[e-Training] Tutto sulla pesca del dentice

pesca-del-dentice

E’ considerato la laurea del pescasub, ma in realtà non è certo più difficile da catturare rispetto ad altre prede meno nobili.

Più che altro rientra in quella cerchia di pesci che si devono andare a cercare sulle secche in mezzo al mare e magari a profondità impegnative per poterla incontrare con una certa regolarità.

DOVE

Per catturare un dentice bisogna capire innanzitutto dove e quando andarlo a cercare.

Il dentice è un predatore che ama le profondità e si spinge raramente nel bassofondo. Per profondità si intendono quote che vanno dai 20 agli 80 metri, ma bisogna specificare anche la morfologia del fondale che deve essere su misura del nostro predone. Egli non ama infatti le distese di sabbia o fango, e nemmeno la roccia se questa si presenta piatta e senza asperità.

Il dentice ama le secche o le punte che si incuneano nel blu. Sia le une che le altre devono avere una caduta ripida da una parte, ma anche un pianoro che scende più dolcemente dall’altra. Un classico esempio è rappresentato dalla schiena di roccia che si erge da un fondale di 30 – 40 metri e che presenta uno spazio sufficientemente ampio sulla sua sommità.

Anche se molti di voi potranno dire di aver visto e catturato dentici in luoghi diversi da quelli descritti (penso alla prateria di posidonia o al grotto) essi rappresentano dei siti occasionali in cui il dentice si trova in caccia alla ricerca di una particolare preda in condizioni adatte per lui. Oppure, molto più probabilmente, nei paraggi c’è una caduta che presenta una conformazione simile a quella prima descritta e quindi è la sua vera dimora. Insomma, se vogliamo incontrare il dentice con una certa frequenza, dovremo andare a cercarlo nelle zone che ho descritto.

Tante volte capita di perlustrare ampie secche e non trovare i dentici. In tal caso bisogna capire se esiste almeno un versante della secca che presenta le caratteristiche descritte (può essere perfino un angolo di 10 metri di raggio) ed ovviamente non è detto che ci sia! Tuttavia la vera secca buona per dentici, quella in cui li troveremo quasi sempre, è piccola e non segnata sulle carte, praticamente più che una secca è un leggero ritorno di fondo a quote quasi sempre impegnative.

QUANDO

Il periodo migliore per pescare il dentice coincide (come per la maggior parte dei pesci) con il suo periodo riproduttivo, che va da metà aprile a metà giugno a seconda dell’annata e della latitudine.

dentice-igorOltre a riunirsi in branchi, in questo periodo il dentice aumenta il suo istinto territoriale, rendendolo quindi più aggressivo nei confronti di chi entra nel suo territorio. Questo suo comportamento lo rende quindi più facile da catturare (nei posti giusti). Dopo la riproduzione il dentice continua a frequentare le stesse zone per tutta l’estate, anche se scende nella batimetria di stazionamento all’aumentare della temperatura dell’acqua e all’abbassarsi del termoclino. A quel punto i momenti giusti per insidiarli seguono dall’attenta previsione della quota del termoclino, dell’intensità  della corrente e delle fasi lunari. Il primo fattore è fondamentale perché il dentice ama cacciare nell’acqua più calda e quindi è qui che aumenta la sua territorialità e si rende avvicinabile all’aspetto. A tal proposito si pensi che la sua muscolatura entra nel massimo dell’efficienza sopra i 17 gradi centigradi, proprio per affrontare i potenti scatti che gli permettono di cacciare la mangianza.

Il secondo fattore, la corrente, è spesso determinate sulla temperatura dell’acqua. Quando la corrente spira impetuosa su una secca, essa porta uno strato d’acqua gelida che arriva dalle profondità, creando condizioni che fanno cacciare il dentice molto staccato dal fondo e che quindi rendono l’avvicinamento quasi impossibile da parte del sub. Pertanto un pò di corrente può essere buona, ma non troppa. A proposito della corrente, è utile specificare di appostarsi a favore di questa, in quanto il nostro predatore tende a risalirla.

Il terzo fattore riguarda le fasi lunari. Al di la del fatto che queste sono spesso molto influenti sulla corrente (come abbiamo visto nei capitoli sulle maree) c’è un altro aspetto che vale quasi ovunque. La luna piena rappresenta l’unica fonte di luce notturna, e spesso questa è sufficiente a far cacciare il dentice (penso ai calamari che sono una delle sue prede più ghiotte). A quel punto sarà inutile fare un alzataccia per essere in acqua all’alba dopo una notte di cielo sereno e luna piena. Se i dentici ci saranno, saranno sazi e quindi senza alcun interesse a marcare il territorio!

Ci sono poi altri fattori che variano in funzione della zona specifica in cui si pesca e che spesso non sono prevedibili ma che ognuno potrà scoprire con una attenta analisi del proprio diario di pesca.

Ultimo, ma non meno importante, è il fattore orario. Per la mia esperienza (circa un migliaio di catture in 20 anni di pesca) oltre all’alba ed al tramonto, anche il momento in cui il sole è a mezzogiorno è ottimo per insidiare il dentice. Ciò vale di più sulle secche meno disturbate, mentre l’alba ed il tramonto ci possono consentire catture anche a basse profondità nel sotto costa (punte che sprofondano nel blu).

x-power

COME

Quando si hanno a disposizione alcune posizioni in cui trovare regolarmente i dentici e si è scelta con cura la giornata e l’orario, non resta che eseguire al meglio la tecnica appropriata. Se le premesse sono quelle descritte capiteranno giornate in cui la cattura sarà una pura formalità in quanto il difficile è rappresentato più dalla conoscenza dei luoghi e dei momenti giusti. Altre volte invece, per quanto ci sfiancheremo in lunghissimi aspetti, non riusciremo a portare a tiro un pesce.

La tecnica più redditizia per insidiare il dentice è l’aspetto, mentre più raramente capita di sorprenderlo all’agguato.

Abbiamo descritto in un capitolo a parte la tecnica dell’aspetto, ma vale la pena spendere due parole in più nel caso particolare del dentice. L’azione deve partire dalla superficie avendo già bene in mente il punto dove appostarci. Come detto parlando dell’aspetto, il punto preciso dove appostarci è fondamentale, sia per essere nel territorio del dentice che per avere una postazione che ci consenta la manovra di occultamento progressivo. Scendendo lentamente sul fondo in caduta e senza pinneggiare negli ultimi 10 metri, cercheremo di scorgere la direzione di avvicinamento del nostro predone.

Il più delle volte arriveremo sul fondo sapendo già come orientarci con il fucile verso la direzione di avvicinamento della nostra preda, tuttavia se ciò non capiterà, dovremo guardarci bene attorno per cogliere ogni dettaglio utile prima che i dentici si avvicinino. Ammesso di aver fatto tutto bene ci troveremo con il mulinello di dentici ad una decina di metri dalla nostra postazione mentre gli esemplari più piccoli del branco tenteranno qualche timido avvicinamento per poi ritornare sui loro passi, quelli più grossi si terranno più distanti. Questo comportamento dimostra quanto essi siano combattuti nei loro istinti tra la territorialità e la conservazione, indice di un branco che ha già visto più di un sub con il fucile…

Per aumentare le nostre probabilità di cattura dovremo cercare di indietreggiare fino a sparire nel momento in cui il dentice comincia a puntarci. La tecnica più pura consiste nel tenere fermo il fucile che sta arretrato nel calcio e con la punta vicina al nostro viso. In pratica così facendo saremo noi ad arretrare mentre il fucile resterà fermo, fino al punto in cui ci troveremo con l’arma a braccio disteso.

fucile-rebel

Per fare ciò avremo bisogno di un avvallamento che ci occulti e della mano libera per tirarci nell’arretramento. Addirittura in certi casi è utile togliere il boccaglio dal cinghiolo della maschera e tenerlo nella mano libera in modo da poterci nascondere ancora meglio.

Non sempre l’aspetto paga. Soprattutto quando siamo in zone nuove e dobbiamo ancora individuare il punto giusto per appostarci, potrà capitare che i dentici non vengano a tiro ma si mantengano sempre in una determinata zona. Allora, se la morfologia del fondale ce lo consentirà, potremo provare un piccolo percorso subacqueo a stretto contatto con il fondo ed al riparo dalla percezione dei pesci per poi sbucare da una postazione che ci permetta di tagliare la strada alla nostra preda. In questo modo il dentice si sentirà minacciato nel suo territorio da qualcosa che non percepisce come un pericolo perché non l’ha vista sbucare dall’alto. Di noi vedrà solo una piccola porzione e quindi si avvicinerà minaccioso per un controllo, consentendoci un tiro ravvicinato.

IL TIRO

Il dentice si avvicina quasi sempre di muso come la maggior parte dei predatori. Tuttavia egli ha uno scatto talmente rapido che spesso un tiro frontale va a segno lateralmente  ed in certi casi anche di coda! Per andare a segno dovremo stare molto calmi e prenderci tutto il tempo necessario per allineare al meglio l’asta con il bersaglio che arriva frontale. Nel momento in cui percepiremo l’imminente virata del dentice (preannunciata dall’alzarsi delle pinne dorsali) scoccheremo il tiro.

Quasi sempre sarà un tiro ravvicinato, in cui però la precisione è fondamentale. Il dentice ha carni molto delicate ed una reazione furiosa nei primi 20 secondi, pertanto se avremo preso il pesce nella pancia o troppo alto sulla schiena, rischieremo di perderlo. In questi casi conviene mollare il mulinello e sperare che il pesce si intani, reazione tipica del dentice. Altrimenti, se il tiro sarà buono, dovremo concedere pochissimo alla reazione del pesce e tenerlo staccato dal fondo. Il mulinello va usato per risalire senza doverci trainare di peso la preda da profondità impegnative, magari dopo un lungo aspetto, ma non deve essere tenuto completamente aperto consentendo ad un pesce ben sparato di intanarsi, pena una inutile perdita di tempo successiva ed il rischio che le profondità raggiunte dalla preda siano oltre la nostra portata.

I fucili adatti alla pesca del dentice saranno quasi sempre molto potenti ma possibilmente dotati anche di un buon brandeggio. Personalmente trovo l’oleopneumatico 110 la misura ideale, soprattutto per il dentice, ma ognuno ha i suoi gusti. Sta di fatto che se con l’oleo 110 ci si prende la mano, ci si ritrova un fucile con la lunghezza di un 75 ad elastici (e quindi con un ottimo brandeggio) ma con la gittata di un 130 doppio elastico!

Una cosa importante che il fucile dovrà assolutamente avere (oltre al mulinello) è un asta con doppia aletta. Come detto il dentice ha una carne molto tenera e la ferita si lacera notevolmente se non è colpito in punti vitali.

doppia-aletta

UN ESEMPIO

Finisco questa trattazione con un esempio di strategia di cattura che (ogni volta che si è presentata la possibilità di realizzarla) ha dato esito positivo.

Per chi pesca da terra non avendo la possibilità di raggiungere le secche in alto mare, il fondale da cercare per trovare i dentici è costituito dalle pareti che cadono a picco sul mare.

parete

Queste zone sono  spesso interrotte da qualche propaggine che si estende di qualche decina di metri o più dalla parete, oppure si trovano delle piccole risalite staccate.  In questi casi un ottima strategia per catturare il dentice consiste nello scegliere quel momento della giornata in cui la parete crea un ombra che si estende per una decina di metri scarsi. In questo modo potremo stare in ombra ed osservare le eventuali prede che se ne stanno al sole. In questa situazione sarà relativamente facile portare un agguato dalla parete per poi posizionarci al limite tra ombra e luce aspettando che i dentici (ma vale anche per altri pesci) vengano a tiro scorgendo qualcosa nella penombra che però non possono identificare a causa della grossa differenza di luce.

Più volte con questa tecnica mi è capitato di prendere grossi dentici in 10 – 12 metri d’acqua nelle giornate in cui il termoclino li teneva alti. Provare per credere!

Igor Bisulli

> Indice e-Training



Facebook

Tag: , , , , , ,

9 Commenti a “[e-Training] Tutto sulla pesca del dentice”

  1. stefano scrive:

    bellissimo articolo

  2. Salvatore Meli scrive:

    Ciao Igor , intanto complimenti per l’articolo e per i tuoi video! Volevo chiederti che fucile hai utilizzato in questi video, e come lo hai allestito. Grazie. Ciao

  3. Lore scrive:

    Ciao Salvatore, ti rispondo io che lo conosco,
    il fucile è uno Stealth 110 con kit STC e asta da 7.

  4. Salvatore Meli scrive:

    Grazie Lore! Ciao

  5. sepamax scrive:

    Finalmente una cosa scritta da qualcuno che prima di tutto in acqua ci va davvero. E si vede la differenza!
    Bel lavoro igor.

  6. Igor Bisulli scrive:

    Grazie Max….ma il tuo commento è di parte! :)

    Per Salvatore : stealth 110 con kit STC caricato a 27 ATM e asta da 7mm doppia aletta devoto….tripla passata con nylon da 1,4mm.

    Grazie a tutti quelli che gradiscono questa rubrica!

  7. Stefano Claut scrive:

    Bell’articolo Igor! e poi quel denticione su quel gommone grigio mi sembra di ricordarlo…:)
    Ciao
    Stefano

  8. gianni scrive:

    Sul tuo articolo non mi trovo daccordo su una cosa, quando parli delle notti con luna piena dove dici che i dentici cacciando la notte difficilmente verranno all’aspetto all’alba e non vale la pena alzarsi presto. Personalmente penso che un dentice si avvicina all’aspetto ad un sub anche a stomaco pieno, perfino con un pesce in bocca. Dapiran lo documenta anche nei suoi video.

    • Igor Bisulli scrive:

      Non ci sono regole certe al 100%! Dico solo che in 10 anni di frequentazione delle stesse zone con condizioni meteo, di marea e di luna ogni volta diverse, ho potuto constatare quello che ho scritto. Da ciò ne ho dedotto una “regola” valida in linea di massima.
      Tieni presente poi che quando il dentice è in frega zi può avvicinare anche a stomaco pieno, essendo spinto da altri istinti (territorialità). Aggiungo che il fatto di trovare un pesce nella pancia del dentice non significa che sia sazio…può essere all’inizio del suo pasto. Anzi, magari è il segno che era in caccia e quindi è venuto meglio all’aspetto.

      Di certo non mi è mai capitato di vedere dentici in caccia che poi non venissero all’aspetto.

      Saluti!

Lascia un Commento