Ciao Piero, conosciamo bene la Tecnoblu e i suoi ottimi prodotti, ma sappiamo anche che sei un bravo pescatore in apnea nonché agonista: a che età hai iniziato a pescare?
Sono sempre stato affascinato dal mondo sottomarino, ricordo nitidamente tutte le volte che andavo a trovare i miei zii e spulciando nelle loro librerie venivo rapito da tutti i volumi che trattavano questo argomento.
La mia rivista preferita era “Mondo Sommerso”. All’età di 12/13 anni ho iniziato, dopo aver corrotto mio padre, a praticare la pesca in apnea armato di fiocina a mano. Da li un crescendo che ad oggi non si e mai fermato.
E a gareggiare?
Ho iniziato a gareggiare nel 1994 dopo il militare per il circolo nautico Sturla prima solo nelle gare sociali poi dopo alcuni anni anche alle gare selettive. La vicinanza con agonisti di fama e la condivisione con i miei compagni di pesca sono state alla base della mia formazione come pescatore in apnea.
Sono sempre stato affascinato dell’ambiente agonistico di qualsiasi sport abbia praticato nella mia vita considerandolo il cuore pulsante dell’attività stessa.
Spiegaci un po’ il passo successivo: come la pesca in apnea è diventata il tuo lavoro?
Quando ho iniziato a pescare nel 90/91 non erano molte le aziende che si occupavano della produzione di mute su misura, oltretutto ero studente e dovendo fare i conti con il portafoglio.
Così trovai più economico e soddisfacente comprare con i mie compari di pesca il neoprene e provare a realizzarci le mute noi stessi. Da li è partito il passaparola che mi ha portato alla creazione nel 2005 della Tecnoblu.
Sponsorizzi molti atleti, chi ti ha impressionato di più durante l’anno agonistico?
In 15 anni di gare ho visto diversi atleti che mi hanno impressionato, ma se devo fare il nome di quello che lo ha fatto nelle ultime 2 stagioni dico Franco Villani.
Tu invece, gareggi ancora?
Non ho mai smesso (ma forse dovrei!).
Ho iniziato nel ‘94 per arrivare ad oggi dove cerco di partecipare a più competizioni possibili sia individuali che a squadre. Ogni anno oltre alle gare selettive, ai campionati regionali e ai campionati per società ( anche in acque interne ) partecipo al maggior numero di trofei possibili. Li farei tutti ma devo fare i conti con il poco tempo che il laboratorio mi concede.
Il tuo miglior piazzamento?
Per quanto riguarda le gare selettive in circa 14 anni ho raccolto diversi buoni piazzamenti e alcune vittorie senza però mai trovare l’unica cosa che serve veramente in queste gare, la costanza. Per questo motivo ho raggiunto la qualificazione solo una volta nel 2005.
Forse i più bei risultati li ho avuti nelle competizioni a squadre dove tra tutti ricordo con piacere il 3° posto al Campionato italiano di Ischia nel 2001, il 2° posto la Trofeo Zampolini nel 2008 e la vittoria del Trofeo Cavallini nel 2009.
Che tipo di pescatore sei? Che tecnica prediligi?
Da quest’anno, per colpa o grazie ad alcuni miei clienti, ho modificato molto il mio modo di pescare. Prima, grazie anche ad una maggior presenza di pesce bianco, la mia azione di pesca era rivolta sopratutto alla realizzazione del carniere più numeroso.
Adesso nelle stesse zone dove insidiavo saraghi e corvine la mia attenzione è rivolta sopratutto alla ricerca della preda di rango (difficile di per sè nella mia liguiria ). Per la tecnica pesco con un misto di aspetto ed agguato.
Il pesce più importante della tua carriera di pesca sub?
Non ho mai incontrato il “big fish” pescando prevalentemente in liguria ma nelle varie specie ittche ho buoni personali.
Delle tue creazioni, quale muta utilizzi e perché?
Pur potendo apportare qualsiasi modifica sulle mute, uso prettamente prodotti di catalogo creati nel mio laboratorio. Nella stagione invernale “critica” uso giacca liscio/spaccata mimetica da 8 mm e pantalone liscio/spaccato mimetico da 6 mm con la pisette.
Nella stagione intermedia uso lo stesso modello ma scendo di spessore; giacca da 6,5 mm e pantalone da 5 mm, nella stagione estiva uso invece una giacca foderata/spaccata da 5 mm mimetica camuflex green e un pantalone foderato/spaccato mimetico uguale da 3,5 mm.
In inverno preferisco le mute liscie per garantirmi un maggior isolamento termico durante gli spostamenti in gommone, in estate ho rivalutato la muta foderata esternamente, e la piacevole sensazione di fresco che offre rimanendo bagnata nelle giornate molto calde. Oltretutto con i nuovi materiali non esiste più la differenza di comfort con le cugine liscio/spaccate.
Una curiosità: come nasce una muta? Dal foglio alla muta finita cosa accade?
Prima fase: tramite telefono, fax o mail avviene il contatto con il cliente per definire le caratteristiche del prodotto e consigliare se richiesto il modello, lo spessore, e il materiale più adatto alle esigenze personali.
Seconda fase: raccolta delle misure e dei dati personali del cliente con eventuali specifiche per un ulteriore pesonalizzazione del prodotto.
Terza fase: dopo aver scelto il materiale utilizzando le misure e le specifiche del cliente con i cartamodelli procedo al disegno sul foglio di neoprene della muta utilizzando i dati a mia disposizione.
Quarta fase: con apposito strumento taglio a mano il modello realizzato in ogni singola parte e controllo che le parti conbacino perfettamente.
Quinta fase: incollo le parti realizzate con apposti collanti che garantiscono la tenuta massima delle varie pezze e creo le diverse preformazioni.
Sesta fase: la muta viene rifinita a macchina dove necessario e aspetta di essere consegnata o spedita tramite corriere espresso al clinte che l’ha ordinata.
Programmi e novità per il futuro?
Con la Tecnoblu di continuare a produrre capi di qualità cercando di soddisfare le richieste degli appassionati, stando attendo all’evoluzione del mercato e dei materiali. A livello personale di riuscire a ritagliarmi il tempo per andare a pescare.
Infine facci un pronostico per i Mondiali:
Premettendo che quest’anno sarà un Mondiale diverso dagli altri visto che per la prima volta un atleta Tecnoblu fa parte della compagine azzurra.
Credo che le nazionali che si giocheranno il titolo saranno sempre le stesse, certo che in casa loro battere i croati sarà molto difficile anche se la nostra nazionale ha tutti i numeri e i campioni per poter ottenere un ottimo risultato.
Incrociamo le dita!
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Ciao Kais,
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