastanza difficile cambiare l’immagine della donna nel mondo della pesca subacquea. E’ pieno di pagine internet con foto di belle ragazze in bikini, con in mano un arbalete senza che pratichino veramente questo sport.  La cosa è fastidiosa perché in realtà ci sono tantissime appassionate praticanti che non devono più dimostrare nulla per essere considerate delle vere  pescatrici.

La questione per una donna non si limita solo al dover catturare un pesce: poi deve anche spiegare COME ci è riuscita, giustificare le proprie catture, deve rispondere a domande idiote e farsi scivolare addosso lo scetticismo che spesso è espresso da individui dall’atteggiamento “macho” che popolano il nostro mondo, ahahah! Quando ho cominciato a postare le foto dei miei pesci su Facebook, ho iniziato a ricevere centinaia di domande d’amicizia. A dir il vero, ho anche ricevuto messaggi da parte di persone che mi incoraggiavano a continuare, ma anche messaggi sgradevoli pieni di odio da parte di persone che non riescono a credere a ciò che faccio.

Riconosco anche di essere spesso provocatrice: ho un particolare talento per accendere il dibattito! Sono stata all’origine di turbulente discussioni su Facebook, che hanno come argomento le donne che praticano la pesca in apnea, gli squali e altri disparati soggetti. Ci sono questioni che mi stanno molto a cuore e cerco di lottare giorno per  giorno, contro i pregiudizi o le calunnie che circolano in rete.

Se noi donne vogliamo essere considerate come pescatrici a pieno titolo, non possiamo stare a guardare, ma dobbiamo diventare protagoniste di questo mondo! Anche se è una disciplina praticata per la stragrande maggioranza da uomini, siamo sempre più numerose ed è giusto essere attive in questa rivoluzione. Si ho dei compagni di pesca abituali , ma mi piace pescare anche con persone nuove. Tra l’altro non è semplice trovare dei compagni di pesca in quel di Londra, ahahah!

Su Facebook sei senza dubbio una celebrità! Le foto dei tuoi exploits sono pubblicate su molte pagine dedicate alla pesca subacquea. Tra coloro che le commentano, sono  numerosi quelli che sembrano ancora dubitare delle tue effettive capacità. Come gli rispondi di solito?
All’inizio la cosa mi faceva veramente incazzare (va beh, lo ammetto mi fa ancora incazzare)  e passavo le giornate a rispondere a perfetti sconosciuti che spesso non sanno guardare più in la del proprio naso! I miei compagni di pesca sono spesso intervenuti a mio sostegno, testimoniando di avermi visto cacciare quelle prede. Poi se proprio è necessario ci sono i video a documentare tutto, ma ormai gli scettici si stanno riducendo di molto. E comunque di solito rispondo in modo molto secco per cercare di rimetterli al loro posto ahahah! Tra l’altro trovo incredibile che nel 2013 una donna debba ancora giustificarsi e debba dimostrare che può misurarsi col mare allo stesso livello di un uomo!

Ti piace cucinare il pesce che catturi? Qual’è la tua ricetta preferita?
Per me cucinare è già di per se una passione, quindi trovo estremamente gratificante  procurarmi da sola la “cena” che preparerò. Mi piace molto preparare il pesce « al sale » : il pesce cuoce nella propria acqua e rimane delicato e tenero al punto giusto. C’è anche una ricetta che mi ha passato un amico,  che ho provato a fare recentemente e che è fantastica. Si mescolano salsa di soja, aceto balsamico, zenzero, miele, aglio e olio d’oliva e si prepara una salsa dove far marinare il pesce; a parte preparo una salsa con del mango e poi unisco il tutto. Il risultato è straordinario !

Cucinare il pesce è stimolante tanto quanto prenderlo!

Hai un pensiero ricorrente quando peschi?
Si. Mangiare! Ahahah…quando catturo un pesce, mi chiedo subito: come lo cucinerò?

Un altro pensiero ricorrente sono gli squali. Ho una fifa nera degli squali e  spesso mi guardo attorno per essere sicura che nulla mi stia girando attorno!

Ultimamente si sono portate avanti molte campagne di sensibilizzazione rispetto a questi animali e ho l’impressione che questo abbia portato a sottovalutare quanto possano essere pericolosi  in acqua. Certo, è sicuramente un animale maestoso e di cui bisogna avere rispetto, ma non bisogna scordarsi che è anche un pericoloso predatore. Bisogna saper distinguere tra quella che è una campagna contro la pesca di massa e per la salvaguardia della specie e la banalizzazione della pericolosità di questi animali. Non vedo in giro molte persone che cercano di accarezzare un leone od un orso polare! Ho espresso la mia opinione in merito alla questione anche su Facebook e subito si è alzato un polverone di reazioni! Ahahah. A quanto pare gli squali sono un argomento tabù!

Quali consigli ti sentiresti di dare a una ragazza che vuole provare a cimentarsi con la pesca?
Le direi: BUTTATI. É uno sport interessantissimo e troppo poco considerato dal genere femminile. Appena percepisco che una ragazza ne è attratta e che vuole saperne di più, le propongo immediatamente una battuta in mia compagnia. Sogno di poter avere una compagna di pesca, ma non ho ancora trovato una donna che si presti. Ci sono molte inquietudini rispetto alla pratica di questo sport e molte donne pensano di non essere all’altezza o che sia pericoloso. Ma a questo rispondo sempre dicendo che se uno scriciolo come me, che ha una paura fottuta del mare ce l’ha fatta, allora pescare è veramente alla portata di tutti. Ahahahah!

Per concludere fatti una domanda da sola.
Mi voglio chiedere: cosa mi dà la pesca subacquea ?

Pescare è qualcosa che mi dà tantissimo. E’ uno sport che ti obbliga a prendere totalmente coscienza di te stesso e anche di chi pesca con te. In acqua devi occuparti del tuo compagno almeno quanto pensi a te: non c’è posto per l’egoismo. Devi essere all’ ascolto del tuo organismo, dell’ambiente che ti circonda e rispettare l’equilibrio tra lo spingerti oltre ai tuoi limiti e rispettarli.

In qualche modo è un ritorno alle origini : richiede un grande rispetto per la preda, per il cibo che ti stai procurando e per la catena alimentare di cui facciamo parte… e di cui non siamo al vertice!!!

GRAZIE VALENTINE E BUON MARE !

A cura di Pierre Lucat

6 pensieri su “Valentine Thomas… vendetta!

  1. Sicuramente una bellissima “preda” che metterei a “cavetto” volentieri!!!

  2. Se Valentine cerca un compagno di pesca sono pronto a partire ahahahah 😀

  3. Compare dove pesca questa qui i pesci ci sono
    io questa gnocca la ridimensionerei
    vieni a pescare a messina e poi vediamo se prendi qualcosa
    quello che invece resta che e una gran………….. 🙂

I commenti sono chiusi.