Nelle ultime settimane si è parlato molto dell’istituzione del nuovo parco marino delle Secche della Meloria e si sono levate grida di dolore e di rivolta da parte dei subacquei della Toscana. E’ doveroso sottolineare che Secche della Meloria non sono uno dei tanti posti qualsiasi dove sono state istituite aree marine protette più o meno stupide ed inutili (anzi quasi sempre dannose). Le Secche della Meloria sono uno dei luoghi simbolo della pesca in apnea in Toscana, un po’ come se a noi nel Lazio togliessero Macchia Tonda oppure ai siciliani precludessero il Biscione. Quindi c’è stata molta emozione e dispiacere per tutti noi pescatori, vittime della solita ingiustizia.
I PARCHI SONO BARACCONI
Ma non sono qui per commentare la nascita dell’ennesimo “baraccone parco”, sarebbe troppo facile. Vorrei dirlo in modo chiaro e definitivo: tutti i parchi marini sono “baracconi” e determinano un vantaggio esclusivamente per la “casta” che vede gonfiarsi il proprio potere sulla pubblica amministrazione, con nuove inutili “poltrone” di nomina più o meno politica: presidente del parco, amministratore, impiegato (eccetera). Senza contare la possibilità di gestire i finanziamenti per le attività del parco, di solito stupidaggini inventate di sana pianta che non approdano mai a nulla di serio, come possiamo vedere bene tutti noi che frequentiamo il mare per davvero.
Mentre, nel contempo, il Regolamento del “parco” (la parola parco è volutamente virgolettata) cerca di accontentare tutti e fa in modo che ciascuno possa pescare dentro il “parco” quello che vuole e dove vuole, mentre le zone di “tutela” (anche questa parola tra virgolette) integrale diventano riserve di pesca per gli “amici degli amici” di qualcuno. Come vedete, dire cosa veramente sia un parco è talmente semplice e veloce che non c’è materia per scriverci sopra un articolo.
IL CASO MORTOLA
Gli unici esclusi siamo sempre noi perché più deboli e poco numerosi. Ma recentemente in Liguria per la questione di Capo Mortola le cose sono andate diversamente. Un gruppo piccolo ma molto deciso di colleghi (tra cui indirettamente ci sono anche io, in quanto membro dell’associazione Pescapnea) ha agito con grande determinazione, contattando politici locali ed istituzioni regionali, producendo studi tecnici e approfondimenti e - alla fine – è riuscito a fermare la macchina infernale. Ho parlato con quasi tutti i colleghi che se ne sono occupati e sono rimasto colpito da come si sono svolte le cose.
Praticamente le istituzioni di riferimento erano completamente impreparate ed i nostri colleghi sono riusciti a portare, a supporto delle nostre tesi, una quantità di materiale scientifico che li ha fatti stravincere nel confronto tecnico. Le amministrazioni locali territoriali (ad es. Comune) si sono rivelate tutt’altro che ostili nei confronti dei pescatori subacquei. Nel senso che, contattati uno per uno i consiglieri comunali, nessuno di loro aveva niente contro il nostro sport e, anzi, molti erano dalla nostra parte. In pratica, con ripetute azioni politiche i nostri sono riusciti a far approvare in consiglio comunale una delibera in cui si chiedeva di inserire anche la pesca sub tra le attività consentite nel parco della Mortola, e sono riusciti a far pubblicare una quantità di articoli a noi favorevoli su tutta la stampa locale generalista.
A questo punto tutta la vicenda è diventata per la pubblica amministrazione regionale che la amministrava una patata bollente, e la pubblica amministrazione ha reagito nel solito modo in cui reagisce in questi casi. E cioè chi aveva la palla in mano l’ha ributtata all’autorità superiore e così di seguito fino a che l’ultima autorità (che non poteva riferirsi ad una superiore) ha deciso di rinviare il problema, e tutto si è bloccato (fino al prossimo risveglio della pratica, magari tra qualche anno).
COSA ABBIAMO IMPARATO?
Qual è l’insegnamento che apprendiamo da questa vicenda. Direi che sono due. Il primo è che effettivamente i parchi marini in Italia sono una buffonata e vederne l’iter istitutivo dall’interno non fa altro che confermare questa convinzione, che peraltro già avevamo tutti quanti. Il secondo insegnamento – molto più originale ed inatteso – è che forse non siamo così deboli come pensavamo. O forse sono gli “altri” a non essere così forti come credevamo che fossero.
Infatti i nostri colleghi liguri che si sono attivati per il problema del parco Mortola – pur arrivando ad occuparsene all’ultimo minuto – sono riusciti in poche settimane a bloccare l’approvazione di un regolamento a noi ostile, che sembrava già fatto ed immodificabile. Come hanno fatto? Con tanto impegno e sacrificio! In pratica questi colleghi pescatori hanno deciso che questa volta non avrebbero atteso l’aiuto di nessuno, e che del problema se ne sarebbero occupati di persona. Hanno affrontato un forte investimento in termini di tempo (sacrificando qualche giorno di ferie), in termini economici con trasferte e pranzi fuori per riuscire a parlare con tutti coloro che potevano aiutarli e con decine di telefonate per coordinare tutti i rapporti.
Hanno affrontato lo stress di lottare in prima persona, accettando il rischio di fallire e di trovarsi, magari, ad aver fatto uno sforzo generoso ma inutile. Hanno affrontato tutto questo con poca speranza e con molta buona volontà ma, alla fine, hanno avuto la bella sorpresa di scoprire che i nostri detrattori non erano affatto così potenti e preparati come in generale noi crediamo che siano. In pratica quelli che volevano cacciarci dal parco, una volta messi alle strette, si sono rivelati piuttosto impreparati e per niente sostenuti dall’opinione pubblica, la quale non è affatto contro i pescatori subacquei (come noi ben sappiamo visto che siamo costantemente subissati dagli elogi dei bagnanti tutte le volte che usciamo dal mare con qualche bel pesce).
In realtà, alla prova dei fatti, coloro che si sono confermati come schierati contro i pescatori subacquei sono stati soltanto alcuni ambienti minoritari, culturalmente marginali e che non rappresentano nulla di nulla se non i propri pregiudizi. Pregiudizi di gente che di mare non capisce niente.
I PESCATORI SUBACQUEI SONO FORTI
Del resto che non fossimo poi così deboli lo avevo sempre sospettato dai dati editoriali delle riviste di settore. Ma voi lo sapete che le riviste che trattano la pesca subacquea hanno sotto tutti gli aspetti ritorni più elevati e stabili di quelle che trattano di bombole?
Siete stupiti?
Si dice che i bombolari sono più di noi ed è vero in numero assoluto. Solo che noi siamo un gruppo stabile ed omogeneo di persone che hanno mediamente una notevole competenza tecnica in fatto di mare ed una passione “a prova di bomba”. I Pescatori subacquei non abbandoneranno mai il proprio sport (che è uno stile di vita) e lo praticheranno sempre, lottando contro tutte le difficoltà.
Mentre i subacquei con le bombole sono un “popolo che non esiste”. Nel senso che, a parte piccoli gruppi di specialisti molto bravi, per il resto sono una massa indistinta di gente che tante volte non ha nemmeno una grande acquaticità e che si accosta a questa disciplina per periodi più o meno brevi (magari solo pochi mesi o un anno), per poi abbandonarla ed essere avvicendata da nuovi gruppi di praticanti che, a loro volta, molto presto si stancheranno e smetteranno. Quindi se siamo forti nell’industria editoriale (e delle attrezzature) possiamo essere forti anche politicamente, dobbiamo solo smettere di essere individualisti (sembra facile ma non lo è).
Comunque voglio cominciare, nel mio piccolo, incoraggiando i ragazzi toscani che si stanno battendo per salvare la Meloria dalle grinfie della cattiva politica. Fratelli della costa, se posso fare qualcosa per aiutarvi non avete che da chiederlo: la mia penna è a vostra disposizione.
Gherardo Zei
> Ricordiamo che la raccolta delle firme avrà il termine del 6 maggio 2010, dopodichè andranno convogliate al presidente del costituendo comitato sig. Paolo Albelli presso il seguente indirizzo: Paolo Albelli, via Roma 21, 51018 Pieve a Nievole Pt; oppure per fax 050-24385 o via mail a p.albelli@tele2.it.
Il modulo di raccolta firme potete scaricarlo QUI. Forza ragazzi!
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Tag: AMP, area marina protetta, divieto di pesca, Figli di Nettuno, Gherardo Zei, Notizie dal mondo sommerso, Parco della Mortola, parco marino, pesca in apnea, pesca sub, pesca subacquea, Secche della Meloria





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Tutto condivisibile tranne il discorso sulle riviste. Chi gravita nel settore sà bene che i dati che vengono propagandati sono farlucchi, gonfiati, non è dato sapere quanto realmente si venda perchè sono dati scomodi.
Delle tre riviste che si trovano in edicola, e che da tempo ho smesso di comprare, se ne salva giusto una. Quella per cui storicamente scrivi è senza dubbio la peggiore e quella che ha scelto una linea totalmente controproducente nei confronti della nostra immagine a cominciare dalla posizione che ha preso nei confronti dell’agonismo.
Come si fà a smettere di essere individualisti quando sono le riviste le prime continuare a fomentare la divisione tra pescatori?! Dobbiamo ricordare che i pescatori di Pescapnea hanno si raggiunto un lodevole (e temporaneo risultato) non perdendo però occasione di gettare fango sull’antagonista storia FIPSAS?
Non siamo una categoria e non lo saremo mai, ciascuno di noi continuerà a muovere il sedere solo quando gli recintano il mare davanti casa, ma fino ad allora ognuno si preoccupi delle rogne sue, ecco qual è l’atteggiamento diffuso del pescatore medio!
Caro Alex, innanzi tutto grazie per il contributo.
La tua osservazione sul fatto che i dati di vendita delle riviste non sono conosciuti in quanto sono “dati sensibili” ritengo che sia esatta. Infatti non li conosco neanche io. Tuttavia credo che il paragone, in generale, tra il mercato editoriale della pesca in apnea ed il mercato editoriale delle immersioni con le bombole sia più o meno nei termini che ti ho esposto (perlomeno la cosa mi è stata confermata da persone degne di fede ed io personalmente ci credo). Chiaramente questa mia analisi implica un confronto tra i due sport e non certo un confronto tra i tre editori (infatti ciascuno degli editori ha sia una rivista di bombole che una rivista di pesca subacquea e, quindi, il rapporto tra gli editori è di assoluto equilibrio). Il fatto che, negli anni, i diversi editori siano andati – mano a mano – ad aggiungere una rivista di pesca accanto ad una preesistente rivista di bombole, lo considero un segnale che accredita il mio ragionamento sulla forza del settore pesca (posso sbagliare ovviamente).
Sulla linea editoriale della rivista per la quale scrivo non faccio alcun commento. Non è il mio ruolo, non sarebbe serio ne professionale. Come collaboratore esterno cerco di fare il mio lavoro, con seria etica giornalistica, riguardo ai pezzi che personalmente curo. Nello specifico delle gare, l’opinione che tu correttamente sostieni sulla necessità di evitare la divisione tra pescatori agonisti e non agonisti mi sembra identica a quella proposta dal grande (intendo grande campione, grande uomo e mio grande amico) Marco Bardi. Opinione che ritengo e spero di avere riportato correttamente nella parte di inchiesta che porta la mia firma. E’ una opinione intelligente e, come tale ne ho parlato lungo i litorali che frequento ed anche in redazione (ma sempre a titolo personale perché io sono e resto un giornalista che scrive articoli per pescasub cartaceo allo stesso modo in cui scrivo per questo sito o per altri). Detto questo ci tengo a riconfermare il mio affetto per la nostra veccha e storica rivista. Se potessi scrivere per tutte e tre le testate cartacee lo farei volentieri, ma per ovvie ragioni di concorrenza ciò non è possibile per nessuno di noi giornalisti di settore. Dovendo per forza scegliere non abbandonerei mai la rivista che mi ha fatto sognare, facendo tornare la pesca in edicola dopo il “tradimento” di Mondo Sommerso di tanti anni prima. Avevo allora 27 anni e non dimentico ed è una gratitudine che non si cancella.
Tornando alla tua analisi, concordo sul fatto che ci sia un forte antagonismo tra veri o presunti schieramenti di appassionati. E’ vero ed è sempre stato un mio cruccio e – in ogni circostanza – ho sempre cercato di smussare gli angoli e di riportare la concordia. Non sempre mi è stato possibile. In Pescapnea (che è una realtà davvero piccola) così come in FIPSAS (che è una realtà molto più grande ed importante) ci sono amici e pescatori che lavorano per il bene del nostro sport (ed io orgogliosamente porto nel portafoglio la tessera della Fipsas allo stesso modo in cui aderisco a Pescapnea). Ogni dissidio mi addolora perché ci toglie parte di quela forza che io sono convinto che abbiamo in quantità superiore a quanto noi stessi crediamo di avere. Purtroppo capita in generale nella vita che alcune persone non si sopportino reciprocamente e su questo genere di situazioni c’è poco da fare.
Concludo dicendo che il tuo ultimo paragrafo lo condivido perché mette il dito sulla piaga del vero problema. Siamo forti ma individualisti.
Nella storia dell’umanità ci sono stati popoli individualisti che sono stati spazzati via per questo loro difetto, ma ci sono stati altri popoli con le medesime caratteristiche che, davanti al pericolo, improvvisamente si sono uniti e questo li ha portati alla vittoria. Con tutto il cuore spero che noi apparteniamo al secondo genere, ma naturalmente non posso esserne certo.
Scusate la mia ignoranza sono un pescatore d’apnea ma non capisco perchè la FIPSAS non ci fà da cassa di risonanza e portavoce dei nostri problemi.
Se è vero che siamo tutti appassionati anche i nostri problemi dovrebbero corrispondere come i loro.
Spero che non ci siano sempre i soliti interessi politici ed economici dietro i loro silenzi.
Carissimi amici, mi chiamo Vincenzo Quirino e sono il vicepresidente dell’associazione che sta nascendo in toscana proprio in questi giorni per tutelare i diritti del pescatore in apnea vengo al dunque velocemente TUTTI DICONO CHE LA FIPSAS NON FA NULLA O FORSE FA POCO AVEDERE QUANTI CI è SUCCESSO A NOI DIREI PROPRIO DI SI, ed allora noi ci stiamo organizzando e guidati anche dai nostri legali Nicola e marco Paggini (atleta di rilievo a livello nazionale)
UDITE UDITE STIAMO PER PRESENTARE IL RICORSO ALTAR PER DISCRIMINAZIONE DEL PESCATORE IN APNEA ALL’INTERNO DELLE AMP PERò C’è UN PERò ABBIAMO BISOGNO DI TUTTI VOI PERCHè QUESTO RICORSO AL TAR DEL LAZIO COSTERà UN BEL PO DI SOLDI ED ALLORA FRATELLI DELLA COSTA QUANDO L’ASSOCIAZIONE SARà PRONTA MI AUGURO CHE TANTE PERSONE CHE GIUSTAMENTE HANNO SEMPRE DETTO CHE NIENTE SI è FATTO, FARANNO QUALCOSA PER LA CAUSA VERSERANNO QUALCHè DECINA DI EURO PER AFFRONTARE IL RICORSO AL TAR. PERCHè SE NE USCIREMO VINCITORI TUTT’ITALIA SI POTRA AGGANCIARE AL NOSTRO RICORSO NOI SIAMO PRONTI ORA ASPETTIAMO VOI PERCHè ANCHE VOI UN GIORNO POSSIATE DIRE NOI C’ERAVAMO
Vincenzo Quirino
Gherardo caro quanto hai ragione, ma vedi cosa tocca leggere?! I tesserati (e il signor Quirino qua sopra lo è!) è il primo a dire che la federazione non fà nulla…ma perchè lui non è forse un tesserato? E Paggini? E tutti i circoli federali che li stanno aiutando?
Ecco questo è il grande male, vedere nella federazione un sindacato da cui pretendere e basta. Ma questa gente ha idea di quanto costa una tessera sindacale all’anno??
Questa gente stà imparando per la prima volta a sbattersi in prima persona e anzichè riconoscersi come elemento attivo della federazione, ci getta fango addosso e predica l’individualità dell’azione???
Ogni dissidio ti addolora e addolora anche me, ma fino a quando la federazione sarà solo piena di parassiti che si tesserano solo per poter pescare in corsica, buoni solo a pretendere e a delegare possiamo dire addio a qualsiasi rivendicazione.
Giustamente si chiedono fondi per il ricorso al TAR, ma lo sai cosa mi dicono tanti compagni di circolo?! Dov’era questa gente quando noi lottavamamo contro il fermo nella nostra Sicilia?! Non li tangeva e nessuno li ha visti!
Ripeto, quando si tratta del mare di casa si vuole un appoggio totale, quando il mare e quello degli altri…e vabbè, si arrangino…
Alex non nè capisco niente di quanto costa una tessera sindacale all’ anno e quale sono le spettative che un tesserato ha per un’ associazione e comunque sè ci sono dei tesserati vuol dire che accettano i costi e le azioni che la sua società fà.
Quello che non sono d’accordo è quando scrivi di appoggio totale per il mare proprio ed indifferenza per il mare degl’ altri.
Io credo che non esiste un mare nostro o degli altri, perchè qui si sta parlando di una discriminazione fatta in tutta Italia. (NO PESCA SUB IN AMP)
L’anno scorso ero in vacanza a FUNTANAMEIGA nell’ AMP del SINIS, tutte le mattine quando mi alzavo per andare a pescare a 30 KM di distanza per uscire dall/ AMP vedevo pescatori locali che salpavano le reti a poche centinaia di metri dalla costa, senza vedere l’ombra di una Motovedetta della Capitaneria.
Un Pomeriggio ho deciso di andare in mare proprio a fare dei tuffi davanti a dove vedevo salpare le reti.( NO PESCA SOLO TUFFI).
Nemmeno 30 minuti e sono stato puntato subito da un MOTOVEDETTA che è venuta a controllare se stavo pescando.
Quello che voglio dire è che mi dispiace vedermi additato come unico responsabile del degrado marino (SAPENDO CHE NON LO SONO) in qualsiasi regione vado, LIGURIA, TOSCANA, SICILIA, SARDEGNA Ecc.
Il mare è bello anche perche è di tutti.
x ALEX
Senta carissimo signore, io non ne facccio una questione per il mio mare (che non è mio ma è di tutti) ma per il mare di tutt’ Italia, forse lei non è mai stato in Toscana forse non sa che in Toscana non si può pescare quasi da nessuna parte, l’arcipelago toscano è quasi tutto offlimits perchè lnella zona costiera d’estate bisogna stare a 500/300mt dalla costa, perchè di costa in Toscana a strapiombo sul mare cene saranno si e no forse una trentina di km ed il resto è tutto arenile! C’avevano promesso che le secche della meloria non sarebbero mai passate ad AMP ed invece per ragione politiche hanno deciso di fare in silenzio senza dir nulla a nessuno! A noi poco importa se la fipsas ha fatto oh non ha fatto NOI ABBIAMO DECISO DI PROVARE A FARE PER NOI E PER TUTTI chi ci vuole aiutare è il ben venuto NOI NON ABBIAMO PIù VOGLIA DI ASPETTARE , in quanto al fermo per la Sicilia , non sò voi come vi siete organizzati ma noi siamo riusciti a sensibilizzare ed unire gran parte dei pescatori in apnea italiani e circoli Toscani. Poi per quanto riguarda il discorso del parassitismo, non si può pretendere dai tesserati che si rendino parte attiva SAREBBE BELLO MA IMPOSSIBILE!
Smettiamola di stare a litigare fra noi, che sino a quando lo faremo nulla mai otteremo, la fipsas ha scelto la via del dialogo col ministero noi abbiamo scelto la via dell’azione
Nel post precedente forse ho scritto male oh ci siamo capiti male NON VOGLIO GIUDICARE IL LAVORO DI NESSUNO MA ALMENO CI CONSENTA DI ESPRIMERE CHE FORSE SINO AD OGGI NON SONO ARRIVATI I RISULTATI SPERATI
Sono un cacciatore sub toscano sto seguendo e con ansia l’evolversi del possibile parco della meloria,conosco vincenzo perche’ ho partecipato a 2 delle tre riunioni che si sono svolte e sono d’accordo con lui e non penso ci sia niente di oltraggioso nel dire che la federazione ha avuto molto tempo per occuparsi del problema “parchi”e che i non risultati sono sotto gli occhi di tutti.Poi perche’ “parassita”?Forse che tutti i runners che corrono sul mare sono iscritti alla fidal, i tennisti della domenica alla fit,? Che grave danno procuro se mi iscrivo alla fipsas per andare a pescare in Corsica?Poi sono d’accordo sull’ individualismo che ci appartiene ,ma preferisco comunicare la speranza che questo atteggiamento sia sconfitto piuttosto che alimentare impotenza e dissuasione.Un sentito grazie al sig. ZEI per l’entusiasmo sempre presente nei suoi articoli. Marco-zodiac
Premesso che io abito nel parco del Gargano ed in prossimità della riserva marina delle Tremiti, condivido tutto i parchi sono baracche per arricchire i politici. Nelle riserve marine si pesca allo strascico, con le reti da posta , con i palamiti ed addirittura con le bombe. Inoltre si fanno prospezioni geologiche con gli airgun, ovvero dei cannoni sonar che inviano onde a 270 decibel, facendo arrenare delfini capodogli, tartaruge e chissa cos’altro. Tutto questo per installare piattaforme per l’estrazione petrolifera e parchi eolici offshore già concessi e pagati al nostro stato. Si nota già i pescatori d’altura dicono che questa primavera il pescato e sceso drasticamente rispetto ai corrispondenti periodi degli altri anni.
L’unico colpevole è sempre sto fesso di pescatore subaqueo.
X IL SIG. ALEX….Voglio essere molto ermetico in risposta alle sue righe scritte sopra…..Intanto i Siciliani non si sono esposti come lo abbiamo fatto NOI Toscani e non hanno publicizzato la loro “battaglia” (evidentemente lo facevano per interesse locale)….Per quanto riguarda i “parassiti” che vanno a pescare in Corsica forse si dovrebbe guardare allo specchio perche’ uno che scrive queste stronzate forse lo e’ per primo…..Arrivederci & Grazie
Massimo (LIvorno)
Ecco che è arrivata la truppa…
Non è possibile rendersi parte attiva in seno alla federazione, sarebbe addirittura impossibile, invece per gli affari propri tutto questo si può fare no?! I tesserati che fanno quello che state facendo voi non sono la Fipsas?! Ecco chiaro per l’ennesima volta perchè non saremo mai una categoria.
Quanto a lei sigor Meloria, mi pare che le stronzate più grosse le dica lei.
La protesta contro il fermo siciliano è partita con le stesse modalità e dallo stesso luogo in cui è nata la vostra: Apnea Magazine.
Ha firmato la petizione contro il fermo siciliano?
Ha firmato quella contro il fermo sardo?
Ha firmato quella contro il parco nazionale toscano iniziata dal LNI Sub di Follonica?
E allora non dica amenità, io e tanti altri miei compagni ci siamo mossi, abbiamo fatto e ottenuto dei risultati come fipsas, per noi e per tanti altri. Quindi ripeto, lei e chi come lei si tessera solo per pescare in Corsica è un parassita, lo è doppiamente se sà solo sputare sulla federazione, ed è solo un avaro ipocrita che non vuole spendere 60 euro per tesserarsi ad un circolo francese.
Vi auguro tutte le fortune, anche se vi riempite la bocca di proclami e cose che nemmeno conoscete.
una sola domanda al sig Alex.
Potrebbe mettere per una volta da parte i rancori e gli sbagli che tutti noi esseri umani facciamo (magari non avendo aderito alle sue proteste per il fermo siciliano..ma sono sicuro piu per poca informazione che per menefreghismo) e cercare di unirsi il più possibile a tutti noi amanti del mare e di questo magnifico sport per far capire a chi istituisce una riserva che area protetta significa protetta da tutti e non solo dai pescatori in apnea?
sono sicuro che come amante del mare Lei vorrà pensarci.
grazie..grazie di cuore
ABBASSIAMO I TONI TUTTO QUESTO NON SERVE A NESSUNO!
senti Alex te sei giustamente convinto delle tue idee, noi delle nostre!
Perché non essere parte attiva della Fipsas? per quanto mi riguarda non voglio essere parte attiva della fipsas perché sono decenni che si sarebbe potuto fare un ricorso. sicuramente il ricorso fatto dalla fipsas avrebbe avuto molto più spessore e risonanza del nostro ma la fipsas ha scelto il dialogo ma ad oggi mi sai dire cosa ha ottenuto per i pescasub all’interno delle AMP?
Te e tutti i tuoi compagni siete liberi di poter far finta che noi non esistiamo, mi auguro pero che se dovessimo vincere il ricorso tu sia anche determinato a non percorrere la nostra strada!
E chi sa che la Fipsas che già sa cosa ci stiamo accigendo a fare non ci appoggi, magari all’ultimo minuto quando ormai il dado e’ tratto! perché sai tanti circoli affiliati alla fipsas ci stanno appogiando COMUNQUE SIA CHIARO NON VOGLIAMO ASSOLUTAMENTE CREARE UNA NUOVA FEDERAZIONE MA DATO CHE RITENIAMO DI NON ESSERE DIFESI IN MANIERA ENERGICA LO FACCIAMO PER CONTO NOSTRO!
comunque chiudo qui questa discussione perché non ci porta assolutamente a niente senza rancore
Vincenzo
Ragazzi, per favore cerchiamo di mantenere la discussione su toni pacati, vediamo di remare tutti nella stessa direzione!
Alex spero bene tu abbia letto la nostra petizione, ma non sembra, e comunque:
Dice bene Alex quando scrive che non possiamo essere parte attiva della Fipsas, è impossibile esserlo visto che la fipsas essendo un organo federale ha i suoi rappresentanti che decidono come e cosa fare.
Dice male Alex quando parla di “parassiti” visto che i soldi che io pago per la tessera vanno comunque in cassa fipsas indifferentemente di cosa io ci faccia.
Questo per fare un esempio che delle padole sù scritte, la verità non è da nessuna parte, anzi, dovunque ti giri veri bene e male andare a braccetto….purtroppo.
La discussione sarebbe potuta finire molto prima solo se il vicepresidente si fosse ricordato di dire che la nascitura associazione non intende schierarsi sotto nessuna bandiera e colore per poter riunire tutti gli amanti del mare come noi che non condividono questa discriminazione e vorrebbero impegnarsi per fare qualcosa di importante, di forte, e soprattutto che non è mai stato fatto prima. Inoltre così facendo non creiamo disturbo alla fipsas che, dato che ha molti interesse, forse non può esporsi, continuerà il suo dialogo e che anzi, intraprenderemo anche noi parallelamente al ricorso, magari solo se è possibile chiudere tutto prima di arrivare alla sentenza.
Delle prime 100 firme raccolte, tutti pescatori in apnea, un 30% erano tesserati fipsas, per la nostra lotta non possiamo farci scappare il 70%, non credi?
Grazie dell’ascolto
Grazie Gherardo
NB i vertici della fipsas sanno di questo ricorso e gli è stato chiesto che posizione intendono prendere, ma questo non pregiudica certo il nostro operato.
Sempre interessanti e piene di spunti riflessivi le tue analisi Gherardo.
Posso lanciarti una piccola provocazione?
Forse lontano dalle riviste cartacee sei più libero di articolare il tuo pensiero fino in fondo?
In un certo senso quello che dici è vero.
Nessuno dei miei editori mi condiziona o mi influenza e, tuttavia, so che alcuni tipi di analisi non sono di interesse per la linea editoriale di pescasub, allo stesso modo in cui alcune delle mie esternazioni sentimentali sul mare sono fuori dal taglio che i resposabili di Adventures vogliono dare alla rivista. Su tante altre cose invece possiamo lavorare insieme con piena condivisione del progetto. Con altri editori come Ilovepescasub o Sportimewolrd posso invece avere una “visione” comune nel pubblicare rubriche un pò graffianti come “figli di Nettuno” che pubblico per l’amico Lorenzo La Manna o i diari di pesca mensili alla Robinson Crusoe che mi diverto a scrivere per Sportimewolrd, tutti tipi di rubriche che alla rivista cartacea non interesserebbero.
Per questo trovo stimolante lavorare in più realtà editoriali diverse. Purtroppo il nostro della Pescasub è un piccolo mondo, e quando ho iniziao a scrivere nel 1994 esisteva solo una testata (Pescasub) alla qule sarò sempre grato di avermi dato questa opportunità.
Ragazzi, forse è meglio scrivere di meno e aiutare di piu’.. con tutti i soldi che spendiamo per le attrezzature ci fermiamo per 20 euro.
Io nel mio piccolo ho mandato 10 firme e altrettanto hanno fatto i ragazzi del circolo Ghisleri di Trieste.
Questo week-end mi vedrò con Paolaccio e gli darò la quota di almeno 5 persone.
Se ognuno da il suo piccolo contributo senza farsi troppe domande magari si riesce a costruire qualcosa.
Personalmente ho fatto una selettiva alla Meloria che ho vinto dopo una brutta operazione che ho subito, ho quindi un bellissimo ricordo di quel posto e di quella gara.
Ne io ne altri di Trieste sicuramente non ci pescheremo mai, pero’ è questo il punto; se ognuno pensa a difendere solo il suo piccolo orticello sotto casa non saremo mai una categoria.
l’importante è creare un precedente.
Passo e chiudo.
un saluto a tutti.
Stefano
ben detto stefano, anch’io e tutti i soci del mio circolo (apnea club brescia)abbiamo aderito a questa iniziativa sebbene la meloria non sia una meta abituale.
ricordiamoci che l’unione fa la forza ed essere altruisti non costa nulla anzi spesso
paga .
Salve a tutti, questo è il contributo di uno dei millemila pescatori subacquei “fai da te” , cresciuti avendo come riferimenti gli articoli delle riviste del settore…. insomma sono uno dei tanti anonimi pescasub ma con un po di testa sulle spalle che mi porta a capire che le polemiche lette in questa pagina sono sicuramente controproducenti per tutti noi, sia che si tratti di tesserati che di pescatori della domenica come me si esaltano per un cefalo o sognano che qualche spigola suicida sbatta sull’arpione. Qui stiamo parlando di passione, una passione che solo noi che conosciamo quel blu possiamo capire, che solo noi guardiamo la maschera e gli chiediamo “e oggi che mi fai vedere”? Dobbiamo essere certamente più uniti, fipsas o non fipsas . i discorsi del genere “tu non hai firmato, quindi non firmo neanche io” non servono a nessuno e aumetano le distanze.
Ho letto oggi l’articolo di Gherardo Zei, ho subito scaricato il modulo, firmato e fatto firmare alla mia ragazza (con tutte le conseguenze del caso che mi porteranno a vedere vetrine per una settimana)e inviato via mail.
Leggere la discriminazione verso la pescasub è indice di ignoranza, escludere l’unica tipologia di pesca che può selezionare la preda è chiaramente un elemento che messo nelle mani giuste ci porterà a vincere le nostre battaglie contro l’ignoranza di chi pensa al mare solo come asciugamano e ombrellone….e non sanno e non sapranno mai cosa perdono.
Oggi nel mio piccolo ho dato il mio contributo agli amici toscani e sono fiero di averlo fatto e ringrazio chi mi ha consentito di far valere la mia voce.
uniti si vince
Gianni
E’ giusto esser tutti uniti anche perchè l’obbiettivo è comune a tutti noi.
E’ il momento di far finire questa discriminazione nei confronti dei pescasub (Vedi anche il problema delle distanze minime di pesca, che ci portano a rischiare di esser presi da imbarcazioni che non vedono il pallone) , quasi tutti in Italia sono d’accordo con noi (ECCETTO I SOLITI SOGGETTI).
A qulsiasi persona che chiedo un parere, sia pescatore e non, mi conferma che la nostra pesca è la più selettiva e trovano assurdo che è l’unica ad esser vietata.
Non ci rimane altro che discuterne nelle sedi più appropriate per cercare di riammettere la pescasub nelle AMP e tutelare anche la nostra sicurezza in mare.
Sono contento di ciò che ho letto da voi, mi carica per la battaglia di cui mi son fatto promotore e per la quale forse sarò anche additato come fallito se l’esito non sarà quello sperato, ma non importa, potremmo dire:”Ci abbiamo provato!”
Grazie Gianni delle firme, grazie a tutti.
VORREI RICORDARE CHE PER INVIARE LE FIRME AI RECAPITI AVETE TEMPO FINO A LUNEDI’ POMERIGGIO E POI SOTTO CON LE DONAZIONI!!!
Speriamo che questa volta si risolva qualche cosa.
sul quotidiano IL TIRRENO in cronaca di Livorno c’è l’articolo sul nostro ricorso al TAR..
vengo adesso a conoscenza che anche il Quotidiano LA NAZIONE ha pubblicato un articolo riguardante il nostro ricorso al TAR, il problema è che in relazione all’articolo hanno messo una foto di …udite udite….bombolari!! questo ci cera un grave danno di immagine che va denunciato. e il nostro ricorso servirà anche per portare per l’ennesima volta (purtroppo sono decenni che succede) all’opinione pubblica il fatto che la gente ci associa a delle attività che non ci riguardano affatto.
Azz! anche questa!
Il problema è sempre lo stesso, la gente non ha le idee chiare sul nostro sport.
Speriamo che pian piano le cose migliorino…
Inanzitutto vorrei ringraziare Gherardo Zei per avermi dato l’opportunità di scrivere in questa rubrica…caro Gherardo quanti anni ti ho letto su pescasub..
Le cose possono migliorare soltanto se un buon avvocato porta avanti le nostre ragioni e per far questo occorre denaro.. colgo ancora una volta l’occasione per stimolare tutti…ragazzi basta anche un euro..un solo euro..sarà per una cosa giusta
io vivo in un isola della sicilia e dal 10 luglio non potrò più pescare a casa mia perchè il nuovo regolamento dell’area marina protetta(anche se io la definisco Sprotetta)dice che in nessuna zona,neanche la D,sara’ consentita “LA PESCA CON IL FUCILE!!!!”"come se fossimo tanti RAMBO con la mitraglietta”!!
penso di stare subendo un atto discriminatorio quasi razzista!!tutti i residenti o proprietari di casa potranno avere un permesso con il quale potranno navigare,ancorare trainare e pescare con affondanti ed esche vive,calare palamitare o conzi fino a 200 ami ad autorizzazione!praticamente 2 autorizzati su una barca fanno 400..e per finire ci saranno soltanto alcune restrizioni alla pesca professionale che a parer mio è la cavolata più grossa che si possa permettere in un’area protetta!ma purtroppo la gente deve pur campare in qualche modo!!
essendo residente,potrei fare anch’io tutto questo ed altro ancora ma,per insulse motivazioni legate ad una legge del4/07/1965..(e dico 65!!)che è,a quanto pare,l’unica legge che regolamenti la pesca in apnea in italia,non posso praticare la mia tecnica di pesca tanto amata.e sappiamo tutti di cosa stiamo parlando!!
vedo trainisti fare mattanze di ricciolette da un chilo,cannisti abbandonare indisturbati i resti di una calda giornata di pesca sotto al sole..un tripudio di lenze arroccate con ami pendenti.Vaschette dei vermi navigare verso nuovi mondi.non so voi ma quando vedo ste cose e penso che ho tanto rispetto per il mare da parlarci come se potesse sentimi,divento una bestia feroce!!
io lotterò per risolvere questa triste ed assurda vicenda che ci vede ancora una volta vittime innocenti di una scarsa opinione pubblica e di una legge vecchia ed ingiusta, ma dovrò prima concentrarmi qui ad occuparmi di casa mia con la speranza di rivendicare la parità dei diritti fra i cittadini residenti ma resto dell’idea che bisognerebbe ricostruire un nuovo regolamento dalle fondamenta penalizando vecchi ed anti sportivi metodi di cattura per preparare ed autorizzare solo i meritevoli..del resto non tutti hanno un fucile da caccia in casa,chi ce l’ha lo ha dichiarato e registato e lo può adoperare seguendo leggi ferree ma permissive…perchè noi no???di chi siamo figli noi??
in culo alla balena a tutti
G.
Ciao Gianpiero,
in quale isola della Sicilia risiedi?
I told my gdranmother how you helped. She said, “bake them a cake!”