[e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 2^ parte

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RIDUTTORE DI POTENZA: COS’E’ E COME USARLO AL MEGLIO… E QUANDO E PERCHE’ TOGLIERLO! (quanto migliora l’arma?)

Cos’è il variatore o riduttore di potenza?
Il fucile oleopneumatico può essere dotato in origine dal costruttore di un riduttore di potenza cioè di un congegno ad azionamento istantaneo che riduce, direttamente in acqua, le prestazioni balistiche.

Ci sono alcuni metodi che regolano la potenza del fucile, il più usato è un sistema meccanico che impedisce lo sfruttamento di tutta l’aria compressa contenuta nel pneumatico, serbatoio e canna, tramite una valvola ad azionamento manuale.

Un altro sistema, decisamente meno efficace, è quello montato sul nuovo Airbalete della Omer che sigilla i fori di scarico acqua presenti in testata: il pistone è frenato nella corsa dalla colonna d’acqua che lo opprime e non può esprimere tutta la potenza a disposizione.

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Come funziona?

Il classico regolatore di potenza apparso alla presentazione del glorioso STEN Mares ha un funzionamento abbastanza semplice ma geniale visto che è nato mezzo secolo fa e tutt’ora è ancora valido. All’interno del serbatoio, subito dopo l’impugnatura, c’è un blocchetto di plastica speciale, cilindrico, solidale alla canna, denominato di “regolazione”. Una serie di guarnizioni O-Ring lo sigillano sia nel contatto interno con la canna sia nei confronti del serbatoio.

In pratica, affinché si verifichi una netta diminuzione di potenza dell’arma pneumatica il serbatoio e la canna devono rappresentare due entità separate, divise; la comunicazione è resa possibile solo attraverso il consenso “autorizzato” del blocchetto di regolazione che la attua per mezzo di una luce di travaso gas, un passaggio forzato. Il pescatore in apnea tramite un comando esterno visibile solitamente sulla parte sinistra dell’impugnatura, un pomellino solidale ad un astina inox (che al termine ha una sorta di tappo in ottone con guarnizione O-Ring dedicata), può comandare la chiusura del forellino interno situato sul blocchetto e di fatto bloccare ermeticamente i passaggi di aria tra serbatoio e canna interna.

Quando il cursore è rivolto verso il basso significa che sta chiudendo il blocchetto, quando invece è arretrato e portato verso l’alto è lasciato aperto, libero di scambiare i volumi di aria. Sparando si possono quindi avere la disposizione immediata di due potenze a scelta: la minima e la massima.

La massima, con la piena utilizzazione di tutta l’aria in espansione delle due sezioni (serbatoio e canna), rese intercomunicanti dall’apertura della luce di travaso del blocchetto di regolazione.

La minima, con una netta riduzione di volume dei gas perché la luce di travaso sarà sigillata in chiusura e quindi risulteranno fruibili per la fase propulsiva solo dei piccoli spazi: l’aria presente nell’esiguo volume della canna, la micro camera compresa tra il retro del blocchetto di regolazione e l’interno dell’impugnatura.

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Usi speciali del regolatore di potenza.

Il regolatore non è solamente utile per variare la potenza in fase di tiro: consente anche il frazionamento e la diluizione temporale dello sforzo nel caricamento dell’arma.

Come avviene ciò?

Se si spara in posizione di “minima” e si lascia sempre il cursore in minima, verrà sempre e solo sfruttata una parte piccola di gas compresso che resterà tale e quale anche durante l’armamento del fucile: l’operazione risulterà, di conseguenza, estremamente facile.

Se però spariamo o spostiamo preventivamente il comando di regolazione in posizione di “massima”, anche solo per una volta, la faccenda cambia radicalmente: l’aria, sia del serbatoio sia della canna, si unisce, entra in diretta comunicazione, diviene un tutt’uno e si espande all’interno del fucile pneumatico. Le atmosfere si “avvertiranno” completamente nella loro pienezza e la forza che si dovrà applicare per decomprimere il volume espanso sarà importante e legata al numero di atmosfere di precarica, al diametro interno della canna. Lasciando il cursore sulla massima potenza sentiremo sempre la durezza nell’azione di armamento, fino in fondo, fino a che il codolo del pistone non sarà ancorato al dente di sgancio, non esisteranno facilitazioni.

Ma esiste il trucchetto. Vediamo come si può risparmiare un po d’energia fisica usando in modo appropriato, e alternativo, il regolatore di potenza. Per prima cosa si mette l’astina del regolatore in posizione di minima. Con il blocchetto chiuso, stagno abbiamo isolato la canna dal serbatoio.

Ma se provate a caricare l’arma vi accorgerete che il fucile subacqueo sarà armabile solo con un dispendio di forze elevate, come se il riduttore non avesse funzionato bene.

Come mai?

risalitaPoiché tutta l’aria risulta ancora espansa all’interno delle due camere, bisognerà ripristinare le divisioni delle camere interne. Naturalmente l’unico modo è quello di spingere nuovamente l’asta nella canna al fine di far arretrare il pistone e decomprimere il gas da un settore all’altro. Provate a fare un esperimento.

Al primo tentativo provate solo ad “abbassare” la freccia nella canna per una decina di centimetri poi ritornate alla posizione iniziale. In questa fase è possibile sentire una specie di sibilo interno che indica che il regolatore di potenza sta travasando l’aria dalla canna al serbatoio. Al secondo tentativo ecco che, pressappoco fino al punto raggiunto in precedenza, lo sforzo risulterà decrementato e la spinta esercitata sulla freccia diminuita. Procedendo a piccoli passi, e riposandovi tra una trazione e l’altra, completerete il caricamento del vostro fucile sub.

Il merito di questa “facilitazione” va ad una minuta valvolina fissa sempre posizionata sul blocchetto di regolazione, denominata di “non ritorno” che, come dice il nome, fa si che l’aria (fase del caricamento dell’arma) si accumuli, progressivamente e soprattutto senza ritornare indietro, nel serbatoio del pneumatico e lasci solo dei residui di gas nei piccoli spazi preposti del retro canna e dell’interno del calcio, pochi centilitri in tutto, e quindi risulti facile da ricomprimere.

Quando si usa in pesca.

Il regolatore di potenza è molto usato sui fucili medio corti, per la tana, visto che impiegando la minima potenza c’è la possibilità di sparare a distanza ravvicinatissima senza timore di tranciare il pesce o di rovinare la cuspide dell’asta. Al contempo, se nella spaccatura si profila una preda grande o passa lontana, si può sfruttare l’arma usando la potenza massima, e cioè tutta l’energia disponibile, immagazzinata. Un azione quasi istantanea visto che è sufficiente alzare il pollice per portare il cursore in posizione di massima potenza. Non si sposta neppure il dito dal grilletto…

Un tempo il variatore era utile anche sui pneumatici lunghi, sui cosiddetti cannoni (pensate che il Mirage della Mares disponeva addirittura di tre posizioni di regolazione…) perché permetteva di caricare il fucile a tappe e diluire lo sforzo muscolare.

Ma oggi, con l’avvento delle canne da 11mm, e le neonate da 12 mm, la riduzione degli attriti interni ed esterni, i sistemi stagni Mamba ed STC, il regolatore di potenza sui fucili lunghi non ha più tanto motivo d’esserci. Lo sforzo di carico è nettamente minore rispetto ai cannoni con canna da 13 mm quindi quasi tutti i pescatori riescono a caricare i lunghi. Poi c’è da rilevare che con l’avvento dei sistemi che sigillano la canna le atmosfere di precarico necessarie sono minori perché il pneumatico rende uguale, il pistone non deve espellere acqua in uscita rapida.

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Mi sento di affermare che il regolatore di potenza potrebbe essere presente sino alla lunghezza operativa di un 90, un arma che può essere usata con successo in alcune tecniche di pesca in tana. Oltre la sua assenza rende più performante l’arma pneumatica perché l’aria è libera di circolare liberamente, senza strozzature e passaggi che limitano l’espansione immediata tra i volumi interni.

Emanuele Zara

Indice speciale fucili oleopneumatici:

1- Differenze principali tra gli oleo con canna da 11, da 12, e da 13

2-Riduttore di potenza: cos’è e come usarlo al meglio… e quando e perché toglierlo (quanto migliora l’arma?)

3- Principali modifiche sugli oleo e loro efficacia

4- Differenze di tecnica di tiro tra fucili oleopneumatici e arbalete

5- Miglioramenti introdotti nelle ultime novità sul mercato (Mamba, Airbalete, STC, Calibro 12)

6- Il futuro degli oleo, dove ancora si può migliorare?

> Indice articoli e-Training

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3 Commenti a “[e-Training - approfondimento] Tutto sull’ oleopneumatico by Emanuele Zara – 2^ parte”

  1. dali scrive:

    merci Lorenzo

  2. Igor Bisulli scrive:

    Zara è l’enciclopedia dell’oleopneumatico!
    Guardate che di meglio non si può trovare!

  3. Giovanni scrive:

    Ma se per esempio io caricassi il fucile nel modo su detto (caricandolo posizionando la leva del variatore al minimo) faccio meno fatica nel caricarlo, ma una volta che l’ho caricato in questa maniera spostando la levetta del variatore riesco a sfruttare la potenza massima oppure se lo carico con potenza minima mi rimarrà tale sin quando non lo ricarico?

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