Dentro l’agonismo: Torre San Giovanni, la gara vista da Igor Bisulli

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Una preparazione con tempo stabile e mare calmo ha caratterizzato la settimana di svolgimento della Semifinale B di Torre San Giovanni. Come al solito tutti si sono lamentati delle poche prede trovate in preparazione, tanto per non smentire il copione della vigilia.

C’è stata perfino una giornata in cui, trovandomi a ricontrollare una tana trovata al primo tuffo della preparazione, ho visto almeno una ventina di saraghi volteggiare dentro e fuori lo spacco. Gli atleti in zona però continuavano a fare finta di niente cercando di nascondere ciò che era evidente a tutti.

Le condizioni di acqua molto fredda dopo i primi 10 metri hanno spinto pochi a cercare oltre i 20 metri, anche se quei pochi hanno raccontato di spettacoli di saragoni. La preparazione è così proseguita per tutti, ognuno convinto delle sue teorie. Solo il giorno prima della gara si sono avute delle avvisaglie di quello che ci sarebbe toccato… la corrente!

Alla partenza della prima giornata ci ha accolto una corrente formato Rio delle Amazzoni che ha reso la giornata dura per chi pescava entro i 15 metri, proibitiva per chi pescava sui 20… e impossibile per chi si è spinto oltre. Per quanto io avessi scelto di partire più basso proprio temendo la corrente (sulla base di ciò che era successo il giorno prima) ho comunque faticato tantissimo per racimolare 3 pesci validi nelle prime 2 ore e mezza in una zona dove meno di 24 ore prima ne avrei presi 10 in mezz’ora!

igor-bisulli-saraghi

Nello spostamento di metà gara ho controllato 2 posizioni dove avevo un tordo e 5 bei saraghi, ma senza successo. A quel punto mi sono diretto su di una zona di grotto sperando di scavare ancora qualche pesce. Come immaginavo la corrente era calata abbastanza da consentirmi di pescare sui 20 metri. Tra l’altro ho notato che la maggior parte dei concorrenti si è spostata in acqua più bassa nella speranza di trovare meno corrente senza tenere conto del calo di quest’ultima.

Dopo un paio di tuffi sono riuscito ad individuare ed a pedagnare in estremis un masso in cui avevo visto infilarsi un bel sarago. Si deve comunque tener presente che tra la visibilità non ottimale e la corrente che continuava comunque ad essere impegnativa, ho impiegato 4 o 5 tuffi prima di guardare nel buchetto giusto dove ho catturato un bel sarago a cui è seguito un marvizzo in peso. A quel punto spostandomi di poco ho notato una branco di occhiate, segno della presenza di un grotto fessurato. Infatti cercando minuziosamente ho catturato altri 4 grossi saraghi ed altri 2 scartati di pochissimo.

Alla fine della prima giornata si notavano le ottime prestazioni dell’inossidabile Riolo con 8 saraghi in peso, di Lo Prete che finiva secondo di giornata, di Ascione anche lui con diversi saraghi ed una riccioletta. Ottima anche la gara di D’Alessandro con 6 prede valide, di Lovicario che portava alla pesa anche un denticiotto di 7-8 etti e di Roccaforte.

nicola-riolo-pesca

La seconda giornata si presenta simile alla prima.

La differenza la fa un vento di maestrale che si intensifica nel finale di gara spingendo diversi atleti sempre più vicino alla costa sperando nella preda risolutiva. Ancora una volta gli spostamenti del primo quarto d’ora non mi portano fortuna, trovando inesorabilmente vuote le tane su cui facevo affidamento. Ma in questa seconda giornata non ho una zona di grotto che mi abbia veramente convinto.

Decido allora di buttarmi verso la mischia tra Riolo, Mortellaro e Congedo. Solo che restando un pò defilato non trovo il pezzo buono, ed infatti non vedo una coda. Se ne va così la prima metà della gara senza riuscire a trovare una zona convincente su cui fermarmi. Nel frattempo Riolo e Mortellaro si difendono alla grande con una prova regolare a suon di corvine e saraghi, il primo ne prende addirittura una di 1,850 kg che per poco non è la preda più grossa di giornata. Neanche D’alessandro ed Ascione riescono a trovare il bandolo della matassa, ma si salvano comunque con una prova di contenimento.

Chi invece si conferma alla grande è Raffaele Lo Prete. Con una seconda giornata di altissimo livello (gli riesce una quadrupletta di saragoni) in cui porta al peso anche un bel barracuda di 1,7 kg , si aggiudica la seconda giornata e vince nettamente la semifinale.

carniere-loprete

Per quel che mi riguarda riesco solo a racimolare un’occhiata di 420 grammi e 3 saraghi sottopeso ma, con mia grande sorpresa, finisco terzo nella generale.

Alla fine si qualificano 9 atleti senza grosse sorprese. I più esperti riescono a riconfermarsi per la finale che quest’anno si terrà a Bosa a metà ottobre.

Scorrendo la classifica, Lo Prete vince e convince.

Nicola Riolo arriva secondo con una tranquillità disarmante, sembra quasi contrariato per non aver vinto, e dire che era arrivato alla gara con gravi problemi familiari. Del sottoscritto non posso ovviamente parlare, diciamo solo che Bisulli si guadagna la finale.

Degli altri mi convincono molto le prestazioni di: Ascione che pur avendo cominciato da poco sta dimostrando un altissimo rendimento con la sua seconda finale in 2 anni; Lovicario, buon sangue non mente; Mortellaro, giovane modesto, determinato ed ottimo razzolatore.

Senza nulla togliere agli altri che si sono qualificati, ed anche a quelli che non ce l’hanno fatta, magari per poco come Pacifico, al quale va tutta la mia solidarietà ben sapendo quanto fastidioso sia essere il primo degli esclusi.

Igor Bisulli

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5 Commenti a “Dentro l’agonismo: Torre San Giovanni, la gara vista da Igor Bisulli”

  1. Marco Airoldi scrive:

    Ho sentito diversi concorrenti, logicamente esclusi, lamentarsi del fatto che la gara non sia stata molto corretta, soprattutto perchè alcuni hanno pescato indisturbati fuori dal capo gara. Ovviamente tutti si guardano dal fare i nomi e men che meno i ricorsi, come a dire che la prossima volta potrebbe convenire a loro.

    Tu che cosa dici in proposito?

    Marco

  2. Igor Bisulli scrive:

    Innanzitutto penso che chi aveva qualcosa da ridire doveva fare ricorso facendo nomi e cognomi! Troppo facile parlare a vanvera!

    Per quel che mi riguarda non ho visto gente pescare fuori campo gara se non forse la seconda giornata. Nel senso che c’erano tanti gommoni che forse erano a meno di 300 metri dalla costa. Ma se anche fosse non credo che ciò abbia influito sull’esito della gara.

    Tra l’altro è da quando faccio gare che sento dire che “qualcuno ha pescato fuori campo gara”.
    Penso che se rubi in questo sport non vai molto lontano. La bravura si vede dalla costanza dei risultati….non da un singolo acuto (magari barando) a cui poi non fa seguito una riconferma.

  3. domenico mosca scrive:

    Sagge parole igor…

  4. giacomo scrive:

    grande Igor
    giacomo

  5. antonio dagata scrive:

    sono d’accordo con igor…
    bella anche la descrizione della gara….

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