CEFALI D’AUTORE – Lo Prete racconta

raffaele-lopreteRaffaele Lo Prete è nato nel 1972  ed è residente a Catanzaro in Calabria.  Atleta del Team Sporasub ha una passione speciale per la pesca in basso fondo oppure proprio nella schiuma.

Le sue zone di pesca sono nella Calabria dove ha la fortuna di scegliere tra la costa Tirrenica e quella Ionica a seconda dei momenti.

Completo sia tecnicamente che atleticamente, è un esperto conoscitore del cefalo che reputa tra i pesci migliori.


DOVE

Descrivici il fondale e il momento ideale dove sei sicuro di incontrare i cefali?
I fondali ideali per avere la meglio sui cefali sono le franate naturali che scendono dolcemente. Le profondità ideali vanno da 0 a 10 metri e più degrada dolcemente il fondale e maggiori sono le possibilità d’incontro. I fondali della Calabria nell’immediato sottocosta presentano alcune caratteristiche favorevoli per la presenza dei cefali.

Il fondale è roccioso e sabbioso allo stesso tempo e tra diverse zone di roccia si intervallano numerosi corsi d’acqua. Questo mix crea un’ ambiente direi unico che coinvolge tutta la regione.  Inoltre la linea di roccia viva non si estende molto verso il largo quindi i cefali, sono “costretti” a pascolare lungo sentieri stretti e concentrati, ma il fattore più importante è legato al periodo dell’anno. In Autunno e Inverno si trovano più numerosi.

Possiamo sorprenderlo solo in acqua libera?
Assolutamente no, le franate come anche altri tipi di fondale, accolgono questi pesci in ampie tane spesso passanti. Questi trovano rifugio quando sono inseguiti dalle leccie e dai barracuda ed il loro comportamento nervoso indica la presenza di potenziali predatori. In altre zone è una costante trovare i cefali in tana indipendentemente dalla presenza di predatori. Le dighe foranee e tutti gli scogli artificiali, posizionati lungo la battigia a protezione delle spiagge, offrono un riparo costante ai cefali, ma anche al pescatore attento che sfrutta queste zone a suo vantaggio sia per la pesca in tana che all’aspetto.

pesca-agguato

Quando conviene cercarlo in tana?
Di fatto in qualsiasi momento si può insidiare questa specie in tana, non esiste periodo dell’anno dove i cefali amano stare più o meno in tana. Diciamo che a parte la presenza di predatori che costringe i cefali a trovare riparo nelle tane, l’altro fattore favorevole è il moto ondoso. Quando c’e’ mare mosso i cefali non amano stare nelle tane, viceversa nell’immediato sottocosta con mare calmo ho notato che spesso amano sostare all’ombra di alcune tane proprio in corrispondenza del piccolo riflusso dell’onda quasi a voler trovare più ossigeno per le loro branchie.

Si aggrega ad altri pesci?
Direi di no, quando è in acqua libera spesso sono seguiti dalla spigola che vuole approfittare del banco per mimetizzarsi tra di loro, ma non ho mai notato simbiosi con altre specie. In tana capita di incontrarli in compagnia delle occhiate che essendo entrambe specie molto ricercate dai predatori spesso condividono l’unico nascondiglio della zona per paura di essere mangiati. Direi che è una specie solitaria.

COME

Quale attrezzatura è ideale per pescarlo?
Per la pesca in tana consiglio un fucile con la tahitiana di 60 cm. di lunghezza. A volte la fiocina sarebbe più auspicabile vista la velocità di movimento di questi pesci ma la loro mole e la possibilità di tiri lunghi fanno della punta unica quasi una necessità.

cefaloPer la pesca all’aspetto ed all’agguato io preferisco attrezzature leggerissime. Fucili da 100 con aste da 6 mm impiombate con fili leggeri. Non monto il mulinello per una questione di brandeggio e monto elastici un poco più lunghi del normale per favorire la precisione del tiro. Un fucile semplice ed efficace e comunque letale per via dell’estrema precisione.

E’ un pesce molto combattivo, è sempre meglio avere il mulinello?
E’ un pesce molto forte e combattivo ma le dimensioni contenute non giustificano la presenza o comunque l’utilizzo del mulinello. Direi di no, poi io preferisco il combattimento ed in quelle rare volte che ho sparato a cefali di dimensioni spropositate,  ho vissuto delle emozioni fortissime.

La tecnica più produttiva?
Sulle dighe foranee e zone con pietre artificiali spesso paga di più la pesca in tana che necessita di meno accorgimenti. Io preferisco l’agguato intercettando le strade invisibili che i branchi percorrono. Il segreto è nel determinare la direzione di arrivo. Un altro importante fattore sono i i tempi di intervallo tra i branchi. Ho notato che gli intervalli di tempo tra i branchi, che sfilano nel sottocosta, è sempre lo simile. Sfrutto ciò a mio vantaggio calcolando il distanze e percorsi.

Spesso lo si incontra in branchi: come procedere?
Io non sparo subito per tante ragioni tra cui la possibilità di intercettare il predatore al seguito anche se ormai l’esperienza mi garantisce una risposta immediata con una semplice valutazione al comportamento dei pesci. Basta notare alcuni dettagli per capire se c’e’ il predatore o meno.

Se gli esemplari più grossi stanno in testa al gruppo oppure occupano le seconde linee o addirittura se tracciano percorsi diversi dal resto del gruppo è probabile che dietro di loro ci sarà il grosso predatore.  Non sparo mai ai primi esemplari a meno chè non sono a corto di aria ed ho comunque valutato che nei paraggi non girano predatori. A volte preferisco sparare al più grosso o tentare la coppiola che mi diverte e mi stimola di più.

C’è qualche segnale che indica la buona probabilità che ci sia una spigola in mezzo ai cefali?
Ho notato che se i cefali arrivano tranquilli sfiorando il fondo e mangiucchiando di tanto in tanto, è difficile che in giro ci sia qualche predatore. Viceversa nel branco che arriva a mezz’acqua e le cui fila sono serrate, esiste la seria possibilità che anche subito dietro il branco ci sia una o più spigole che cercano di confondersi tra di loro e non li impauriscono.  Mi è capitato anche di filmare queste situazioni catturando poi il pesce serra o la spigola.

pesca-spigola

Come riesci a capire che potrebbe esserci una grossa leccia dietro ai cefali?
Il comportamento al cospetto dei predatori è diverso per i cefali. Si comportano quasi con calma al cospetto di una spigola, mentre fuggono da tutte le parti a volte cercando riparo sotto qualsiasi pietra al cospetto di leccie e pesci serra forse più veloci e con tecniche di caccia più invasive. Quando incappo in queste situazioni non sparo mai ai cefali ed a volte mi è capitato, fermo all’aspetto, da fungere da rifugio occasionale per i cefali impazziti dalla paura.

PERCHE’

Molti snobbano il cefalo, relegandolo a pesce di seconda categoria: perché?
E’ la mia preda preferita sia in gara che durate le pescate di tutto l’anno. Credo che si snobba più per seguire una moda che associa la difficoltà della cattura con la qualità delle carni. E’ sbagliato pensare che un cefalo è più semplice da portare a tiro di un sarago o di una corvina. Esistono situazioni diverse che a volte invertono le difficoltà. Credo che il pescatore deve essere eclettico in modo da sfruttare in pieno tutte le situazioni.

La pesca libera durante l’anno funge anche da palestra e non solo fisicamente parlando. Se io snobbo una o più specie quando poi mi trovo in gara sono costretto ad insidiarle ma di fatto non le conosco e non conosco tutte le astuzie necessarie alla cattura. I pescatori più bravi sono quelli a mio avviso che pescano tutte le specie in situazioni ed in ambienti diversi in modo da avere un bagaglio tecnico e di esperienza sempre più grande.

pescata-pesce

Dipende anche da dove lo si pesca?
Certo, le qualità organolettiche delle carni dipendono dagli ambiente in cui si trovano e da ciò che mangiano. Ma se non li mangiamo noi possiamo sempre regalarli a chi li gradisce. Quando pesco in prossimità di fiumi o di porti vedo sempre dei cannisti che inseguono queste ambite prede ed a volte ho regalato loro dei grossi cefali.

In gara invece è proprio il contrario, gli agonisti ne vanno spesso alla ricerca e abbiamo spesso visto ricchi carnieri di cefali primeggiare, cosa ne pensi?
Penso che chi prende cefali in gara è perché durante l’anno pesca con regolarità questa specie. C’e’ tutta una tecnica ed una serie di accorgimenti che bisogna sfruttare per avere la meglio su questi splendidi pesci sia in gara che durante le pescate di tutto l’anno.

ESPERIENZE

Raccontaci la tua avventura più bella con i cefali.
Essendo un assiduo pescatore di questa specie sono molti i ricordi ed i ricchi carnieri. Ricordo in particolar modo una esperienza non per il numero delle catture, ne per le dimensioni dei pesci, ma per come è stata voluta e costruita. Ero a pesca con mio cognato alle prime esperienze e con il gommone cercavamo invano una zona dove poter prendere qualche pesce per la cena.

Dopo diverse ore a vuoto la speranza si faceva sempre più vana, ma non ho mollato e per cercare la zona migliore sono risalito sul gommone. Abbiamo effettuato una ricognizione di alcune baie, ho valutato attentamente corrente e direzione del sole. Rivalutato marea ed altri piccoli dettagli che durante le immersioni non riuscivo a valutare. Alla fine dopo circa 20 minuti ho trovato una caletta dove, secondo i miei calcoli, il pesce doveva trovarsi. Siamo stati premiati e dopo solo un ora avevamo riempito il carniere con diversi cefali tutti grossi.

Qual è il tuo record personale?
Il record di quantità è di 26 cefali tutti grossi presi in gara tutti all’aspetto in una giornata di mare mosso. Ottime condizioni anche per i predatori infatti a pagliolo sono finite anche 2 spigole ed una leccia.

Il record di peso singolo è di 3 kg, ma ho tirato a pesci molto più grossi da non riuscire a bucare. Un amico ne ha preso uno di 4,4 kg qualche mese fa. Uno veramente grosso mi si è liberato dall’asta da 6,5 mm sparato con il 115 mentre ero a dentici ad oltre 20 mt. di profondità. Credevo fossero 2 grossi barracuda ma una volta avvicinati ho scoperto che si trattava di 2 enormi cefali stimati sui 5 kg. Preso a centro corpo ha comunque rotto tutto a causa di una reazione violentissima.

loprete

Come lo cucini di solito?
Esiste una ricetta brevettata da mia moglie che ha modificato un piatto tipico della mia città a base di carne. Ha sostituito la carne con il cefalo apportando alcune essenziali modifiche. Il “morello” di cefalo è una ricetta a dir poco spettacolare che faccio assaggiare ad ogni amico che viene a pescare qui da me. Si cucina con il sugo e si mangia con del pane dalla forma e dal sapore particolare.

Il segreto sono anche alcuni aromi particolari che raccogliamo noi. Esistono ricette classiche che mettono in risalto il sapore delle carni bianche e comunque saporite, c’e’ da dire che le acque della mia regione sono ancora pure prive di agenti inquinanti e sempre trasparenti. I cefali presi lungo i fondali sabbiosi sono apprezzati e ricercati da tutti, si prestano a tutte le ricette, una versa prelibatezza.

Raffaele Lo Prete


Foto e testi di Marco Bardi
Impaginazione Lorenzo La Manna



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13 Commenti a “CEFALI D’AUTORE – Lo Prete racconta”

  1. giovanni scrive:

    E’ vero, i cefali presi in acqua pulita sono buonissimi!
    Anche divertenti da pescare, tirano da matti.
    Complimenti bell’articolo!

  2. antonio scrive:

    Insidiare i cefali mi appassiona molto, anche per la malcelata speranza di vedere spuntare dietro il branco un grosso predatore; questo specie nel periodo che và da settembre a novembre dalla mie parti (Puglia ionica e adriatica). L’importante, comunque, almeno per me è stare in acqua, immergermi e pescare, l’esito fruttuosa non è necessario. Il cefalo più grosso che son riuscito a portare a casa pesava 3 chili e cento grammi; bello e buonissimo.

  3. Jose Mattar scrive:

    No me impresiona mucho, pero se me hace fantastico lo que hacen, por que apesar de ser pequeños los sacan. Es un gran trabajo el que hicieron en esta pagina, les deseo mucha suerte en su caza y porfavor publiquen cosas de los fusiles. Aqui en mexico solo utilizamos la marca mexicana Profesional, y te puede sacar asta un mero de 5 kilos espero que me tomen en cuenta gracias por su tiempo!!

    ilovespearfishing!!
    D.M.P.K be

  4. Julian scrive:

    secondo voi è possibile fare questo tipo di pesca con un buon 75 se si pesca in acqua poco pulita?

  5. Lore scrive:

    Ciao Julian,
    sicuramente il 75 per questo tipo di pesca (agguato e aspetto) con acqua poco pulita è il fucile ideale. Buon brandeggio, ottimo tiro e volendo si può dare un’occhiata anche in tana, è un fucile polivalente che dà il suo meglio proprio nelle situazioni che descrivi tu.
    ciao :)

  6. Julian scrive:

    grazie mille Lore per la risp… ero indeciso se cambiare il mio vecchio 90 o farmi un 75! ora pero mi hai dato un bel consiglio quindi vado sul sicuro!!! :-)

  7. Lore scrive:

    Beh considera che anche con il 90 puoi fare le stesse cose (è meno versatile solo in tana) dipende anche da quanta visibilità hai. Quanti metri di visibilità intendi per “acqua poco pulita”?

  8. marwan jundi scrive:

    i still cant believe people go for mullet fishing instead of anything else,groupers bass,dentes,sargous????

  9. Julian scrive:

    bè io pesco generalmente dalle parti di ladispoli (RM) quindi nn molto lontano dal tevere, perciò quando si muove un po il mare la visibilità diventa veramente poca, a volte nn vedo neanche la punta del fucile! cmq ci sono anche giornate in cui la visibilità è ottima, però giusto d’estate!

  10. pruppettona scrive:

    Bellu buhiularu cchi facisti, Licchiarè! :D

  11. Danilo G. scrive:

    Grande Licchio!!
    Ogni tua parola è un grosso insegnamento per noi ;-)
    A presto…….

  12. claudiosub scrive:

    complimenti belle pescate l’ho detto perfinoi io che sono un gran pescatore

  13. claudiosub scrive:

    belli propio belli!