A pesca di saraghi con Roberto Deiana

roberto-deiana

Roberto Deiana è nato a Roma il 08/08/1985 e vive a Civitavecchia proprio a poca distanza dal mare. Alto 175 cm per un peso forma di 65 Kg è un subacqueo che preferisce il ritmo alle lunghe apnee.

La pesca subacquea è la sua unica passione e tutto il suo tempo libero lo dedica alle avventure lungo i fondali del centro Italia Tirrenico dove si è specializzato nella pesca del Sarago.

Il sarago è il pesce più comune e quindi la preda che più spesso spunta nei carnieri del pescatore in apnea. Tu come lo consideri?
Per me il sarago è una preda molto importante, per questo dedico molto tempo alla ricerca di questo pesce, mi piace capire come si comporta, dove cercarlo e come insidiarlo con ogni tipo di condizione, soprattutto perché anche in gara è molto importante.

Quali sono le sue principali abitudini?
Lo possiamo incontrare in poca acqua come in profondità, nei mesi estivi si allontana dal sottocosta, un po’ come tutte le altre specie, mentre in inverno si riproduce sotto costa ed è facile incontrarlo in pochissima acqua, in tane che non avremo mai immaginato.

Quando conviene cercarlo in tana o quando all’aspetto?
Con mare calmo e acqua limpida conviene cercarlo in tana, soprattutto durante le “ore centrali” della giornata, con mare formato e acqua più torbida è meglio insidiarlo all’aspetto mentre si muove in cerca di cibo.

deiana

Ci sono delle condizioni meteo, da preferire per insidiarlo?
Dipende dai propri gusti, a me piace catturarlo sia in tana che all’aspetto, ma se posso scegliere preferisco i lunghi periodi di alta pressione dove l’acqua più chiara e il mare calmo ci permettono di individuare le zone migliori.

Le stagioni influiscono sulla sua presenza?
Non penso che le stagioni influiscano molto, di solito il sarago si riesce ad avvistare con regolarità. Il periodo riproduttivo (Gennaio/Febbraio) sicuramente aumenta la presenza di questo pesce nel sottocosta.

deiana-robertoCi sono orari migliori per incontrare il sarago?
Per la pesca all’aspetto, preferisco l’alba e il tramonto, mentre quando cerco di catturarlo in tana scelgo le ore centrali del giorno, in particolare tra le 11 e le 14 con la luce alta.

Più facile a fondo o in poca acqua?
Come tutti i pesci, è naturale che in poca acqua la soglia di allerta sia sempre più alta, ma non ho mai notato grandi differenze di comportamento, in base alla profondità, penso che dipenda sempre dal momento in cui lo incontriamo, se siamo all’aspetto o in planata, se lo troviamo solo o in branco, comunque sia dobbiamo sempre essere attenti, il sarago è un pesce che ormai conosce bene le nostre mosse.

Si aggrega ad altri pesci?
Certo, capita spesso che condivida la propria tana con le corvine, quando è a libero è facile che lo si trovi insieme alle orate o i dentici, quest’ultimi soprattutto con i branchi di saraghi fasciati, mi è capitato diverse volte di appostarmi su un posto da dentici e trovare il branco di saraghi a preannunciare l’arrivo proprio di altri pesci.

Raccontaci  il più grosso che hai preso?
sarago-deianaNon ho un grande record, perchè 1,6 Kg di sarago è una bella cattura ma arrivano anche ai 2 kg.  Stavo facendo un aspetto su un fondale di grotto di circa 15 mt, dopo pochi secondi alcuni grossi saraghi si stavano avvicinando. Subito dietro di loro, un branco di una decina di denticiotti da 1 Kg a 1,5 Kg stavano superandoli con decisione.

Stavo quasi per premere il grilletto, quando vedo una sagoma più grande che se ne stava tranquilla dietro a tutti i pesci frenetici. Era un sarago enorme che non voleva avvicinarsi, ma troppo bello per non provarci. Quando all’improvviso mi puntò fece addirittura spostare i dentici. Per una volta tanto mi è andata bene e lo ho preferito senza dubbio al più grosso di quei dentici.

Talvolta capita di incontrare branchi a mezz’acqua inavvicinabili: in questa occasione quale azione di caccia può risultare vincente?
E’ una situazione molto particolare e difficile da interpretare, nella maggior parte dei casi ci rimarrà solo lo spettacolo negli occhi e niente di più. Di solito quando si trovano così sono imprendibili, ma l’unica possibilità è quella di farne intanare qualcuno, magari aiutati dall’acqua pulita e da un fondale variegato. In tal caso, ci si può divertire con una strategia di accerchiamento e poi qualche cattura in tana.

Come riconosciamo una tana buona?
Trovare i saraghi in tana è una situazione molto favorevole. Riconoscere una tana buona non è facile, soprattutto dove il fondo è ricco di tane, anfratti e crepe che ti fanno diventare matto per guardarle tutte! Ci sono alcuni segnali come piccoli saraghi che girano fuori da uno spacco, segnale che potrebbe indicare la presenza dei più grandi nascosti. Altre volte è l’occhio che deve concentrarsi sulle tane con ingresso basso, quelle più nascoste e quindi meno disturbate dove è più probabile trovare sorprese.

carniere-deianaSe troviamo una tana con alcuni saraghi, come agiamo?
La prima cosa da fare è controllare tutti gli ingressi della tana e capire quali sono i punti dove il pesce si sente più tranquillo, poi sparare prima i pesci isolati e nervosi lasciando quelli  più tranquilli per  un’eventuale cattura successiva. Per effettuare più catture all’interno della stessa tana è fondamentale cercare di colpire i pesci in punti vitali per evitare che il dibattersi del pesce spaventi e faccia scappare tutti gli altri esemplari.

Per la pesca in tana che attrezzatura consigli?
Assolutamente fucili corti e fiocina, ho usato per 7/8 anni il classico Tempest 50 ad aria con buoni risultati. Negli ultimi due anni mi sono convertito al corto arbalete, ho un Cayman Cave 55 e fiocina a quattro punte, con cui ora ho un buon feeling.

Fiocina o arpione?
Senza dubbio la fiocina, si spara sempre al volo e non c’è tempo di mirare, ma soprattutto con la fiocina è più facile immobilizzare il pesce colpito in tana ed evitare le conseguenze negative.

Per la pesca al libero invece occorrono accorgimenti particolari?
Non conosco particolari accorgimenti, se riusciamo a fare una caduta sul pesce, il momento propizio per scoccare il tiro è quando ci “dà la coda”, non avvertendo i nostri movimenti nel suo cono d’ombra possiamo tentare il tiro. All’aspetto invece cerco sempre di stimolare la sua curiosità nascondendomi il più possibile, funziona molto anche il richiamo con la glottide.

All’ultimo campionato Assoluto di Marsala abbiamo assistito alla pesatura di grossi saraghi faraone. Dove possiamo incontrarlo e quanto può arrivare a pesare?
Ero presente a Marsala e devo dire che vedere nei carnieri quei saraghi è stato veramente emozionante, erano bellissimi e di grandi dimensioni. Non so se ha delle abitudini particolari, ma di certo dalle mie parti è veramente raro, mi piacerebbe prenderne uno! Credo che la Sicilia sia l’unico posto in Italia dove si hanno buone speranze specie nel versante che guarda l’Africa.

faraone

Tre consigli in breve per chi inizia a vuole catturare il prima possibile un sarago?
1) andare in mare il più possibile, la costanza premia sempre;

2) cercare di affinare le tecniche specialmente quella che più ci piace;

3) guardare, anche più volte i dvd dei più esperti Campioni e cercare di rubare con gli occhi i loro segreti. Io ho imparato moltissimo dai filmati. Quando andavo a scuola, e il mare era brutto, passavo interi pomeriggi a guardare le scene di pesca.

Puoi darci qualche consiglio anche su come cucinarlo?
Non sono un grande cuoco, ma mia madre si! Il modo in cui lo cucina è semplice, ma viene buonissimo. Classico al forno con crosta di patate tagliate a rondelle sottili, sale – olio, uno spicchio d’aglio. A fine cottura data la compattezza delle carni, si aggiunge una salsa con olio, sale, prezzemolo e appena una goccia d’aceto.

Ricordi con piacere qualche spettacolo di saraghi?
Certo, mi è capitato diverse volte di vedere spettacoli di saraghi, ma uno in particolare è stato bellissimo. Ero in una zona buona per i dentici, l’acqua era pulita e cercavo con delle planate la risalita di grotto per appostarmi. Durante un tuffo avvisto il sommo, mi dirigo nella sua direzione e mentre guardavo alla mia sinistra, ebbi come l’impressione di essere osservato.

Ruotando la testa verso destra vidi stagliarsi sul fondo una grande ombra, voltandomi completamente mi accorsi di un muro d’argento che nuotava al mio fianco, non so stimare la quantità dei pesci, ma erano tanti e di grosse dimensioni. Rimasi senza fiato, non riuscii a fare nulla se non osservare lo spettacolo mentre risalivo… il tuffo successivo erano spariti!

Roberto Deiana
Team Sporasub



Facebook

Tag: , , , , , , , , ,

11 Commenti a “A pesca di saraghi con Roberto Deiana”

  1. Simone Bellonii scrive:

    bello, mi piace ‘sto ragazzo!

  2. Francesco scrive:

    Continua cosi!

  3. davide scrive:

    gran bell’ articolo

  4. loris scrive:

    bravo roberto !

  5. Alpolito scrive:

    Bravo Robertino!!!

  6. razzolatore.ct scrive:

    bella intervista…
    ad un ottimo saragaro…

  7. Igor Bisulli scrive:

    Bravo Roberto!
    E complimenti per la gara di Rovigno!

  8. David scrive:

    Bravo complimenti un ragazzo in gamba, anche se secondo me è sbagliato l’etica di un punto della pesca in tana, cioè se è abitata da diversi esemplari, se ne prendiamo uno all’interno non la reputano più sicura e l’abbandonano, quindi nel caso di un solo esemplare va bene, forse è una tana di passaggio, ma se ci sono piu esemplari eviterei ed aspetterei magari che uno si affacci. Poi posso anche sbagliare ma la penso così.
    Ciao ciao a tutti

  9. Er Gallina scrive:

    E’ la gioia del Circolo sto “regazzeddo”!!
    Ciao Roberto
    Alessio

  10. davide scrive:

    ho pescato un sarago di 11kg

  11. Manuela scrive:

    e bravo il fratellone!