Quando la sfiga ci vede benissimo…

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Abbiamo affrontato il tema della “fortuna e sfortuna” nella pesca in apnea con il forte atleta Omersub Stefano Claut.

Ciao Stefano, sappiamo che tu hai un “rapporto” particolare con la sfortuna e te ne sono capitate di mille colori…

Quanto influisce la fortuna/sfortuna nella pesca in apnea?
Sicuramente influisce, pero’ è sbagliato dar la colpa solo alla sfortuna, purtroppo esiste e va gestita tentando di arginarla. Gli darei un 20% come percentuale, ci possono essere episodi piu’ o meno fortunati pero’ alla lunga la bravura e la costanza e i relativi risultativengono fuori.

In gara ho fatto dei campionati, soprattutto i primi, dove l’inesperienza mi ha fatto commettere errori tattici; negli ultimi invece qualcosa non sempre ha girato per il verso giusto, ad esempio mi ricordo una semifinale a Civitavecchia dove sia io che il barcaiolo siamo stati colti da un brutta influenza: ci siamo fatti gli ultimi due giorni di preparazione a letto e la prima giornata non riuscivo neanche a compensare.

Calcolando che era tutto l’inverno che andavo in acqua con temperature polari, (chi pesca nell’alto adriatico sa di cosa parlo) e non mi ero mai preso un influenza, beccarmela proprio in giugno due giorni prima della gara non è stato un episodio sicuramente fortunato.

Ci resti male, incassi il colpo e l’anno dopo sei dinuovo in pista “incattivito” più che mai.

pesca-dentice

Quando capita, è inevitabile, oppure è conseguenza delle nostre azioni?
Beh, la sfortuna è un evento che non dipende dalla tua volontà, gli eventi che succedono dovuti alla nostra incuranza, alla poca manutenzione dei mezzi ad un uso un po’ estremo delle cose o a certe scelte azzardate che non tengono conto del meteo sono imputabili alle nostre azioni.

E’ ovvio che chi come me viaggia molto per andare a pesca e va tanto in acqua è piu’ esposto ad eventi particolari rispetto a chi va in acqua saltuariamente; essendo un triestino atipico e non amando molto le mie zone sono sempre in perenne movimento soprattutto d’estate: vado in cerca di acqua pulita, bei pesci ed è ovvio che alla lunga qualche avventura/disavventura capita.

Quando uno si fa 30.000 km all’anno con il gommone a traino per andare a pesca qualche imprevisto è sempre in agguato. Sfortuna per fare un esempio è comprare un motore nuovo e restare in avaria otto volte in un anno come mi è successo; tornando a nuoto trainandomi il gommone fino al porto più vicino, due volte anche in pieno inverno!

Adesso ci rido sopra di questi episodi, anzi saranno sicuramente storie che mi resteranno dentro e che racconterò ai miei nipotini quando sarò vecchio… ma averli vissuti è tutt’altra cosa…

Possiamo fare qualcosa per ridurre al minimo le “sfighe”?
Si! Basta restare a casa a giocare con la playstation!

A parte gli scherzi, vedo di curare molto tutte le mie attrezzature; faccio i tagliandi periodici all’auto, cambio ogni anno cuscinetti del carrello, ho sempre in auto un paio di mozzi di riserva, spendo un capitale in tagliandi per il fuoribordo anche in virtù delle molte ore di utilizzo, per quanto riguarda l’attrezzatura subacquea è obbligatorio avere sempre tutto doppio (due maschere, due torcie, due pinne, ecc.), se potessi anche due barcaioli! insomma vedo di essere sempre pronto ad affrontare un eventuale “sfiga”.

Ho in auto sempre una cassetta degli attrezzi ben fornita, ad esempio l’ultima uscita in Croazia mi hanno rubato la leva del vericello del carrello, per fortuna avevo dietro una chiave regolabile con la quale sono riuscito a tirar su il gommone e risolvere il problema.

Sei reduce dalla Coppa Città di Rovigno (Complimenti!), in quest’occasione la fortuna/sfortuna ha giocato la sua parte?
La prima ora di gara abbiamo passato in rassegna almeno sette segnali trovando il deserto, in preparazione i pesci c’erano, anche in gara per dire il vero ma sono rientrati le ultime ore e li hanno presi altre squadre. So che queste cose fanno parte del gioco, la mareggiata del giorno prima ha cambiato le carte in tavola, quindi ero già pronto psicologicamente a trovarmi qualche sorpresa anche negativa, il morale era basso ma abbiamo schiacciato ancora di piu’ sull’acceleratore ribaltatando le sorti di una gara  partita decisamente male e sulla quale avevamo grosse aspettative.

team-italiano

L’episodio del grongo invece lo devo raccontare: avevamo una piccolissima macchia di grotto sui 21metri  con un taglio con dei corvi corpulenti e facili, a dieci metri di distanza c’era un’altra macchietta dove c’era un grongo di 13kg. Questo posto lo conoscevo già da prima ed il grongo stava sempre in quella pietra, visto la facilità dei corvi avevamo fatto affidamento sul prenderne almeno quattro e tutti sopra il chilo di peso. Sapevo che era un posto vergine e così ci sono arrivato dopo circa tre ore di gara, ci eravamo divisi i compiti: Nicola inizialmente si occupava del grongo io delle corvine.

Arrivati sulla posizione abbiamo avuto una sorpresa: il grongo si è spostato dalla sua pietra ed è andato ad infilarsi nel taglio delle corvine occupandolo tutto!
Le corvine si sono spostate in un altro buchetto davvero piccolo da dove si vedevano solo le code, inoltre c’era anche un astice che muovendosi alzava sospensione,il primo pesce l’ho sparato proprio in coda, poi non si vedeva piu’ niente, Nicola ha sparato il grongo che pero’ si è incastrato facendo ancora piu’ confusione, insomma abbiamo perso il triplo del tempo preventivato riuscendo a prendere “solo” due corvine anche se una da 1,6kg.
Poi abbiamo dovuto spostarci per tentar di finire la quota dei gronghi, non avevamo piu’ tempo di aspettare che la sospensione calasse.

Avevamo anche altri segnali da vedere ma il tempo perso a causa del grongo non ci ha permesso di finire di visitarli.

In gara la fortuna gioca un ruolo importante, ricordi un altro episodio legato all’agonismo?
Ricordo una selettiva a Trieste dove ho preso una spigola di 4kg con un agguato a mezz’acqua completamente allo scoperto, l’acqua era sporca e mi sembrava un sacco dell’immondizia finchè non l’ho raggiunta e presa con con un bel tiro.

Anche la gara di Rovigno dell’altro anno è incominciata bene: un dentice da 3,2 kg marcato in tana in preparazione e ritrovato al primo tuffo è incoraggiante! E anche la tana in acqua bassa dove abbiamo preso sette saraghi che in preparazione non c’erano è stata una bella sorpresa ma come dicevo prima queste cose fanno parte del gioco…

Ma andiamo più nel dettaglio!

Qual è il pesce che hai preso più per fortuna che per bravura?
Ricordo un dentice di quasi dieci kg in Croazia, stavo scendendo per un aspetto su un ciglio di posidonia in 15 metri, durante la discesa qualcosa mi ha incuriosito: il denticione stava nascosto nell’alga con le classiche bande mimetiche, ho corretto la caduta con una planata perfetta e appena a distanza utile ho scoccato il tiro. Una cattura banale ma il mare ogni tanto fa di questi regali.

dentex-dentex

Un altro episodio che ricordo con piacere è relativo ad un dentice di 7kg sempre in Croazia: avevamo pescato tutto il giorno con il mio amico Riky: solo una spigoletta giaceva nel frigo ed eravamo in acqua dall’alba… decido di tornare al tramonto su una secca dove la mattina avevamo avvistato qualche dentice diffidente. Impugno il 100 e dopo aver sentito i soliti commenti tipici dei miei compagni di pesca :”è tardi, andiamo, dobbiamo farci ancora 4 ore d’auto per tornare a Trieste, arriveremo tardi!” mi butto e tento un paio di aspetti sul cappello della secca.

Mi apposto e comincio a guardarmi intorno, tanta mangianza ma di dentici nemmeno l’ombra, sto quasi per staccarmi dal fondo quando con la coda dell’occhio vedo qualcosa che si muove nell’oscurità di una grotta; mi avvicino con un agguato silenzioso e capisco che è un dentice, probabilmente sfruttando il riparo sta facendo anche lui un agguato alle sue prede.

Mentre mi avvicino, comincia a dare segni di nervosismo, ormai pero’ gli sono giunto a tiro e riesco ad anticipare il suo scatto prendendolo in coda, il dentice parte verso il fondo e va ad intanarsi, lo doppio subito al tuffo successivo e con altri due tuffi sale in gommone, una bella soddisfazione soprattutto quando queste catture avvengono all’ultimo tuffo di una giornata intensa e fino a quel momento poco fortunata.

Ci metto dentro anche una ricciola da 32kg sparata dal basso verso l’alto e catturata dopo un lungo tira e molla dove alla fine ho scoperto che la tenuta era data solo da un aletta aperta dentro lo stomaco il quale tra l’altro nel combattimento era fuoriuscito.

ricciolona

E quello che hai perso per pura sfortuna?
Mi ricordo alcuni anni fa una leccia di venti kg sparata in acqua bassa che ha rotto l’asta in corrispondenza della tacca lasciandomi come un ebete, è stata l’unica volta che mi è successo.

Di recente mi è capitato con una bella spigolona, sparata di coda, e non insagolata, l’asta è penetrata nel fango che ha bloccato l’aletta; ho visto chiaramente l’aletta chiusa ed il pesce sfilarsi muovendosi sull’asta. Un’altra volta con un’altra spigolona sparata perfetta ma che facendo acrobazie è riuscita tramite delle cozze presenti sul fondo a tranciare il monofilo in nylon.

Ricordi un episodio particolare legato al fucile?
Certamente! Sono partito per andare a pesca con il gommone del mio amico Riky, durante la navigazione abbiamo perso la sacca con tre fucili dentro (due 75 e un 100), arriviamo a destinazione tutti belli gasati, le condizioni sono il top: mi preparo mi giro verso il motore per prendere il 75 e sorpresa: non c’e’ piu’ niente!

Dopo le lunghe e intense imprecazioni del caso pensiamo al da farsi: per fortuna abbiamo dietro un 70 ad aria neanche tanto carico e un mini, dovremo addattarci.

Beh, è stata una delle piu’ soddisfacenti pescate della mia vita per quanto riguarda le spigole: ho dovuto affinare la tecnica  e diverse spigole sono cadute ed alcune con tiri al limite del possibile: due grandi mi ricordo di averle prese sparandole con la fiocina in coda e poi recuperate rincorrendole sul fondo lasciando andare il fucile, una addirittura l’ho afferata proprio nel momento in cui si  è mollata dalla fiocina.

spigole

Uno legato al gommone?
Beh, qua sfondi una porta aperta: esser travolti da un onda anomala di tre metri arrivata dal nulla in una giornata con mare poco mosso con onde di  massimo 30 cm. mi sembra abbastanza sfortunato come evento!

Ero a Bosa con Diego Lassig per allenarmi in vista delle semifinali centro-nord di pesca in apnea.
Il terz’ultimo giorno usciamo e succede tutto in pochi secondi: ho solo il tempo di sentire il rumore di un onda frangere e di girarmi che mi ritrovo davanti un muro d’acqua di 3metri che velocissimo mi investe! Impotente vengo sbalzato dal gommone che rovesciandosi mi cade in testa;  un’unica onda anomala che ancora oggi non ho capito da dove sia arrivata. Riemergo subito e mi ritrovo il gommone sotto sopra e tutta l’attrezzatura sul fondo, sono senza pinne e maschera e il gommone si avvicina pericolosamente alla riva, per fortuna Diego riesce con un paio di tuffi a recuperare la mia attrezzatura e  così ,spingendo il gommone a forza di pinne, riusciamo ad allontanarlo dagli scogli spostandolo a distanza di sicurezza dalla battigia.

gommone-capovolto

Ovviamente la settimana dopo c’era la semifinale a Civitavecchia e il gommone era ko.

Con le pinne mai successo niente?
Ovviamente si, solo una volta molti anni fa ho rotto una delle prime pale in carbonio, avevo solo quelle dietro, e voglia di fare il barcaiolo non ne avevo, ho pescato a circa 15metri tutto il giorno con una pinna sola! Prendendo anche diverse belle corvine!

corvine

E la boa?
Non amo la boa, pesco sempre o a turno con il mio compagno Riky oppure ancorato nella prossimità del gommone con bandierina bene in vista, è il sistema piu’ sicuro soprattutto d’estate.

Proprio quando avevo il pallone anni fa sono stato in tre occasioni quasi affettatto da barche di turisti in Croazia, il massimo dell’idiozia è stata due anni fa: un turista stava facendo sci nautico usando come riferimento la mia testa, mia moglie mi seguiva a dieci metri con il gommone e bandierina, il conducente con una mano teneva il volante e con l’altra filmava il figlio sugli sci senza neanche guardare dove andava.

Mia moglie si è molto spaventata, ma si è spaventata ancora di piu’ quando sono salito in gommone e rincorrendo il turista con il mio fluente inglese gli ho scaricato una seria di insulti con le vene fuori dal collo, quando ci vuole ci vuole!

Raccontaci ancora qualche aneddoto a piacere, è troppo divertente!
Ne ho veramente tanti, penso che quando sarò vecchio scriverò un libro…

Ricordo una volta che siamo quasi finiti contro una petroliera in navigazione, c’era un nebbia fittissima, sentivamo solo la sirena finchè dalla nebbia è sbucato il fianco della nave, siamo riusciti a deviare in tempo per “fortuna”.

Un’altra volta in febbraio a Trieste sempre con Riky e con una giornata ventosa di Bora il motore fuoribordo mi ha abbandonato (una delle tante volte), il vento ci spingeva al largo quindi ci siano buttati in mare e nuotando come pazzi spingendo il gommone ci siamo avvicinati alla costa, “fortunatamente” passava per di lì una motovedetta della Polizia che ci ha recuperato e trainati nel porto piu’ vicino.

Due anni fa in febbraio ho organizzato una “gita” di pesca in Galizia (Spagna al confine con il Portogallo): ho reclutato due miei amici per l’impresa e siamo partiti da Trieste, ci siamo sparati 4.500 km tra andata e ritorno con il gommone a traino, abbiamo pescato tre giorni in Oceano ma penso che sono state piu’ le ore passate in auto a guidare che quelle complessive in acqua, è stato faticoso ma anche avventuroso ed emozionante.

Ricordo che cinque giorni prima della partenza mi sono inflilato un bastoncino nell’angolo dell’occhio procurandomi 5 punti, “fortunatamente” non ho avuto nessun danno alla vista, bastava un cm piu’ in là e potevo perder l’occhio. Per non perdermi la “gita” mi sono fatto togliere i punti da un mio amico infermiere prima della partenza.

Come vedi non posso sicuramente dire che mi annoio!

Concludo dicendo che la fortuna piu’ grande è avere un buon lavoro, la salute (che ho imparato non esser sempre scontata) e una stupenda famiglia con una moglie che mi supporta sempre e mia figlia Chiara di otto mesi che con i suoi sorrisi mi riempe il cuore.

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Stefano Claut
Team Omersub

Grazie Stefano, alla prossima!

A cura di Lorenzo La Manna

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24 Commenti a “Quando la sfiga ci vede benissimo…”

  1. Simone Bellonii scrive:

    mitico Stef… e bellissima famiglia!

  2. Francesco Gabbas scrive:

    Complimenti Stefano molto carina l’intervista , e complimenti anche all’intervistatore per l’idea molto originale :-)

  3. ANTONIO scrive:

    complimentoni!!!:……..che avventure…..quanto ti invidio!!!

  4. Silverio scrive:

    bravo Stefano , ti condivido e ti capisco – sono stato come te e forse peggio!!! – ho 60 anni e pesco con una passione sfrenata , ma faccio anche lo skipper e mi devo accontentare – alla tua età ero scatenato , ora…accanito ! ho una bimba di 16 mesi che sorride sempre come la tua , mi ha ridato la vita , la gioventù e la carica ! buona fortuna : zio Silver

  5. Igor Bisulli scrive:

    Le ho sentite mille volte queste storie (ogni volta che lo sento al telefono ce n’è una nuova….) ma devo dire che mi meraviglia sempre la grinta e la caparbietà che contraddistingue Stefano Claut! Ne ho viste e ne ho passate anch’io di tutti i colori (anche insieme a lui…) ma giuro che non ne conosco un altro come Stefano!

    Se la vita lo dovrà ripagare dell’impegno profuso…..beh…..deve vincere il mondiale!

  6. peo scrive:

    ma chi e’ sto Claut..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    booooooooooo

  7. Alpolito scrive:

    Campionato Italiano a squadre a Follonica.
    Io ed i miei 2 compagni il giorno prima della gara stavamo ultimando la preparazione del campo quando all’orizzonte vedo un’imbarcazione con delle persone a bordo che sbracciavano.
    Senza perdere tempo ci accingiamo a soccorrerli.
    Era la squadra di pugliesi con il fuoribordo in avaria.
    Senza indugiare facciamo traslocare 2 degli occupanti sul nostro gommone e prendiamo la direzione del porto senza accorgerci che uno edei 2 ad ogni onda procurava un foro al tubolare del nostro gommone perchè aveva in cintura un coltello con fodero in stoffa.
    Arrivati in porto il numero di fori era incalcolabile.
    Morale : il giorno della gara chi rimaneva sul gommone per dare il cambio oltre che stare attento ai compagni doveva anche pompare aria nel tubolare riparato di sera al buio con mastice di fortuna.

  8. Giuseppe Quartana scrive:

    Veramente molto divertente e simpatico. Complimenti!

  9. Stefano Cini scrive:

    Splendida intervista… il soggetto poi… più unico che raro!!!
    la prossima volta però vogliamo l’intervista video, sentirle raccontare da lui… non ha prezzo!!!

  10. Lore scrive:

    Grazie a tutti!
    Gli aneddoti di Stefano sono micidiali, immaginavo potessero piacervi.

    X Apolito: bella sfiga!
    Ne ricordo una simile capitata ad un amico a cui il compagno di pesca ha sparato sui tubolari!

  11. raffaella&chiara scrive:

    … adesso ci rido sù… ma vi assicuro che vivere con stefano è davvero “impegnativo” … diciamo che non ci si annoia MAI :)
    tvtb

  12. Francesco scrive:

    Pi\ o meno siamo tutti nella stessa barca!

  13. Dario Ciriminna scrive:

    Mi sentivo molto sfigato: pinne in carbonio nuove, seconda uscita una pinna si spacca sull’attacco delle viti, vabè può capitare… il buon Tony Centonze (GFT, molto professionale) me la rimanda… la monto, e durante la pescata di capodanno sbatto leggermente su una roccia (niente di che) e la pinna si spacca a metà…..mezza pescata di capodanno rovinata, torno con una pinna e mezza :) Il buon Tony adesso me ne ha spedite un paio nuove di un nuovo tipo di carbonio che utilizza… aspettiamo pasqua per provarle, ma sono sicuro che questa volta andrà bene, dopo aver letto cosa vuol dire essere sfigati per davvero :) ))
    Caro Stefano, se un giorno la sorte ci vedrà pescare insieme ti butto un coppo di sale di sopra (antisfiga) !

  14. Stefano Claut scrive:

    Ciao, sono contento che vi sia piaciuta, in realtà ne avevo tantissime altre ma il pezzo veniva troppo lungo.
    Intanto me le segno tutte in un foglio word cosi’ quando sarò vecchio rincoglionito e pieno di reumatismi scriverò il libro…:)
    Dicono che “chi la dura la vince”, vedremo….
    Un salutone a tutti gli amici e utenti del sito.
    Stefano

  15. peo scrive:

    un bacio alla moglie e alla figlia da parte mia ,
    a te Ste niente perche’ sei veramente brutto

  16. Stefano Claut scrive:

    brutto si ma non Truce! :)
    Ciao peone!

  17. MARCO BARDI scrive:

    Per me Stefano è un ragazzo con un potenziale altissimo, ma ancora troppo convinto che esiste la sfortuna. Il giorno che riuscirà ad essere più convinto dei propri mezzi diventerà l’uomo da battere….
    Nel Settembre del 1986 Giannini davanti ad alcuni atleti, me compreso – disse di Mazzarri: Questo ragazzo mi piace perchè anche se commette errori ha un potenziale altissimo. Il giorno che riesce a capirlo diventerà imbattibile.

  18. Er Gallina scrive:

    RILASSATI!!!!

  19. Massimiliano Crovato scrive:

    IO, A PESCA CON STEFANO CLAUT, CI SONO STATO!!!
    Cristo…vara ti, ora che te son famoso, cossa me tocca scriver… ;-)

    Marco B. ha ragione ma non mette in conto che sei triestino…e si sà che per voi la lamentela è d’obbligo!

    Dì ma è ora che il libro lo cominci, non sei vecchio e non hai i reumatismi ma per il resto ci sei già! ^_^

    Son contento per te, ti meriti tutto.

  20. Andrea Calvino scrive:

    Vado matto per le avventure di Stefano! Quando lo vado a trovare mi faccio sempre raccontare le storie più strane nei minimi particolari. E’ come se nei suoi poco più di trent’anni ce ne fossero concentrati in realtà cinquanta vissuti da vero lupo di mare.
    Lo ammetto sono un grande fan di Stefano è grinta e determinazione allo stato puro.

  21. Romina Pizzarello scrive:

    ..prossima volta ti chiedo l’autografo! :-)

  22. Stefano Cini scrive:

    Stefano e relax non sono due parole che possono stare all’interno della stessa frase!!!
    Pure io sono andato a pesca con lui ed effettivamente i suoi ritmi sono allucinanti per un comune mortale, molti dicono che è impossibile pescare con lui, credo invece che molti ci metterebbero la firma per poterlo fare!
    Io sono uno dei primi a farmi “strapazzare”!
    Grazie Ste, quando vuoi… il tuo fedele scudiero!

  23. Max Ferletti scrive:

    E’ impagabile avere un amico come Stefano.
    Quando me ne succede qualcuna delle solite lo chiamo e gli chiedo cosa gli è capitato di nuovo negli ultimi 8-10 gg: riesce quasi sempre a non farmi sentire solo!

  24. Gianluca Zeni scrive:

    Ho avuto modo di conoscere Stefano di passaggio all’eudi e mi ha dato l’impressione di uno buono come il pane. Leggendo questo articolo ne sono ancora più convinto.

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