Un esperto pescatore in apnea non può prescindere da una buona conoscenza dei fenomeni meteo marini, in particolare i venti.
Il vento è uno spostamento di masse d’aria più o meno grandi a seconda della grandezza dell’aria interessata. Le brezze marine estive hanno origine a livello locale e quindi riguardano zone molto limitate. I forti venti da sud che colpiscono la nostra penisola in particolare in autunno, coinvolgono zone molto vaste, al punto da trasportare perfino la sabbia del deserto fino alle regioni del nord Italia.
Questa distinzione è molto importante anche perchè determina pesantemente lo stato del mare. Non ci preoccuperemo per una brezza mattutina… mentre per il passaggio di una vasta zona di bassa pressione rischieremo di stare anche più di una settimana lontano dal mare!
Perchè si spostano le masse d’aria?
Come già visto nel caso delle correnti, c’è sempre una forza che si genera in presenza di una differenza fisico chimica tra le masse di fluido in questione. Nel caso dell’aria atmosferica il fattore principale consiste nella differenza di pressione. Proprio per questo i metereologi consultano le mappe bariche per le loro previsioni. Si potrebbe banalmente pensare che il vento spira dalle zone di alta pressione verso quelle di bassa, ma le cose non sono così semplici. Lo spostamento in un sistema rotante qual’è la terra, è soggetto all’azione della forza di Coriolis, per cui le masse d’aria (i venti) si sposteranno attorno alle zone di bassa pressione con intensità proporzionale alla differenza di pressione.
Ovviamente anche la temperatura delle masse d’aria può causare uno spostamento di queste ultime originando ad esempio una brezza estiva dovuta alla differenza di temperatura tra il mare e la terra.
Il buon pescatore in apnea deve tenere sempre in considerazione la direzione e l’intensità del vento in funzione della zona in cui si trova. Al di là della difficoltà fisica ad andare in acqua con vento forte e quindi mare molto mosso, il tipo di vento determina una situazioni marine molto diverse tra loro. Il vento che spira sul mare è uno dei principali motori delle correnti marine, argomento di cui abbiamo già parlato.
Sarà quindi buona norma tenere un diario in cui evidenzieremo il tipo di vento che spirava nella giornata di pesca. Con il tempo sapremo distinguere i venti più o meno favorevoli alle zone da noi battute.
Ma esiste un criterio generale?
Fermo restando che la pesca è bella proprio per la sua imprevedibilità, alcune considerazioni di massima si possono fare.
Innanzitutto è bene distinguere sempre il vento di mare (la cui direzione è dal mare alla terra) da quello di terra (direzione terra-mare). Il primo è un vento che spiana il mare nel sottocosta. Quando soffia un vento di terra di solito il pesce tende ad allargarsi, per cui non sarà il caso di provare con la pesca in schiuma.
I venti di terra possono anche rimescolare bene la colonna d’acqua spostanto l’acqua di superficie richiamandone altra dal fondo, quindi possono riossigenare una zona rimasta ferma per un pò di tempo ( magari per un alta pressione ). Altre volte il vento di terra può generare un termoclino che fa spostare improvvisamente parecchio pesce dalle zone più profonde, regalandoci una giornata indimenticabile in una zona reputata povera solo perchè in acqua bassa.
I venti di mare increspano il mare fino a renderlo agitato. Le onde che si possono frangere nel sottocosta arrivano anche oltre i 5 metri nel mediterraneo se lo specchio acqueo forzato dal vento (fetch) è sufficientemente ampio. E’ chiaro che questo tipo di vento ha un impatto anche drastico sull’ambiente marino. Rimescola molto bene la colonna d’acqua, asporta i micro organismi dal fondo, intorbidisce l’acqua e crea le condizioni di caccia ideali per molti predatori del basso fondo (spigole, lecce e anche ricciole).
Volendo dare delle indicazioni molto generali, direi che i venti di terra sono più adatti alla pesca in tana, mentre quelli di mare alla pesca al libero (agguato e aspetto).
In fine vediamo una carrellata sui principali venti del mediterraneo.
Da nord verso est come in figura, vediamo:
TRAMONTANA, vento da nord solitamente freddo e tipico dei periodi invernali.
GRECALE, vento da nord est che può essere anche molto intenso in certe regioni, ad esempio.
BORA, da est-nord est è un vento tipico dell’alto adriatico da Trieste alla Dalmazia. Raggiunge intensità notevoli, anche raffiche di 200km/h, ed è pericoloso per la rapidità con cui sopraggiunge.
LEVANTE, da est, solitamnete un vento non troppo forte e di transizione.
SCIROCCO, vento caldo da sud est, di solito foriero di piogge e tipico del periodo autunnale. Di solito comincia lentamente e ci mette almeno un giorno prima raggiungere la massima intensità.
OSTRO, vento da sud simile allo scirocco.
LIBECCIO, vento da sud ovest che può raggiungere notevole intensità.
PONENTE, vento da ovest generalmente di transizione, solitamente preludio del maestrale.
MAESTRALE, vento da nord ovest, caratteristico del periodo estivo ma molto intenso in inverno, periodo in cui è uno tra i venti predominanti del tirreno.
A cura di Igor Bisulli
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Molto interessante.
Grazie ancora una volta Igor!
Ciao!!!
Ottimo articolo..interessante