[e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 3^ parte

emanuele-zara

PRINCIPALI MODIFICHE SUI PNEUMATICI E LORO EFFICACIA

Purtroppo, e mi spiace ammetterlo, chi impugnava un fucile oleopneumatico sino a poco tempo fa restava profondamente deluso da varie problematiche ad esso correlate, e di certo non si innamorava del progetto.

Da troppo tempo l’originale Mares Sten con impugnatura arretrata a pistola è rimasto immutato e le grandi ditte hanno praticamente copiato l’arma Mares nata più o meno mezzo secolo fa introducendo nessuna novità degna di questo nome.

Meno male che un manipolo di grandi appassionati ha provveduto autonomamente a modificare le proprie armi a propulsione pneumatica suffragati da qualche realtà artigianale, come la Maori Sub e in ultimo la STC, che nell’ultimo decennio ha portato una ventata di rinnovamento.

xpower-stc

Da un anno circa è uscito sul mercato l’Airbalete e sembra che questo nuovo progetto abbia finalmente risolto alcuni difetti tipici di questi fucili o almeno la Omer si è impegnata a riprogettare un sistema di sgancio migliore, a ridurre gli attriti interni, a proporre una nuova impugnatura.

sgancio-airbalete

impugnatura-airbalete

Insomma ha dato nuova linfa al mercato e le grandi casi si accingono nei prossimi anni a far uscire i loro pneumatici nuovi o con un restyling che vedremo se sarà più che altro puramente estetico oppure inciderà sull’incremento delle prestazioni.

Siamo in trepida attesa…

Ma cosa non và ancora nella maggioranza dei pneumatici presenti sul mercato?
Potrei scrivere pagine su pagine su questo spinoso argomento, cercherò di contenermi e focalizzare i principali capisaldi.

Uno dei difetti più gravi, a mio personale giudizio, è l’assetto negativo, l’equilibrio che il pneumatico paga in confronto dell’arbalete. Si impugna un pneumatico e dopo qualche minuto di brandeggio, di gestione il braccio diventa pesante, indolenzito e presto passa la voglia di stringerlo in pugno. Certi pneumatici con canna da 11 mm hanno risolto il problema visto che anche con asta da 7 mm restano neutri, vedi il 110 Spark della Mares, ma la maggioranza dei fucili ad aria presenti sul mercato continua ad avere un assetto fortemente negativo.

mares-spark

Una delle principali modifiche, quindi, che si possono fare con un minimo di perizia e di attrezzatura meccanica è quello di alleggerire l’affusto con un materiale a basso peso specifico come schiume poliuretaniche, sughero, legno di balsa. Solitamente basta incollare ai lati o sotto il serbatoio un piccolo galleggiante per ottenere da subito un risultato positivo: per tentativi si assetterà il pneumatico in modo da non alterare eccessivamente l’idrodinamicità del progetto.

fucile-pneumatico

Risolto il primo, fondamentale, problema ci sono altri settori dove l’appassionato può, e deve intervenire per ritrovarsi nel borsone un fucile ad alte prestazioni.

pesca-della-cernia

Migliorare la presa manuale, l’asse di puntamento che, fatta eccezione per il recente e ottimo calcio dell’Airbalete Omer, resta sempre “vecchio” cioè troppo distante dalla linea della canna, antiquato. Lavorando di lima, di carta a vetro, di resina epossidica bisogna creare una geometria sostitutiva atta ad alzare la mano verso il castello, il più possibile.

Se si riesce a fare un buon lavoro sul calciolo la mano sarà portata parecchi millimetri più su a tutto vantaggio di un puntamento più veritiero, a un maggior assorbimento di rinculo durante l’azione di sparo, a un feeling di mira reale.

calcio-fucile

Sempre tramite questo intervento si cerca di regolare la giusta distanza tra sella pollice e indice con il grilletto. Anche in questo campo non c’è stato aggiornamento (certi arbalete possiedono addirittura la regolazione micrometrica della corsa!) e il dito è troppo avanzato, generalmente. Se non si ha la possibilità di farsi fresare un grilletto nuovo in metallo o in polimero che recuperi le geometrie corrette resta la strada di spessorare il calcio e apporre un distanziale sulla mezzaluna del grilletto.

Deve trovarsi sul grilletto il polpastrello, non la seconda falange!

Ridurre gli attriti a partire dalle scelte maggiormente abbordabili vale a dire dall’asta, dallo scorrisagola, dal filo, dal pacchetto delle alette. E’sufficiente fare dei tiri al libero con un asta completamente “nuda” per restare basiti dal prestazioni di qualsiasi pneumatico!

agguato

Quindi asta senza alette sporgenti dal profilo del tondino metallico, scorrisagola il più possibile rastremato e filante, monofilo di nylon non superiore all’1.40 mm di diametro. Con un buon scorrisagola, progettato modernamente o addirittura legato, si può scendere all’1.20 mm, anche al 1.00 mm (nylon di alta qualità) quando non c’è il rischio di sparare a grosse prede che possono sfregarsi incontrollabili contro le rocce del fondo.

codolo

A dire il vero ancor più importante è il discorso degli attriti di scorrimento tra pistone e canna, tra perno di connessione grilletto e meccanica e dente di sgancio, tra dente di sgancio e codolo del pistone e in senso generale nei vari passaggi di travaso interno tra canna e serbatoio che i pneumatici possiedono come caratteristica propria (variatore di potenza, ad esempio).

Pensate che la differenza di resa tra un buon progetto e uno scarso può incidere nell’ordine di 4/5 atm di precarica, cioè un fucile con bassi attriti complessivi rende in modo paritetico all’arma “tradizionale” pur essendo precaricato con 4/5 atmosfere in meno!

fucili-subacquei

La Mares ha introdotto per prima la spina di connessione da 1.5 mm, seguita dalla Seac Sub da pochi mesi con il suo Hunter Caccia ma è sempre la Omer che in questo campo ha raggiunto un livello eccellente, con diametri interni delle canne rettificati, giuste tolleranze con il pistone, luci di travaso allargate, riprogettazione meccanica di sgancio mentre tutti gli altri progetti di pneumatici restano molto arretrati sotto questo profilo globale.

In una canna da 11 mm la sede dell’O-Ring di tenuta del pistone deve possedere le tolleranze giuste e non misurare oltre 8.1 mm (procuratevi un calibro, scaricate l’arma ed estraete il vostro pistone di serie e ne misurerete delle belle…).

Il massimo, comunque, attualmente è modificare il proprio fucile ad aria con un kit stagno di ultima generazione, l’STC e asta nuda, perché gli attriti in gioco sono ridottissimi.

asta-stc

Inoltre non essendoci ingresso di acqua a frenare il pistone si ha una resa balistica di altissimo livello non raggiungendo mai valori di precarica elevati in qualsiasi diametro di canna (11, 12, 13 mm).

Emanuele Zara

Indice speciale fucili oleopneumatici:

1- Differenze principali tra gli oleo con canna da 11, da 12, e da 13

2-Riduttore di potenza: cos’è e come usarlo al meglio… e quando e perché toglierlo (quanto migliora l’arma?)

3- Principali modifiche sugli oleo e loro efficacia

4- Differenze di tecnica di tiro tra fucili oleopneumatici e arbalete

5- Miglioramenti introdotti nelle ultime novità sul mercato (Mamba, Airbalete, STC, Calibro 12)

6- Il futuro degli oleo, dove ancora si può migliorare?

> Indice articoli e-Training

Potrebbe interessarti anche:

  1. [e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 2^ parte
  2. [e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 5^ parte
  3. [e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 1^ parte
  4. [e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 6^ parte
  5. [e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 4^ parte


Facebook

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un Commento