Pesca al dotto: dove e come catturarlo

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A cura di Marco Bardi e DM Clauss. Editing Lorenzo La Manna.

Dragomir Milinkovic Clauss nasce a Belgrado nel 1970. Il Padre lo ha iniziato all’apnea da piccolo e subito si è innamorato della pesca. Dopo la scelta di trasferirsi a Milano, per motivi di lavoro, inizia ad organizzare vacanze di pesca in tutto il Mediterraneo.

Collabora da anni con il Team Omer occupandosi del settore foto e video, in quanto cinematografo e fotografo di professione. E’ anche un affidabile collaudatore di attrezzature grazie al fatto che si immerge spesso ed ha ottime capacità di giudizio.

Grandi campioni, alla domanda su quale fosse il pesce più difficile da insidiare hanno spesso risposto: il dotto. Perchè?
Molto semplice, il Dotto è uno tra i pesci più diffidenti e vive quasi sempre a profondità impegnative.

Prima di tutto, come ti sei appassionato a questa pesca?
Proprio perché si tratta di uno tra i pesci più difficili, mi ha sempre appassionato, poi da quando ho scoperto alcuni accorgimenti per catturarlo è diventata una vera e propria sfida.

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Qual’è il suo habitat? Dove possiamo incontrarlo?
I posti migliori in Italia sono distribuiti tra Calabria e Sicilia e comunque tutto il mediterraneo a sud. Predilige secche e cigliate sia di roccia che di grotto dove c’è spesso corrente e tanta mangianza. Non ama i posti disturbati.

Le sue abitudini sono diverse da quelle della cernia?
Si, perché il dotto vive spesso rialzato dal fondale e non ama intanarsi. Anche se raramente fugge in tana,  quando lo fa diventa più facile di una cernia bruna.

Quanto può arrivare a pesare?
Ne ho visti alcuni stimati sui 15 chili ma di preciso non saprei rispondere. Ho saputo che alcuni professionisti con i palamiti ne hanno catturati di quel peso ma sempre a profondità abissali. La maggior parte degli incontri è comunque tra i 3 ed i 5 chili.

Come lo distinguiamo dalla cernia dorata?
Spicca il  muso a punta e la grande coda potente e alta, il colore è più scuro con puntini marroni e non ha la classica macchia dorata.

E’ un pesce che và insidiato al libero oppure è possibile trovarlo in tana?
In genere tento la cattura in caduta per poi continuare con un misto tra aspetto e agguato molto impegnativo. Alcune volte cerca la tana dove si infila come qualunque altra cernia. In tal caso cambio fucile e vado a cercarlo in tana dove quasi sempre si lascia catturare senza grandi difficoltà.

Spesso lo si caccia su zone profonde con tiri al limite: qual’è l’arma più adatta?
Sicuramente un fucile lungo e veloce. Personalmente utilizzo un arbalete da 115 o 130 cm con asta da 6.5mm doppia aletta.

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Meglio l’aspetto puro o tentare l’agguato?
Con l’aspetto puro è probabile che il dotto rimanga fuori tiro per tutto il tempo, divertendosi a beffare il cacciatore, mentre con un avvicinamento lento in agguato strisciando sul fondo, si stimola la sua curiosità, ma è una tecnica molto pericolosa.

Credo che abbia la capacità di valutare con precisione la distanza di sicurezza, ma ha anche il difetto di metterci alcuni secondi nella valutazione, ecco perché l’aspetto gli consente di elaborare con sicurezza la distanza, mentre l’avvicinamento in agguato ci concede a noi qualche attimo di vantaggio.

Quanto pesava il più grosso che hai pescato?
Il più grande che ho preso pesava 10 kg e lo ho catturato in Grecia su una secca a 27 metri di profondità.

E’ possibile incontrarlo in poca acqua?
Non li ho mai visti a meno di 20 metri e comunque a tali profondità sono spesso esemplari isolati e casuali. La sua profondità preferita è tra i 25 ed i 35 metri.

Come sono le sue carni in cucina?
Ha una carne molto saporita e compatta che a me piace di più della cernia bruna. Mi piace specialmente crudo. Molto buono anche al forno con patate.

Spesso si incontrano ma sono imprendibili. Se quindi conosciamo bene la zona di un bel dotto che vogliamo catturare, come prepariamo il tuffo per cercare di sorprenderlo?
Cerco di partire da lontano per avvicinarmi frontalmente e in diagonale con una caduta lenta. Il dotto quando lo avvicini frontalmente rimane sorpreso e temporeggia quel tanto che basta per colpirlo con un tiro lungo. Se vedo che scappa prima del mio arrivo, allora mi schiaccio sul fondo e mi avvicino strisciando. Sparo da lontano perché non ti concede mai tiri facili.

dentice-claussSe mentre insidi un dotto si presenta un dentice?
Spesso frequentano le stesse zone anche se hanno comportamenti molto diversi. A parità di peso preferisco sempre il dotto, ma qualche volta se c’è un branco di grossi dentici, la scelta ricade su quest’ultimo. Infatti mentre pesco i dotti ogni tanto catturo qualche grosso esemplare di dentice.

Ricordi una cattura particolarmente difficile di un bel dotto?
Quella che a me piace di più è una cattura di un dotto di 5 kg mentre io filmavo Marco Bardi in azione. Con un agguato perfetto ci siamo avvicinati entrambi fino al tiro. Mi è piaciuta proprio perché catturare un dotto mentre siamo in due con telecamera è una doppia sfida in un contesto di grande affiatamento.

Con Marco abbiamo preparato per i lettori di ilovepescasub anche un video che mostra alcuni momenti della pesca al dotto:

A cura di Marco Bardi e DM Clauss. Editing Lorenzo La Manna.



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9 Commenti a “Pesca al dotto: dove e come catturarlo”

  1. Francesco scrive:

    La pesca al dotto per me è qualcosa di speciale vivendo in Grecia spesso incontro questi stupendi animali sulle secche profonde esattamente ai lati del capello pronte a scappare nell’abisso al minimo rumore o sbaglio del pescatore in apnea.
    Una pesca veramente impegnativa ma molto emozionate.!

  2. peo scrive:

    io se vuoi ti spiego dove non esiste e come si fa a non prenderlo !!!!!!!!!!!!!

    hahahahahah

  3. gianpiero scrive:

    un emozione…… nella mia zona a mazara , nel periodo inoizio settembre alcuni esemplari sono pure riuscito ad insidiarli in poca acqua , mai oltre i 15 metri

  4. Jorge Mario scrive:

    Qui a Miami in 5 anni ho visto 2 o 3 a piu di 30 mt , ma non hanno avuto la misura legale necessaria e sempre nelle barche annegate che qui sono tante , ma a Cuba si trovano ancora sempre profondi , non meno mai di 25 mt . La si chiamano “abadejo” ma non tutti i pescatori li conoscono perche ogni anno che passa si fanno piu scarsi non hovisto ne catturato mai uno di piu di 7 o 8 kl. Saluti a tutti da Miami

  5. Jorge Mario scrive:

    Guardate il mio sito http://www.miamibluediving.com , nella galerie di fotografie nella sezione “spearfishing” ho messo la foto di una Cubera snapper che hanno calculato piudi 40 kl

  6. karim scrive:

    beli sima la video ,bravo bravo

  7. Samir scrive:

    Ciao,
    Ici en Algérie on l’appelle BAYAJO ou BAYAKHO, on les retrouvent en grandes contitées sur des pierres vierges ou les secs profonds, les plus grosses pechées en Algérie depassent les 14 kgs.
    PS: desolé je ne sais pas ecrire en italien

  8. Francesco Sacco scrive:

    Il dotto dell’articolo e del video non è il Polyprion ma la Mycteroperca rubra…fate attenzione!! ;)

  9. Petar Labin scrive:

    bravo Klaus, dobre slike i ribe. javi se kad budeš drugi put u Lovranu