[e-Training – Oceanografia] Le correnti

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Anche se visto da fuori il mare sembra un’enorme distesa d’acqua immobile (al più agitata sulla sua superficie), in realtà non è così. Al suo interno diverse sotto masse di acqua con caratteristiche fisico chimiche diverse si muovono senza tregua, ed al loro interno si muovono le diverse specie di pesci che seguono le condizioni a loro più faveroveli.

Questo in parte spiega l’estrema variabilità della presenza di pesce nelle varie zone di pesca.

La loro conoscenza è altresì importante per una questione di sicurezza. Spesso infatti l’azione di pesca è fortemente condizionata dalla presenza dalla corrente. Ciò è dovuto principalmente a quell’effetto amplificante (effetto Venturi) che si verifica sulle secche e sulle punte in cui il fondale subisce forti variazioni di profondità.

Vedremo ora di elencare i principali tipi di corrente marina con cui ha a che fare il pescatore in apnea, in funzione della loro causa di origine.

Corrente di marea: si veda la lezione precedente.

– Corrente di gradiente.

– Corrente di deriva.

CORRENTE DI GRADIENTE

Ogni qual volta ci siano delle differenze fisico chimiche tra due masse d’acqua adiacenti, si genera uno spostamento dell’una verso l’altra. Si pensi a differenze di temperatura o di salinità. C’è inoltre anche il caso di differenze di livello. Si crea in pratica una pendenza seppur lieve sulla superficie del mare a livello locale che genera la corrente riequilibratrice.

Ciò può essere dovuto sia alla pressione atmosferica, ed in questo caso la corrente coinvolge grandi distanze, che all’azione del vento. Quest’ultimo tende a convogliare molta acqua nei pressi della costa, che può defluire solo tramite una corrente sottomarina.

correnti-gradiente

CORRENTE DI DERIVA

Ben più importanti e significative sono le correnti di deriva, dovute all’azione del vento. Il vento tende a trascinare lo strato superficiale delle acque marine nella sua stessa direzione, il movimento di deriva si trasmette agli strati inferiori con intensità decrescente e direzione man mano variabile.

Il movimento della corrente inizia con ritardo rispetto al momento d’inizio dell’azione del vento e rispetto a quest’ultimo la velocità raggiunta è solo dell’ 1,5%. Tale percentuale si raggiunge solo quando la superficie di mare battuta dal vento (FETCH) è sufficientemente ampia.

EFFETTO VENTURI

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La portata del flusso rimane costante. Da ciò ne deriva che la velocità aumenta V2 > V1 al diminuire della sezione del tubo.

Questa condizione si verifica nei pressi delle secche o delle punte dove si passa da fondali alti a fondali più bassi.

COME COMPORTARSI CON LA CORRENTE

Come si è già detto, pescare in presenza di corrente ci da maggiori probabilità di incontrare pesce, soprattutto predatori, ma può essere anche molto impegnativo. Sarà quindi fondamentale constatare la direzione della corrente prima di entrare in acqua.

Se avremo l’uso di un gommone, sarà bene che il nostro compagno ci faccia da barcaiolo riportandoci a monte della corrente tra un tuffo e l’altro. In caso contrario sarà bene valutare l’ntensità della corrente per capire se saremo in grado di gestirla.

Nelle pescate da terra è importante immergersi sempre contro corrente. In caso contrario ci troveremo a pinneggiare controcorrente al ritorno, proprio quando siamo più stanchi.

sandro

E’ sempre il caso di andare contro la corrente per poi ritornare a favore, ma cosa fare se ci dovessimo trovare a dover contrastare la corrente proprio la dove il flusso è forte?

Ricordando l’effetto venturi ci converrà nuotare perpendicolarmente al flusso in modo da raggiungere fondali più alti dove esso diminuisce la sua intensità. Successivamente riprenderemo la rotta verso la nostra destinazione (che sia la riva o il gommone) da una parte meno esposta alla corrente.

Non ha mai senso contrastare un flusso di corrente che ci mette al limite delle nostre capacità natatorie, pena l’insorgenza di crampi con tutte le complicazioni che può comportare.

Igor Bisulli

2 pensieri su “[e-Training – Oceanografia] Le correnti

  1. Ciao Igor, bell’articolo che mi ha fatto sorgere una domanda.

    Ho notato che in alcune zone che frequento la corrente, specie in certe condizioni di vento, assume una circolazione che a me sembra alquanto strana.

    Dopo giorni di forte maestrale (vento che in queste zone spira da terra verso il mare con un’angolazine di circa 45° rispetto alla costa) si genera una fortissima corrente (3/4 nodi di velocità) proveniente da sud, quindi parallela alla costa e in senso quasi contrario alla direzione del vento.

    Secondo te da cosa potrebbe dipendere?

    Il fondale non presenta sbalzi importanti e la costa non è nè alta nè frastagliata.

    Grazie e ancora complimenti, Edoardo.

  2. La situazione da te descritta molto probabilmente si spiega con un effetto simile a quanto succede nel golfo di Trieste quando soffia bora forte per qualche giorno. Gli amici triestini che bazzicano i fondali istriani ben sanno che con la bora a Trieste si instaura una corrente che viene da SE. Questa è dovuta al richiamo d’acqua che va a colmare quella spostata dalla bora nel golfo di Trieste. Il fenomeno è ben conosciuto agli studiosi dell’OGS. A chi interessa potrà sicuramente trovare informazioni dettagliate sul loro sito.
    Tornando a noi, come dicevo, credo che una cosa simile accada dalle tue parti. Sostanzialmente il forte maestrale spinge l’acqua a livello superficiale verso fuori (viene da terra a 45° come hai detto) e si genera una corrente marina che viene ovviamente dalla parte opposta e che ristabilisce un equilibrio (livello del mare). Il fatto che venga da sud e non da sud est è da ricercarsi nella conformazione della costa e del fondale marino.

    La cosa importante è che tu tenga ben presente l’instaurarsi di questa corrente e ne valuti l’effetto sulla presenza del pesce e sul suo comportamento.
    Come vedi ogni zona ha le sue caratteristiche da studiare principalmente per via sperimentale, annotando in un diario di pesca i dati meteo marini della giornata.

    Grazie a te per i complimenti!

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