[e-Training - i pesci] Il sarago

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Il sarago è senz’altro una delle prede più presenti nei carnieri del pescatore in apnea, sia dell’esperto che del neofita.

Lo si può catturare con tutte le tecniche e a tutte le profondità, anche se la tecnica più adatta per insidiarlo resta ancora la pesca in tana (discorso a parte per il sarago pizzuto la cui cattura avviene principalmente all’agguato/aspetto).

Prima di analizzarne la cattura in funzione delle diverse tecniche, vediamo come si comporta e quali luoghi frequenta a seconda dei diversi periodi dell’anno.

Il periodo estivo lo vede presente a tutte le batimetriche frequentate dal pescasub, anche se predilige fondali più tranquilli durante il giorno per avvicinarsi invece alla costa al mattino presto o verso sera principalmente in cerca di cibo. Quando poi il mare è mosso, o meglio in scaduta, sarà facile incontrarlo nel basso fondo intento a cibarsi tra sabbia e roccia, magari in compagni di altri nobili sparidi quali l’orata.

Per scovarlo nella stagione calda, diciamo tra fine giugno e fine ottobre, dovremo fare molta attenzione alle previsioni del tempo e alla quota del termoclino. Nelle giornate di mare calmo e acqua fredda sul fondo sarà molto difficile vederlo al libero, pagherà invece la ricerca in tana negli anfratti più nascosti o nei tagli del grotto (solo quello opportunamente fessurato).

Se poi ci troveremo in situazioni particolari che lo possono indurre a nascondersi per difesa, come per esempio durante una competizione agonistica, sarà ancora più facile trovarlo nelle tane e capiterà di prenderne anche di grosse dimensioni.

igor-saraghi
Un bel carniere di saraghi realizzato in gara.

Bisogna ricordare a proposito che se capita spesso di vedere saraghi fino a mezzo kg gironzolare al libero, altrettanto non si può dire degli esemplari più corpulenti che prediligono decisamente gli anfratti più nascosti della roccia.

Nel periodo autunnale le mareggiate diventano più frequenti e di conseguenza la situazione più conveniente per insidiare il sarago diventa la scaduta di mare. In queste situazioni la tecnica regina è quella dell’agguato nell’intento di sorprendere branchetti di saraghi nascosti al riparo di grossi massi che interrompono la monotonia del fondale.

Esempio pratico:

Durante l’inverno tutte le prede tendono a ridurre al minimo la loro attività e diventa difficile vedere prede al libero. Ecco allora che la ricerca in tana da i suoi migliori frutti. Tuttavia, a differenza dell’estate, sarà fondamentale trovare la zona giusta dove il nostro sparide ha scelto di stazionare quel giorno. E’ chiaro che il fondale dovrà sempre essere roccioso e ben fessurato, ma questo non basta. Importanti saranno le particolari condizioni di luce, salinità e limpidezza dell’acqua.

Il sarago ama infatti le giornate ben soleggiate in inverno, rifugge la scarsa salinità (quella delle giornate successive a pioggie intense) e predilige le acque più limpide. Saranno quindi queste ultime le condizioni ideali per trovarlo in compagnia di molti suoi simili negli spacchi più nascosti, magari quelli che durante il resto dell’anno non vediamo perché nascosti dall’alga.

Se le giornate con scaduta di mare sono ottime per catturare il sarago all’aspetto e all’agguato, in inverno questo non vale molto.

Il periodo primaverile è quello della riproduzione. Le femmine sono piene di uova ed hanno le classiche pance gonfie, mentre i maschi emettono un liquido biancastro (sperma) dall’orifizio anale. Addirittura si può intuire a che punto della “frega” si trovi il particolare sarago catturato in funzione della consistenza con cui fuoriesce lo sperma.

In questo periodo il sarago si trova principalmente in tana da 2 a 20 metri. In particolare, specialmente dopo alcune giornate di mare calmo e acqua di conseguenza più calda in superficie, lo si può trovare in pochissimi metri di profondità, anche in folti branchi. Ricordiamo infatti che la maggior parte delle specie di interesse per la pesca in apnea (ed il sarago non fa eccezione) va alla ricerca dei bassi fondali nel periodo riproduttivo per lasciare gli avannotti in acque ricche di nutrienti e di luce.

LE TECNICHE PER INSIDIARLO

L’aspetto non è certo la miglior tecnica per insidiare il sarago, anche se spesso capita di prenderlo in questo modo. Dal mio punto di vista è molto più proficua la pesca all’agguato quando ci sono le condizioni di scaduta di mare o quella della pesca in tana con mare calmo e visibilità buona.

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In ultimo vale la pena citare la tecnica così detta del “razzolo” che viene praticata soprattutto in gara. In pratica si scorre il fondo ad una distanza di 2 metri circa e si cerca di guardare negli anfratti, nei tagli o anche solo accanto a qualche ciglietto.

Spesso capita che il sarago si fermi mimetizzandosi in angolini che ovviamente non rappresentano la sua dimora stabile ma che fungono da nascondiglio momentaneo. Queste situazioni particolari capitano soprattutto con un termoclino molto netto che porta acqua fredda anche a pochi metri di profondità.

A cura di Igor Bisulli

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2 Commenti a “[e-Training - i pesci] Il sarago”

  1. Raf scrive:

    Interessante come al solito!
    Raf

  2. [...] [e-Training - i pesci] Il sarago [...]

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