La pesca dello scorfano, con Nilo Mazzarri

mazzarriNILO MAZZARRI è un atleta che gareggia da oltre 20 anni e che può contare su una certezza che lo contraddistingue.

In ogni competizione riesce sempre a sbalordire tutti con i suoi scorfani che pochi altri riescono a scovare.

Non a caso gli è stato affibbiato il sopranome di “MISTER CAPPONE”.

Evidentemente c’è qualcosa nel suo modo di pescare o di guardare che si presta alla ricerca di questo pesce.

Nilo prima di tutto spiegaci perché sei considerato uno specialista dello scorfano?
In tanti anni di gare mi è capitato spesso di catturare scorfani, specialmente lo scorfano rosso chiamato anche  “CAPPONE” e per questo motivo alcuni mi considerano uno specialista di questa pesca. Credo che l’attenzione ad alcuni particolari può aiutare chiunque, ma probabilmente io lo faccio in modo spontaneo.

Lo scorfano è un pesce casuale o è possibile andarlo a cercare?
Raramente lo scorfano è un pesce casuale, spesso va cercato con molta attenzione e pazienza, anche perché la sua arma migliore è il mimetismo, infatti, lo scorfano riesce a modificare la propria livrea in base alla conformazione di fondale in cui si trova e riuscire a vederlo non è sempre facile. Capita quindi che guardando una serie di tane, l’occhio più attento lo veda e l’occhio che è concentrato sul sarago o sulla corvina, non lo noti neppure.

Dove possiamo incontrarlo principalmente?
Il “cappone” predilige le zone rocciose meglio se compatte come il granito, ama spesso sostare davanti ai tagli orizzontali o in prossimità di lastre isolate anche di piccole dimensioni. Meglio se intorno c’è della sabbia, dove non è raro trovare più di un esemplare in pochi metri quadrati anche appoggiati al limitare tra roccia e sabbia.

pesca-scorfano

Dove  e quando è possibile incontrare gli esemplari più grossi?
Possiamo trovarlo in tanti posti, ma penso che i fondali subito profondi con risalite ripide siano i migliori. Quindi tutto l’arcipelago toscano e la Sardegna del nord, siano le zone migliori. Il periodo migliore per pescare lo scorfano è Ottobre – Novembre e Aprile – Maggio, mentre in estate, si sposta più in profondità  dove trova acqua più fredda.

Fuori dall’Italia, credo che la Croazia in Europa sia uno dei posti migliori, infatti ricordo alcune gare fatte a Lussino nel mese di dicembre con acqua gelida, dove sono stati pescati tanti scorfani rossi anche di enormi dimensioni.

Quanto può arrivare a pesare?
Lo scorfano rosso è quello che può raggiunge le maggiori dimensioni, infatti sono stati catturati esemplari di oltre 3kg.  Ricordo un enorme esemplare catturato da Ramacciotti al mondiale in Croazia nel 1998 ed uno di 3.2kg catturato da Capolupi in una selettiva all’isola d’Elba dei primi anni 80.

Secondo te è poco sportivo pescarlo data la sua immobilità?
Certamente la cattura di un “CAPPONE” non da la stessa emozione che possiamo avere nella pesca al dentice, ma ritengo comunque che sia una pesca sportiva, in virtù della sua difficoltà nell’individuarlo.

scorfano

La sua arma di difesa migliore è il mimetismo, c’è qualche segreto per annullare questo suo vantaggio?
Non credo che ci siano segreti tecnici per individuarlo, ci vuole solo molta attenzione quando perlustriamo una zona. Casomai ci vuole una certa intuizione che ci segnala la sua probabile presenza. Una sorta di maggiore attenzione permette di avere più probabilità di individuarlo.

Una volta individuato come procediamo?
Una volta individuato, generalmente, non ci sono più problemi in quanto possiamo avvicinarlo facilmente fino a pochi centimetri, rendendo il tiro molto semplice e sicuro.

Meglio usare fiocina o tahitiana?
Sicuramente la fiocina in modo da bloccarlo meglio.

cappone

La parte difficile viene dopo averlo catturato: come si deve afferrare per non farsi male con i suoi numerosi aculei?
Dopo averlo  sparato se non lo abbiamo fulminato subito è consigliato finirlo con il coltello per evitare che qualche scatto improvviso nel momento di toglierlo dalla fiocina, ci possa ferire, una volta assicurati che è morto possiamo metterlo nello spillo porta pesci e poi posizioniamo la fiocina in mezzo alle pinne tenendo il pesce praticamente sotto i piedi e con uno strappo secco e deciso lo stacchiamo dalla fiocina lasciandolo nel cavetto.

In ogni caso facciamo sempre molta attenzione a non bucarsi accidentalmente con le spine e  mai metterlo in cintura,  perché anche dopo morto la puntura di uno scorfano è molto dolorosa.

scorfano-rossoSe accidentalmente ci punge, cosa dobbiamo fare?
Se casualmente ci punge io consiglio di strizzare subito la ferita in modo da far uscire sangue ed eliminare un pò di veleno, poi appena possibile immergere la parte colpita in acqua salata molto calda e tenercela a lungo. Inoltre nei casi più critici recarsi ad un pronto soccorso dove potranno valutare meglio le conseguenze ed eventualmente prescrivere degli antibiotici o del cortisone.

In gara è un pesce molto ricercato, come mai?
In gara è molto ricercato perché il suo peso è quasi sempre valido e ottiene gli stessi punti di tutte le altre prede. Poi con gli attuali regolamenti ottiene un bonus come specie diversa ed infine già dalla preparazione regala speranze a chi lo cerca perché lo scorfano è molto stanziale e trovare una tana con uno o più capponi è il sogno di molti atleti. Infine dove ci sono capponi è probabile ci siano anche altre prede interessanti.

Ricordi un tuo episodio legato allo scorfano in gara?
Purtroppo si, durante un campionato di seconda categoria proprio all’isola d ‘Elba  mi è capitato un episodio che non scorderò mai. Vidi un cappone in fondo ad una tana ampia, ma dopo sparato riuscì a mettere la testa dentro un buco incastrandosi.  Purtroppo non riuscivo a toccare l’asta con le mani, provai a tirarlo fuori ma si strappò anche se tramortito. Gli sparai altre quattro volte ma il risultato non cambiò, persi quasi 1 ora di gara nell’invano tentativo di recuperarlo per poi desistere lasciando lo scorfano oramai morto incastrato in quel maledetto buco.

Mi costò la qualificazione!

Un altro episodio particolare mi è capitato durante un campionato nazionale per società in Sardegna, ricordo che dopo la partenza, con i miei compagni, decidemmo di spostarci in una zona di lastre dove in preparazione avevamo visto diversi capponi, arrivati sul posto trovammo un’altra squadra che ci stava pescando, dopo alcuni tentennamenti convinti che fossero già stati catturati, decidemmo di buttarci ugualmente e con molta sorpresa in pochi minuti catturammo 6 grossi capponi.

fiocina

Qual è il tuo record personale in gara?
L’esemplare di scorfano rosso più grosso che ho catturato pesava 1,8kg anche se ne ho catturati una infinità da oltre un chilo. In Sardegna mi è capitato di metterne a pagliolo ben 8 in una singola giornata, ma credo che facendo solo quel tipo di pesca nel posto giusto e nel periodo giusto, se ne possano catturare molti di più.

Conosci qualche storia curiosa di scorfani pescati?
Ricordo con piacere che durante un raduno del Team OMER in Sardegna verso fine Maggio, il figlio di MASSIMO MALPIERI all’inizio della sua attività di pesca sub, catturò un esemplare di scorfano rosso di circa 2.5 kg in 2 metri di profondità mentre i forti atleti si sfiancavano a profondità abissali senza portare in barca quasi niente di interessante.  Dimostrazione che nel luogo e nel periodo giusto chiunque può avere belle sorprese in questo tipo di pesca.

pesca-cappone

In cucina è considerato una prelibatezza: come consigli di cucinarlo?
Ritengo che lo scorfano sia uno dei pesci più buoni. Infatti le sue carni sode e molto saporite permettono di cucinarlo in svariati modi: in umido, al forno con le patate, alla piastra e anche alla brace. Io consiglio la ricetta del CAPPONE AGLI GONOCCHI.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

500 GRAMMI DI SCORFANO

500 GRAMMI DI GNOCCHI DI PATATE

200 GRAMMI DI POMODORINI CILIEGINO

  1. Prendete uno scorfano rosso da 500 grammi e scottatelo in una padella con un po’ d’acqua per qualche minuto;
  2. Tiratelo fuori, fatelo raffreddare per pochi minuti, poi spolpatelo accuratamente cercando di togliere tutte le spine;
  3. Mettiamo una pentola al fuoco con un pugno di sale per cuocere gli gnocchi di patate;
  4. Preparate in una padella un tritato di aglio e prezzemolo e fatelo rosolare con un filo di olio extravergine di oliva, a questo punto mettete la polpa del cappone nella padella e sfumate il tutto  pochi minuti con un bicchiere di vino bianco;
  5. A questo punto unite alcuni pomodorini ciliegino e salate, appena sono cotti gli gnocchi, scolateli bene e versateli nella padella. Saltateli pochi minuti e serviteli caldi.


A cura di Marco Bardi

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9 Commenti a “La pesca dello scorfano, con Nilo Mazzarri”

  1. domenico mosca scrive:

    Allora aspettiamo qualche cattura per provare la ricetta che ci consiglia Nilo.

  2. gregorio scrive:

    bello e interessante questo articolo complimenti

  3. mario scrive:

    nn avevo mai considerato cosi tanto lo scorfano,se non x fare qualche zuppa,nella zono dove pesco io (costa di bosa sardegna)e facile trovarli, dato che l acqua e sempre fredda anche ad agosto l ultima mia cattura e stata uno scorfano di quasi un kilo,comunque bell articolo

  4. Francesco scrive:

    Buono lo scorfano!

  5. Gianluca Zeni scrive:

    Uno fra i pesci che amo pescare….

  6. Lore scrive:

    Ha portato bene questo pezzo!
    Seconda giornata di gara semifinale: 2 scorfanoni per Nilo!
    ;)

  7. Angelo masia SS scrive:

    Ciao a tutti vorrei intervenire se posso dandovi un consiglio sulla ricetta proposta da nilo. vorrei essere utile almeno su questo visto che lavoro nel campo ristorazione.
    Sugli gnocchi se ve lipreparate a casa aggiungetevi della rucola tagliuzzata a crudo (proprio nell’impasto e lavorateli come degli gnocchi di patate classici.
    per quanto riguarda la cottura del sugo ciò che suggerisco è quello innanzitutto di preparare con la testa un bel fumè ristretto di scorfano,eliminando in partenza le branchie che potrebbero dare quel sapore amaro e facciamo come se stessimo facendo del classico brodo con acqua quanto basta ,sedano carote,cipolla.aggiungiamo un pizzico di concentrato di pomodoro per dare colore e importanza al brodo.Faciamo cuocere mezzora a fuoco basso e poi spegniamo e filtriamo con colio fine.Dopo di che prepariamo i classico soffrio aglio cipolla e ciò che più ci piace e facciamo soffriggere la polpa prelevata dai filetti che saranno opportunamente tagliati a cubetti.a uesto punto sfumiamo con il brodo un mestolo e buttiamo i pomorini…scolate gli gnoccho fate restringere il sughetto,mantecate gli gnocchi e buon appettito!

  8. Lore scrive:

    Ottima ricetta, grazie!

  9. cate da muggia scrive:

    la pesca con il grande nilo sembra una cosetta facile a portata di tutti! non è così sei grande nilo complimenti a te e a ciò che ci regali. Attendo con trepidazione le tue interviste. ogni bene sei super!!

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