- Ciao Angelo, negli ultimi tempi ti stai decisamente facendo conoscere nel mondo dell’agonismo della pesca in apnea con dei buoni risultati; e pensare che hai iniziato con le gare da poco partendo però subito a razzo, ma andiamo con ordine, vogliamo prima conoscerti meglio.
Da quanto tempo peschi e come hai iniziato?
Il mio primo contatto con il mare non ricordo a quanti anni è avvenuto, sarò stato talmente piccolo… Vivendo a poche centinaia di metri dal mare, le occasioni per andarci non mi sono mai mancate.
Ho iniziato a catturare polpi armato di sole pinne e maschera. Dopo aver ottenuto discreti risultati, iniziai ad evolvere le mie attrezzature prima con una fiocina a mano, poi utilizzando il mitico polpone; in seguito passai al mio primo ministen ed alla mia prima muta.
Le mie battute, comunque, si limitavano alle belle giornate delle stagioni miti e di quella calda. Intanto facevo progressi e nei miei carnieri iniziarono ad entrare regolarmente anche spigole, saraghi, cefali, gronghi ed altro, ma erano pesci comunque presi in tana, anche perché allora non credevo che i pesci si potessero catturare in altro modo.
L’arma che prediligevo era diventata un miniministen, che usavo per la praticità che mostrava tra le fenditure delle dighe frangiflutti.
Poi la svolta: dopo aver sentito parlare di una nuova tecnica, l’aspetto, ma, non avendo nessuno che mi potesse indirizzare nella giusta direzione, cercavo di documentarmi per conto mio e intanto, avendo acquistato un arbalete da 75, facevo i miei primi tentativi cercando di utilizzare questa tecnica, che, a volte, mi dava anche qualche bella soddisfazione. Poi sono venuti i primi compagni di pesca e le uscite fuori porta che mi hanno fatto vedere nuovi fondali e mi hanno consentito di migliorarmi.
Oggi sono istruttore di pesca in apnea Fipsas, istruttore di apnea Ans e per professione faccio mute subacquee su misura ed accessori con il marchio ApneaDesign.
Come imposti una tua battuta di pesca?
Purtroppo non riesco mai a dare un impronta fissa alle mie battute di pesca, dato che solitamente mi organizzo quasi all’ultimo momento come viene così la prendo.
In passato avendo più tempo a disposizione riuscivo a scegliere orari e luoghi in base a maree e prede da insidiare, ma adesso non è più così e quindi già il fatto di poter andare a mare è tanto, poi le scelte le faccio in loco valutando sul momento la situazione… ovviamente prediligo uscire in gommone, il che mi permette una maggior libertà di spostamenti in caso di scarsità di pesci.
Hai una tecnica preferita?
Non ho una tecnica preferita, pratico maggiormente aspetto ed agguato perchè dalle mie parti sono quelle che più pagano, anche se poi tutto dipende da ciò che si decide di catturare, e quindi a seconda di ciò che cerco uso variare tecniche di pesca, non disdegnando la pesca in caduta alle cernie e la pesca in tana ai saraghi.
Cosa ti emoziona di più della pesca in apnea?
È complicato rispondere, perchè in realtà è tutta la pesca in apnea che mi emoziona, ma se proprio devo dirtene una, è la fase in cui si avvicina la potenziale preda… vedere un dentice che ti punta deciso o una ricciola di mole che si avvicina incurante della tua presenza sono momenti che si fissano nella mente indelebilmente.
La tua storia agonistica inizia nel 2007, ma è l’anno 2008/2009 che ti lancia ai piani alti. 1° a due selettive e via in semifinale dove stacchi il biglietto per l’Assoluto di Marsala. Purtroppo sei stato il più sfortunato dato che ti sei classificato 11°, primo dei retrocessi.
Non deve essere una bella sensazione, come ti sei sentito? Cosa recrimini? Un po’ di fortuna in più e saresti passato?
La verità è che essendo stata la mia prima esperienza ancora non avevo obiettivi definiti, e quindi non ero conscio delle mie potenzialità, il risultato ottenuto lasciava l’amaro in bocca, ma comunque è stato facile assorbirlo guardando la classifica e leggendo i nomi di grandi campioni di questo sport che si sono piazzati dietro di me, e ovvio che con un po’ di fortuna in più sarei passato, ma è anche vero che senza un pizzico di sfiga comunque sarei passato, infatti l’unica cosa che recrimino è l’aver perso una spigola di circa 1,5 kili causa la troppa vicinanza del gommone con i fotografi, ma si sà sono cose che capitano.
Di recente hai vinto il Campionato a coppie ecologico col tuo compagno Massimo Esposito e ti sei piazzato 5° alla recente semifinale di Torre San Giovanni. Un piazzamento che ti poterà a Bosa per il campionato Assoluto.
Ti stai preparando per l’evento? Le profonde acque della Sardegna ti intimoriscono?
Sicuramente cercherò di prepararmi al meglio, anche se sto cercando di risolvere prima un inconveniente con un dente, infatti ho dovuto partecipare alle due competizioni citate con il molare praticamente svuotato, con appoggiato al suo interno solo un batuffolo di ovatta e disinfettante… per quanto riguarda il resto, questa sarà un’ennesima occasione di confronto, quindi non mi intimorisce affatto, anzi è uno stimolo a fare sempre meglio.
A proposito di profondità, quali sono le batimetriche in cui peschi di più?
In inverno se il meteo non è clemente non supero i 15 m di profondità, in estate le mie quote si aggirano tra i 17 -18 ai 27-28 ovviamente è tutto legato alle condizioni che trovo in quella giornata.
La cattura più importante in poca acqua?
Catture belle in poca acqua escludendo le spigole, di più belle sono la leccia di 18 chili in 4 metri ed il dentice di 7,5 chili catturato in 5,5 metri, che poi è il mio record per la specie.
Dacci un po’ di numeri, i tuoi record personali per specie:
Corvina 4 chili e qualcosina… Sarago maggiore 1,9 – Sarago pizzuto quasi 3 chili – Cefalo 5,5 – Mormora 1,8 – Barracuda 5 – Serra 6,4 – Spigola 7 – Dentice 7,5 – Orata 4,5 – Dotto 3,5 – Cernia 10,5 – Cernia bianca 15 – Palamita 5 – Lampuga 3 - Tonno Alletterato 13 – Leccia Amia 18 – Ricciola 28 – Totano 7,5
Tornando all’agonismo, che consigli ti senti di dare a chi vorrebbe affacciarsi al mondo delle gare, ma magari è intimorito o pensa siano fuori portata?
Secondo me chi vuole affacciarsi al mondo delle gare non deve aver timore di nulla, basta avere voglia di confrontarsi lealmente ed accettare il fatto che ci può essere qualcuno più bravo di noi, e da questi dobbiamo cercare di imparare… e poi non dimentichiamo che in mare tutto può succedere infatti i pesci hanno la coda e vanno dove vogliono…
“L’importante è partecipare”, vale anche per le gare di pesca, dove si può iniziare a fare esperienza e imparare dai più anziani, oppure no? L’ambiente nelle gare di pesca in apnea com’è?
L’importante è confrontarsi dando il massimo e non partecipare, altrimenti saremo solo dei numeri, ovvio che non bisogna prendere un insuccesso come una sconfitta ma come uno spunto a migliorarci. L’ambiente delle gare a me piace, anche se purtroppo come in tutte le cose a volte viene turbato da elementi non proprio puliti, e questo è un peccato, soprattutto in uno sport povero come la pesca sub, dove non girano grossi interessi.
L’agonismo ti ha migliorato come pescatore?
In verità penso che ogni gara mi migliora come pescatore, infatti ad ogni competizione mi rendo conto di imparare cose nuove.
Facci un pronostico per il mondiale:
E’ dura fare pronostici, comunque io tifo Italia e penso che le possibilità per far bene ci siano, adesso sta ai nostri portacolori far bene…
Grazie Angelo, in bocca al lupo per l’Assoluto!
A cura di L. La Manna
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Tag: agonismo, Angelo Ascione, Apnea design, Assoluto pesca in apnea, cernia, cernia bianca, corvina, dentice, gare pesca, Massimo Esposito, miniministen, orata, pesca in apnea, pesca sub, sarago, Trofeo Ecologico










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explendido!!!
grande Angelo!
bel pezzo!
che sfiga però arrivare undicesimo,
bravo angelo, continua così
Complimenti davvero, sei l’immagine da seguire per tutti quelli come me che si stanno avvicinando sempre èiù a questa passione, spero davvero di arrivare ai tuoi livelli per poter pescare insieme, fino a quel giorno, imbocca al lupo per le prossime gare.
Vi ringrazio per i complimenti, e la stima… Un salutone a tutti!
che pesca sei bravissimo continua cosi che andrai lontano e fidati da uno che sene intende hai fatto propio una bella pesca complimenti