FIGLI DI NETTUNO, notizie dal mondo sommerso – rubrica a cura di Gherardo Zei

nettuno

LA TESSERA DEL PESCATORE SUBACQUEO
ovvero: la storia della fettina di salame e dei servizi pubblici.

La notizia passata da tutte le agenzie di stampa, in sintesi è questa:

“Il 22 febbraio 2010 alla Nuova Fiera di Roma nel corso del Big Blu è stato firmato un protocollo d’intesa tra il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e la Federazione pesca sportiva e attività subacquee (Fipsas) con il quale si apre il cammino per il censimento dei pescatori sportivi.

Obiettivo del protocollo è anche rilasciare licenze per questa categoria d’accordo con la federazione e le altre associazioni sportive. Così che, come spiega il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali con delega alla Pesca Antonio Buonfiglio, “questa categoria importante faccia il suo ingresso a pieno titolo nel SistemaMare”. L’accordo riguarda circa 250mila pescatori.”

Quanti anni sono che parliamo della tutela dei pescatori subacquei?
Da quanti anni dibattiamo del ruolo della Federazione e delle Associazioni? Da quanto tempo discutiamo (divisi tra favorevoli e contrari) di un tesseramento che ci consenta, infine, di contarci e di contare di più?

Mi ricordo che, intorno alla seconda metà degli anni novanta, quando ho iniziato a vivere attivamente i problemi del nostro ambiente, il tema era già annoso e aveva, da tempo, generato divergenze di punti di vista e opposte fazioni separate da aspre contrapposizioni.

Oggi sembra, ancora una volta, che siamo ad un passo da una svolta e, nuovamente, nel mese successivo alla notizia si sono scatenati accesi dibattiti nell’ambiente tra favorevoli contrari.

Ma chi ha ragione?

Io dico che, prima di consentire che le “menate” della pubblica amministrazione italiana ci spingano a litigare tra di noi, dovremmo farci due domande. La prima domanda è: la licenza sta veramente per essere varata? La seconda è: in cosa consisterà (in pratica) questa licenza? Se dopo esserci dati una chiara risposta a queste due domande avremo ancora voglia di litigare allora liberi di farlo. Dunque proviamo a rispondere.

fipsas

Sul primo punto (se la licenza stia effettivamente per essere attivata) avrei i miei seri dubbi. Dalle notizie in mio possesso capisco che ci sono tutt’ora molti ostacoli burocratici e che siamo ancora in una fase di avvio che, se pure consiste in qualcosa di più di una semplice dichiarazione di intenti, tuttavia è ancora molto lontana da essere vicina ad un’effettiva attuazione. Del resto siamo in Italia e – nel nostro paese – ogni accelerazione nel campo delle decisioni istituzionali è quasi sempre seguita da una frenata di forza uguale e di segno contrario.

Se devo basarmi sull’esperienza, prevedo che – come minimo – ci sarà un lungo periodo di silenzio, alla fine del quale quasi nessuno si ricorderà cosa era successo e tutte le polemiche e le discussioni di questi ultimi trenta giorni sembreranno grottesche e sterili esercitazioni intellettuali. Anche perché (e qui arriviamo al secondo quesito) quando il “circo” della pubblica amministrazione ripartirà per “recitare” il finale di questa storia ed emanare il provvedimento istitutivo della licenza di pesca in mare, si sarà combattuta e infine conclusa proprio quella classica battaglia che di solito si svolge in casi del genere e cioè quella per gestire il nuovo potere economico e politico che la licenza di pesca in mare genererà.

Per l’amor di Dio, non mi sto riferendo specificatamente al mondo della pesca in apnea o alla nostra Federazione, ma sto, invece, parlando dello Stato Italiano e della Pubblica Amministrazione Italiana in generale. In Italia, su una cosa i governi di qualsiasi colore negli ultimi sessanta anni si sono trovati sempre d’accordo: non hanno mai perso occasione per moltiplicare le amministrazioni di qualsiasi tipo al fine di centuplicare le poltrone da spartire. Ogni scusa è buona: dagli enti di certificazione delle imprese, agli enti parco, alla privacy o a qualsiasi altra cosa.

E la privatizzazione di alcuni enti pubblici (ad es. le municipalizzate), lungi dal dimagrire la pubblica amministrazione ha finito invece per accrescerla a dismisura, con il meccanismo perverso della proprietà pubblica (regioni, province e comuni) delle società per azioni (con migliaia di poltrone di amministratori e sindaci di nomina politica). Il mondo produttivo italiano è come se fosse un salame dal quale ogni ente di controllo, ogni autority ed ogni altra istituzione, più o meno inventata, non fa altro che tagliare una fettina.

E’ soltanto una fettina sottile e, in fondo, che male fa?
Ma, una fettina oggi e una fettina domani, quanto sarà lungo questo salame?

Direte voi: cosa c’entra questo discorso del salame con la licenza di pesca in mare? C’entra perché, vedete ragazzi, noi avremmo necessità come il pane di una licenza di pesca in mare gestita in modo serio. Infatti, in particolare noi pescatori in apnea, avremmo bisogno di una istituzione che ci difenda politicamente dagli attacchi pretestuosi che quotidianamente subiamo.

licenza-pescaAvremmo necessità di una voce autorevole che ci consenta di fare chiarezza al nostro interno, facendo capire che la figura del bracconiere che arrotonda lo stipendio era simpatica nel dopoguerra, ma oggi non è più accettabile. Ci vorrebbe una istituzione che promuova un vero prelievo sportivo della quantità di pesce da consumare con la famiglia e con gli amici, oppure un professionismo legale, controllato e tutelato. Avremmo bisogno di una istituzione che ci dia una nuova immagine e che promuova il nostro sport nelle scuole (cosa non impossibile visto il successo di alcune generose iniziative di singoli circoli) e sui mezzi di comunicazione di massa (cosa non impossibile come dimostrato da Umberto Pelizzari).

Avremmo bisogno di tutto ciò, e la licenza sarebbe il modo ideale per poter fondare tutte le nostre aspirazioni su una solida base. Se è vero che noi pescatori subacquei siamo ottantamila (sulla stima generale di duecentocinquantamila pescatori) allora non siamo pochissimi e potremmo veramente far sentire la nostra voce.

Ma torniamo ancora una ultima volta alla seconda domanda: “in cosa consisterà in pratica questa licenza?”

Non è facile rispondere.
Se dovesse consistere per davvero in quello che ho scritto sopra, varrebbe tutto il suo prezzo (dicono forse 30 euro/anno?). Se la licenza dovesse sul serio creare la piattaforma dalla quale rilanciare il movimento i trenta euro servirebbero per pagare un importante servizio pubblico. Ma, come vi dicevo, in Italia i servizi pubblici funzionano con la logica della fettina di salame ed io non ci credo, non ci credo affatto. Se ci pensate trenta euro per 250.000 praticanti, fanno sette milioni e mezzo di euro all’anno (il fatturato di una azienda industriale di medie dimensioni).

Credo che nella pubblica amministrazione la battaglia non sarà per tutelare i pescatori ma per accaparrarsi le poltrone che questa “fettina di salame” nuova di zecca genererà. Ma, nonostante questa mia disincantata convinzione, io personalmente non sono contrario ad accogliere (quando infine arriverà) la nuova licenza con le sue istituzioni connesse. Non sono contrario perché non possiamo rimanere ancora a lungo senza avere una Istituzione che ci rappresenti formalmente. Sono convinto che senza un Organo Rappresentativo saremo spazzati via nel giro di qualche decina di anni al massimo, o forse prima.

Mentre il fatto di essere rappresentati da una entità che – come si usa nel nostro Paese – farà i propri interessi molto prima di quelli degli aderenti, non ci metterà in particolare svantaggio rispetto agli altri attori di questa commedia umana che si chiama Italia. Infatti ditemi voi quale categoria è rappresentata da una istituzione efficiente e trasparente?

Se me ne dite una che mi convince, giuro che cambierò opinione.

Quindi, concludendo io dico che, anche se è poco esaltante, dobbiamo concedere alla pubblica amministrazione questa ennesima fettina di salame (quando ci faranno l’onore di farci sapere chi la dovrà gestire naturalmente).

Gherardo Zei

Potrebbe interessarti anche:

  1. AIUTATI, CHE DIO T’AIUTA – Le secche della Meloria e il parco della Mortola
  2. Pescare col motore non è leale!
  3. Stage di pesca in apnea con Igor Bisulli
  4. Cosa bolle in pentola…
  5. LA MIA OPINIONE. Di Gherardo Zei


Facebook

Tag: , , , , , , , , ,

14 Commenti a “FIGLI DI NETTUNO, notizie dal mondo sommerso – rubrica a cura di Gherardo Zei”

  1. Igor Bisulli scrive:

    E’ triste constatare che molto probabilmente hai ragione. Una cosa utilissima come la licenza di pesca rischia di diventare la solita buffonata all’italiana…..come le AMP!

  2. mario scrive:

    io spero tanto che non si parta dai 30 euro per arrivare , nel giro di pochi anni, a 300 euro…..

  3. Francesco scrive:

    Sono circa 7 anni che abito nell’isola di Corfu come già tanti di voi sapete per praticare la pesca in apnea ed ogni altro genere di pesca sportiva in Grecia si deve obbligatoriamente andare alla capitaneria di porto locale per fare un permesso che dura 2 anni la cifra da pagare e di 30-35euro senza questa licenza si possono prendere multe salate con sequestro dell’attrezzatura.
    Posso dire che fino ad oggi riguardo l’istituzione greca in mare è stata sempre efficete e trasparante spero che anche in Italia possiamo trovare persone oneste e giuste.
    Un grande abbraccio alla mia amata patria!!!
    Ciao

  4. Seahorse scrive:

    Da noi in Croazia la licenza di pesca e’ da sempre obbligatoria,la paghiamo 500 kune (sarebbero piu’ o meno 65-70 Euro)annuale.
    Sono effetivamente un po’ tanti se si pensa che i salari vanno dai 500 ai 1000 euro.
    Ma basta farci il callo e non pensarci su’ che subito fa’ meno male;e poi meglio appendere le pinne al chiodo se non riesco a pescare 70 euro di pesce,nonper venderlo,sia chiaro, ma per la soddisfazione di aver preso piu’ di quanto ho pagato,per non parlare delle emozioni che si provano a cospetto di una preda memorabile…
    Per quelle emozioni pagherei anche il triplo!!!
    Saluti dalla Croazia!!

  5. Silverio scrive:

    cosa significa ” ci tutela… ci difende…” entriamo in un’ingranaggio dove oltre che ad essere catalogati ci condurrà ad una licenza…poi un brevetto…scadenze , assicurazioni… controlli visite periodiche barcaioli e/o compagni di pesca obbligatori… ecc.ecc… e non è fantasia…. basta guardare la nautica… la più bella espressione di libertà per gli amanti del mare… gestire una barca è diventato quanto di più impegnativo ed oneroso ci sia per chi ama il mare… ora abbiamo bisogno di una boetta solamente ,è uno sport/hobbies molto individualista siamo iberi di andare ( parchi permettendo ) dove ci pare e non dobbiamo gabelle e balzelli a nessuno e non abbiamo bisogno di “difese o tutele ” grazie , ne facciamo a meno di licenza
    silverio salsi ( zio silver )

  6. Marco scrive:

    Senza offesa Silverio, ma se licenza e controlli possono mettere fine allo scempio della fauna e della nostra immagine perpetrato da pseudopescatori come te, che hanno pure il coraggio di ostentare vergognosi carnieri con molteplici cerniotte da pochi etti, beh, ci metto la firma non una ma mille volte e sono disposto a pagare molto più che 30 miseri euro.

    Io, pescatore etico e tesserato fipsas, non ho niente a che spartire con te che rivendichi la libertà (e lo dimostri nelle tue foto!) di fregartene altamente della legge e dell’etica.

    Non tollero che il futuro della mia passione debba dipendere dalla scelleratezza, ingordigia e arroganza di chi come te pretende di fare ciò che vuole in mare senza rendere conto a nessuno.

  7. profondoblu scrive:

    non sono poi tanti 30 euro ma poi i pescerecci che ti chiudono 10 km di mare chi li controlla e pescano anche a stascico in3 metri di acqua e poi loro se infiskiano di te e delle leggi

  8. tedesco scrive:

    Per quanto mi riguarda,anche per la mia esperienza in acque dolci[pescatore con canna].il costo per la licenza annuale e’ di 21 €. [solo prov. di Roma.per andare a pescare a Rieti serve anche il tesserino €24circa. per andare a pescare a Frosinone altre 10€.............non e' giusto!!!!!!!!...............................se poi in mare oltre la licenza , servira' anche un tesserino che poi aumentera' sicuramente ,anno dopo anno...[ricordiamoci che ci troviamo in italia,paese costituite da persono che pensano solo ai soldi e di scaldare poltrone] allora diventera’ uno sport solo per ricchi,
    il mare e’ di tutti? Allorra ; piu’ controlli!! multe piu’ salate!! galera a chi distrugge ,o inquina!!!!E per sapere quanti pescatori in apnea siamo ,potrebbe bastare il tesserino fipsas. La mia spensieratezza e’ il MARE, la mia medicina e’ il MARE e nessuno ha diritto di togliermelo dalla testa e dal cuore.
    ultima cosa.[la piu' triste] siamo in iTALIA . e SCUSATE LO SFOGO. SALUTI

  9. Francesco Sacco scrive:

    Mettendo da parte il costo, una licenza obbligatoria da la possibilità di effettuare una stima abbastanza precisa del numero dei pescatori sportivi: questo consentirebbe di ottenere anche un dato verosimile sul reale impatto della categoria di pescatori sportivi sull’ambiente, naturalmente in relazione alla tipologia di pesca. Tra le svariate applicazioni di questi dati, in questo modo si potrebbe dare il giusto peso ad ogni disciplina, specie nell’ipotetica (ed utopica purtroppo) revisione di un regolamento per le AMP o più probabilmente (!!!) nell’iter istitutivo di una nuova AMP.

  10. emanuele scrive:

    il costo deve essere l’ultima preoccupazione,se è vero che le case fanno gara a proporre prodotti dai prezzi sempre più cari,e i cosiddetti pescatori “estivi”non si mettono problemi a pagare 3-4.000€per l’affitto di un appartamento per una settimana in località turistica.
    l’appunto è piuttosto sul fatto che quella che dovrebbe essere un opportunità non finisca per essere un mezzo per ghettizzare la categoria dei pescatori.

  11. Francesco Sacco scrive:

    Ciao Emanuele!
    Perchè dovrebbe essere un mezzo per ghettizzare la categoria? più ghettizzata di come lo è già…rimane solo l’abolizione!

  12. massimo scrive:

    io vivo in sicilia in un piccolo comune (petrosino) zona balneare bellissima perche nn inquinata da scarichi fognari o industriali!!! ma e’ priva di servizi e assistenza in mare …faccio apnea da quando avevo 12 anni e qui nn ci sono regole…si vede di tutto reti a 5-10 metri dalla costa.. stascico ogni giorno e danni nella fauna marina x via di pescatori di ricci che strappano tutto e distruggono il fondale marino…senza selezione di speci marine…cio nn facilita per niente un pescatore d’apnea…avvolte mentre sono in mare mi vedo circondare dalle reti di pescatori e nn posso fare niente xcui questo nn accada…..e poi mi sento dire dai barcaioli….peschi tu!! perche nn io…nn c’e tutela nn ci sono controlli…ma se si aderisce alla licenza poi tutto questo cambia?…mi sa’ proprio di no…perche cercano solo di guadagnare dove tanti usano questo hobby per sodisfare le loro passioni e i loro sfoghi…. maxp

  13. romeo old-doc scrive:

    Io prenderei esempio dalla Francia, dove hanno eliminato permessi e tessere(probabilmente perchè tutta l’organizzazione costa più di quanto si incassa..) ed hanno sole reso obbligatorio possedere un’assicurazione per la responsabilità verso terzi, che naturalmente costa, ma serve anche per altre cose e molti già ce l’hanno, basta far aggiungere la clausola per la pescasub. Io l’ho fatta con la Carrige Assic.: , per quando vado in Corsica. Naturalmente in Francia(Corsica), permangono le aree(non enormi come le nostre ) ben definite, con regole chiare, dove non si può pescare ed i soliti divieti.. Da noi sarà solo un nuovo balzello da pagare che si aggiungerà a tutta la ghettizzazione ed ai limiti(quasi sempre poco chiari o fatti solo pe chi non è del posto..) cui siamo sottoposti. Quanti bracconieri vengono fermati e multati? Quanti pescatori prof. che infrangono ogni regola vengono colpiti? Io vengo “contattato” dalla Forestale almeno 1 volta ogni anno durante il periodo in cui vado in Sardegna e magari non ho preso nulla.. infatti in genere dopo il controllo se ne vanno quasi o senza quasi “seccati”.

  14. luca scrive:

    Secondo me e una fregatura perchè tra 2 anni si pagherà 600 euro come la caccia e andranno solo i ricchi a pescare, e allora tornerà il vero bracconaggio, ecc..ecc.. quindi secondo me fare solo una tessera gratuita e basta!

Lascia un Commento