[e-Training] L’allenamento per la pesca in apnea – prima parte

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La pesca in apnea è uno sport talmente complesso e variegato che spesso si dice sia difficilmente allenabile se non con la pratica stessa.

Mi spiego meglio.

A diffrenza di tanti altri sport in cui si è codificata una adeguata preparazione atletica che permette di potenziare le singole caratteristiche fisiche, nella pesca in apnea questo non è avenuto, se non con delle indicazioni di massima. E’ chiaro, infatti, che un soggetto con una buona preparazione fisica generale possa avere (mediamente) delle prestazioni migliori di uno sedentario, ma non esiste un vero e proprio allenamento pensato e studiato solo per la pesca in apnea.

Nel tentativo di gettare delle linee guida per pianificare un allenamento, sarà importante capire subito per quale tecnica ci si deve preparare. Dicendo che si tratta di uno sport variegato alludevo proprio alle diverse tecniche che si possono praticare a differenti batimetriche. L’aspetto per spigole con acqua torbida in 2 metri d’acqua non si può neanche chiamare sport, mentre l’agguato profondo o la pesca a razzolo 20 metri in gara sono attività che richiedono una grandissima preparazione psicofisica.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, mi preme sottolineare ancora un punto. Siccome nell’apnea, soprattutto grazie alla spinta evolutiva di Apnea Academy, si è affermato un metodo ben collaudato per migliorare le proprie performance, molti pescasub vi si sono avvicinati nella convinzione di trovare una base allenante da praticare durante l’inverno. L’effetto è stato sicuramente positivo, ma la realtà di fatto è che molti bravi istruttori di apnea hanno un’idea molto vaga della pesca in apnea.

Spesso mi sono trovato ad allenarmi con bravi apneisti durante l’inverno ed ho sempre notato che in fatto di ritmo il mio livello era nettamente superiore, soprattutto nei periodi (proprio invernali) in cui praticavo la pesca in tana a 20 metri. Il fattore mentale poi, in un’attività che prevede un centinaio e più di tuffi in apnea contro la decina dell’apnea pura, non mi sembra altrettanto fondamentale. Detto questo, vediamo come si potrebbe pianificare un allenamento specifico per la pesca in apnea, tenendo presente che otterrà una buona preparazione fisica, ma mancheranno l’stinto, il colpo d’occhio, i riflessi, tutte caratteristiche non allenabili se non con la pesca stessa.

In qualsiasi sport, il principio dell’allenamento prevede una serie di periodi in cui svolgere lavori diversi. Nella prima fase si lavora sul fondo per preparare una buona base aerobica che ci permetta di sopportare i successivi carichi di lavoro. Nella seconda si effettuano degli allenamenti più intensi nei quali si vanno a migliorare le caratteristiche fisiche scelte. La terza fase è quella così detta di scarico e prevede un abbassamento dell’intensità degli esercizi per far recuperare le energie ed arrivare al meglio nel periodo scelto.

Ricordatevi che è sempre importante ascoltare le proprie sensazioni per cogliere i messaggi che il corpo ci da. L’allenamento, per funzionare, deve prevedere una assoluta costanza e regolarità. L’impulso fisico deve essere dato al momento giusto, ne troppo presto quando il muscolo è ancora stanco, ne troppo tardi quando ha recuperato del tutto. Nel nostro caso vedremo che 2 allenamenti settimanali in piscina sono già sufficienti ad ottenere ottimi risultati.

LA FASE AEROBICA

Se il periodo scelto per allenarsi va da dicembre ad aprile, sarà opportuno dedicare almeno 2 mesi alla fase aerobica senza fare altro se non pescare.

L’allenamento di fondo può essere dato da molti sport quali il ciclismo, il nuoto leggero su lunghe distanze, ma soprattutto (per il miglior rapporto efficenza-tempo) dalla corsa. Personalmente li ho provati tutti a seconda della preferenza del particolare periodo della mia vita e posso dire che se uno non è un appassionato di ciclismo o di nuoto, la corsa è senz’altro la scelta migliore.

corsa

A molti potrà sembrare noiosa all’inizio, ma dopo un primo periodo di adattamento, le sensazioni benefiche che coinvolgeranno il nostro corpo (endorfine) ci aiuteranno a continuare con rinnovato vigore. Sarà importante cominciare per gradi, 20 min di corsa a sessione per 3 volte a settimana la prima settimana; nella seconda correremo 25 minuti, nella terza 30 e così via fino ad arrivare ad un ora di corsa per 3 volte a settimana.

La corsa dovrà essere leggera ma non troppo, diciamo all’80% della soglia anaerobica (circa tra i 140 ed i 150 battiti al minuto). L’esempio fatto costituisce una traccia che dovrà essere adattata alle proprie esigenze ed al proprio livello di partenza.

> SECONDA PARTE

A cura di Igor Bisulli

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5 Commenti a “[e-Training] L’allenamento per la pesca in apnea – prima parte”

  1. Francesco G. scrive:

    Complimenti bell’articolo……aspettiamo la seconda parte…!!!

  2. Lore scrive:

    Grazie, la prossima settimana online la seconda parte ;)

  3. riggio adriano scrive:

    bell’articolo…complimenti!!!

  4. MarioDesi scrive:

    Complimenti per l’articolo molto bello e soprattutto utile
    bisogna però partire a settembre con la fase aerobica e poi la fase di carico a dicembre cominciare adesso non ha senso a meno che non si voglia arrivare in forma a dicembre gennaio giusto??

  5. antonio martini scrive:

    grazie, l’ho letto in ritardo ma molto interessante

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