Assoluto: la parola ai protagonisti

ANTONIO LO VICARIO – primo classificato

lovicario

Sorpreso dal tuo risultato?

Sorpreso? Non è un termine che mi si addice.
Ho lottato per questo risultato, ma non solo al momento della competizione ma bensì molto prima, con un costante allenamento dentro e fuori dall’acqua. Sono arrivato a Bosa molto carico e con la voglia di vincere.

E’ stato un Assoluto molto combattuto, cosa ti ha permesso di avere la meglio sugli altri?
La mia caparbietà e la forza di reagire, di combattere e di vincere mi ha permesso di superare qualsiasi ostacolo, anche delle condizioni meteo marine molto sfavorevoli.

Come e dove hai pescato prevalentemente? Raccontaci la cattura del dentice

La prima giornata ho pescato in 15 mt d’acqua alternando aspetto e agguato catturando un bellissimo dentice e il resto del carniere che mi ha fatto vincere la giornata.

Il dentice l’ho catturato al primo aspetto, dal torbido vedevo la sagoma del dentice avvicinarsi, ma il pesce era molto nervoso sia per il via vai di barche della giuria e capitaneria che per la presenza della sagola del pallone, dopo un aspetto lunghissimo arriva a tiro del mio fidato “one 105″ e fulminandolo lo porto in superficie.

La prima parte della seconda giornata ho pescato all’agguato, per poi spostarmi in 20/25mt d’acqua e dedicarmi alla pesca in tana. Ringrazio tutto il team per gli stimoli e per avermi incoraggiato e sostenuto durante e dopo la competizione, e a Marco Bardi e Marco Ciceri che hanno creduto fortemente in noi giovani dandoci fiducia e sostegno, sono davvero felice di far parte di questa grande famiglia, grazie al mio barcaiolo e amico Jacopo Deplano.


FRANCO VILLANI
– secondo classificato

francovillani

Soddisfatto del risultato?
Ovviamente si, anche perchè per me questo risultato è una conferma. Però se si pensa che il distacco dal titolo è stato di appena il 2,5%, cioè poche centinaia di punti in due giornate, un po’ di amaro in bocca è naturale che resti.

A mente fredda, cosa cambieresti di quello che hai fatto in gara?
Nella prima giornata cambierei la partenza. Ho scelto di andare su un sommo dove avevo trovato dei barracuda intorno al kg di peso, mentre avevo un’altra secca dove c’era il branco di quelli grossi. Questo però era all’estremità opposta del campo gara rispetto a dove avrei voluto fare il resto della gara, e avevo paura che i 15 minuti della partenza non fossero sufficienti.

Col senno di poi forse avrei fatto bene a rischiare anche un solo tuffo.
Nella seconda giornata avevo le idee ben chiare di come fare la gara e visto che le condizioni non erano cambiate radicalmente rispetto alla preparazione non avrei cambiato scelta anche a posteriori.

Come e dove hai pescato prevalentemente?
La prima giornata ho pescato praticamente tutte e 5 le ore nella batimetrica compresa tra i 15 e i 20 metri, su un fondale di grotto molto spaccato. Per la tipologia del fondale ho preferito adottare la tecnica dell’aspetto alternata a lunghi agguati, nella speranza di far uscire allo scoperto qualche corvina o qualche tordo. Era infatti impossibile sperare di pescare in tana guardando crepe e canaloni lunghi 20 mt, dove il più delle volte il pesce ti lasciava con un palmo di naso!

Nella seconda giornata ho differenziato molto le due frazioni. Le prime due ore e mezza mi sono dedicato al basso fondo pescando all’agguato tra i massi, rimanendo sempre entro i gli 8-10 metri.
Allo spostamento ho cercato di fare la differenza su alcuni cigli fondi, dove avevo trovato grosse corvine, sempre oltre i 32 metri. Oltre che per ovvie ragioni di sicurezza, anche le condizioni meteo mi hanno obbligato a rallentare molto il ritmo. Le onde e la corrente di maestrale, complicavano non poco la ventilazione in superficie, rendendo difficile l’azione di pesca.

Raccontaci la cattura del grosso barracuda.
Alla partenza, che per me era ritardata di 2 minuti causa il motore superiore ai 40 cv, mi sono diretto subito nella zona dove, in preparazione, avevo avvistato più volte i barracuda. Al primo tuffo mi sono reso subito conto che le condizioni erano diverse, la forte risacca avevo reso l’acqua più sporca e allontanato apparentemente la mangianza. Mi sono quindi spostato dal lato dei massi esposti alla corrente, dove prevedevo si potessero ammassare i branchi di mangianza rimasta.

Raggiunto il bordo esterno con un agguato, ho cercato un appostamento adeguato e dopo pochi secondi di aspetto il branco dei barracuda ha iniziato a sfilarmi davanti. Non potevo rischiare aspettando l’esemplare più grosso, anche se i giorni prima avevo visto pesci di oltre 4kg, e senza indugiare troppo ho premuto il grilletto su un pesce di poco superiore ai 3kg. Colpito a centro corpo, con lo scatto iniziale mi ha sfilato una decina di metri di filo dal mulinello, per poi arrestarsi poco dopo. Anche se non il più grosso del branco, risulterà poi la preda più grossa di giornata!


ANDREA SETTIMI
- terzo classificato

settimi-andrea

Soddisfatto del risultato?
Si sono molto contento del risultato, perchè un terzo posto agli assoluti è una grande soddisfazione soprattutto visto che sono solo 3 anni che gareggio e il livello di preparazione di tutti gli atleti è veramente alto. Ovvio che una volta arrivati sul podio uno aspira sempre a qualcosa in più, soprattutto visto che nella seconda giornata ne ho avuto l’occasione, ma strappando un grosso pesce e perdendo diverse occasioni per spararne altri non ho purtroppo potuto puntare più in alto di così. Cmq qualcosa da recriminare ce lo abbiamo sempre, ma fa parte del gioco, quindi posso dire che, SI, sono veramente soddisfatto di questo 3° posto.

A mente fredda, cosa cambieresti di quello che hai fatto in gara?
In realtà non cambierei nulla, visto il risultato finale. Le scelte tattiche delle due giornate di gara alla fine si sono rilevate giuste. La prima giornata sono partito su una zona trovata in preparazione con qualche sparide in giro, ma nulla di sicuro in quanto il pesce era molto mobile, ho continuato seguendo un percorso di zone interessanti, ma sempre prive di pesce. Non avendo trovato in preparazione tane maestre o con pesci sicuri non potevo fare altro che pescare.

Anche la scelta di pescare con un 90 si è rilevata azzeccata in quanto il fondale presentava spacchi molto profondi e i pesci spesso e volentieri era più facili spararli fuori dalle tane che all’interno. Nella seconda giornata la scelta di fare spola tra due zone interessanti, una di corvine e una di saraghi, mi ha dato la possibilità di arrivare secondo di giornata con gran soddisfazione e di poter aspirare al podio.

Come e dove hai pescato prevalentemente?
I fondali dei due campi gara potevano sembrare molto simili ma in realtà erano profondamente diversi tra loro, ho quindi adottato due tecniche diverse per le due giornate di gara. Nella prima ho pescato prevalentemente, fatta eccezione per la cattura di un grosso sarago in tana, con un misto agguato, aspetto e tana. Scorrevo il fondale con un fucile lungo, soffermandomi nelle zone più interessanti praticando un breve agguato con aspetto finale o affacciandomi in uno degli spacchi che reputavo più interessanti. Così facendo infatti capitava di vedere saraghi che si ammusavano dalle tane o si spostavano da una tettoia all’atra dove stavano fermi controcorrente.

Insomma ho fatto una pesca molto attenta e concentrata, soffermandomi a studiare ogni piccolo indizio. Il tutto pescando sempre tra i 18 e i 22 m nella parte centrale del campo gara. Nella seconda giornata invece, avendo probabilmente interpretato meglio il fondale e avendo trovato zone con pesce più stanziale ho impugnato il sessantino con 4 punte diretto su tane ben precise. Ho pescato tutte e 5 le ore della competizione sui 23 m in zone molto belle di panettoni di grotto che si appoggiavano sulla sabbia creando spacchi molto interessanti abitati da corvine e saraghi.

Nei prossimi anni ti vedi sempre ai vertici nelle competizioni? Hai dei ringraziamenti da fare?
Sicuramente il mio obbiettivo per gli anni futuri è quello di continuare a mettermi in gioco nelle prossime competizioni dando sempre il massimo per poter arrivare sui gradini più alti del podio, cercando di accumulare sempre maggior esperienza magari avendo la possibilità di partecipare a qualche competizione internazionale.

Voglio ringraziare in particolare modo il mio sponsor LEROI DESIGN per avermi fornito le mute su misura, e il mio fedele amico/barcaiolo Eduardo Marchese che mi ha accompagnato in questa ennesima avventura dandomi la carica e il supporto necessario nei momenti più difficili!

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