MARCO BARDI: il mito

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Ciao Marco,

sei praticamente un mito della pesca in apnea, nonché un esempio da seguire, il tuo infinito palmares parla da solo; vorrei dunque iniziare questa intervista con dei consigli mirati per chi comincia.

Le 3 cose più importanti da fare:
1) Un corso di pesca in apnea;
2) Trovare un compagno di pesca per divertirsi insieme e farsi assistenza reciproca;
3) Acquisire più informazioni possibili, ma soprattutto cercare di metterle in pratica una alla volta con molta pazienza e dedizione.

Le 3 cose più importanti da NON fare:
1) Non superare mai i propri limiti.
2) Cercare di emulare i Campioni o gli amici più bravi.
3) Convincersi che ci sia qualche soluzione magica ai problemi che si incontrano.

Ma andiamo a te.
Ti hanno fatto talmente tante interviste che viene difficile trovare nuovi argomenti!
Partiamo allora dall’attualità e quindi dal prossimo Mondiale in Croazia.

Secondo te gli spagnoli saranno l’avversario da battere?
La risposta è molto facile.
Gli Spagnoli hanno vinto sempre nelle ultime competizioni, stanno passando un periodo storico ricco di successi, hanno una organizzazione impeccabile e tanti campioni, è chiaro che sono loro i più quotati, ma c’è sempre il momento critico e prima o dopo arriverà anche per loro. Anche l’Italia dopo molti anni di imbattibilità assoluta incontrò il momento negativo proprio a vantaggio degli Spagnoli. Non ho idea di quando accadrà, ma è inevitabile che succederà anche a loro.

campionato

Che ne pensi dei croati? Daniel Gospic recentemente è andato pure a vincere in casa degli spagnoli!
La Croazia è molto cresciuta in questi ultimi anni e poi hanno sempre dimostrato di essere ostici in casa. Questo lo dimostravano anche 20 anni fa quando in casa spesso riuscivano a vincere e fuori erano sempre a metà classifica. Oggi sono più forti di prima, Gospic è un fuoriclasse, ma non è l’unico da temere in terra Croata.

Parliamo dei nostri atleti.
Credi che i fondali di Lussino possano nascondere qualche insidia per noi?

I fondali di Lussino sono abbastanza adatti al modo di pescare e di preparare di alcuni nostri atleti, casomai l’insidia si nasconde nella scelta di quali atleti schierare perché questa gara non ha niente a che vedere con la maggior parte di competizioni in cui vediamo impegnati i nostri atleti.

Come si dovrà pescare e con che mentalità?
A Lussino ci vuole molta esperienza e grande capacità di preparare il campo gara. Tutto il resto conta ben poco. Spesso si commette l’errore di pensare che un atleta sia forte solo se pesca profondo o se ha buone gambe, ma ci sono gare come questa che mettono a dura prova.

Ci saranno giornate in cui l’atleta avrà l’ansia di non aver capito la preparazione e giornate in cui nasceranno dubbi sulle scelte da fare, ecco che l’esperienza diventa fondamentale. E’ chiaro che anche la preparazione atletica, potrà dare un contributo, ma secondo me ci vorrà una perfetta lettura della competizione, più una grande determinazione.

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Sbilanciati un po’ e azzarda un pronostico.
Italia, Croazia, Spagna saranno nei primi tre posti, forse invertiti, ma credo siano le uniche a contendersi il titolo.

Tu oggi non gareggi più, ma hai sempre l’agonismo nel sangue… come è nata la passione per le gare?
Per quanto mi riguarda io ho uno spirito competitivo, pertanto appena iniziato a pescare mi ci sono lanciato con grande entusiasmo. Pensa che alle mie prime gare di pesca in apnea, alternavo altri due sport agonistici. Una domenica mi sono ritrovato a fare addirittura 3 competizioni differenti. Dopo poco ho fatto la mia scelta e ho abbandonato il resto per dedicarmi totalmente alla pesca in apnea.

Sei stato avvicinato a questo sport da qualcuno?
A che età hai iniziato a turbare il sonno dei pinnuti?

In realtà ho iniziato per caso e la storia è lunga e piena di entusiasmanti sorprese, chi vuole può leggerla nel mio sito alla sezione storia di marco Bardi. I miei primi passi li ho mossi tardi, cioè a 20 anni mentre quasi tutti iniziano da bambini, ma per fortuna ho fatto veloce a raggiungere un buon livello.

Sei stato in squadra con nomi illustri dell’agonismo italiano, con chi, nel tempo, hai trovato più feeling?
Ho vissuto momenti favolosi sia in acqua che fuori con molti atleti che hanno fatto la storia. Ogni tanto ci incontriamo e abbiamo da raccontarci ore ed ore di avventure. Non c’è uno in particolare perché sono molto amico con tutti. Negli anni d’oro eravamo una cosa sola, un gruppo formidabile. Pensa che più di una volta Renzo Mazzarri mi ha fatto da barcaiolo in gara…

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nazionale

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L’agonismo di oggi è diverso da quello di un tempo (vedi cernia), secondo te l’attuale regolamento ci penalizza in qualche modo nel confronto internazionale?
Certo che ci penalizza, da anni sono un assiduo sostenitore che bisogna adeguare il regolamento nazionale a quello Internazionale per prendere, tre piccioni con una fava.

1- Si avrebbe il vantaggio di preparare meglio i nostri atleti alle gare internazionali;

2- Si avrebbe un regolamento più entusiasmante che darebbe alle competizioni più risalto;

3- Si eviterebbero discussioni. Il regolamento internazionale è il migliore, quindi non si discute.

Ci sono bravi giovani emergenti, chi ti ha impressionato di più negli ultimi tempi?
Si è vero ci sono tanti bravi emergenti, ma c’è un problema.
Si sono perse negli anni le tradizioni e le conoscenze di cui eravamo maestri. Si possono fare diversi nomi, ma io sono abituato a impressionarmi solo di chi è completo. Comunque ci sono alcuni giovani che se riescono a completarsi sono formidabili.

Cosa si può fare per aumentare la visibilità del nostro sport, spesso bistrattato?
A mio avviso si deve prima di tutto lavorare all’interno del settore.
Prima di tutto bisogna rilanciare l’agonismo e renderlo uno sport più attraente. Quando avremo un vestito nuovo, si potrà anche andare in piazza. Adesso con un vestito appesantito dalle toppe e polemiche si potrebbe fare qualunque operazione esterna, ma l’unico risultato sarebbe quello di mostrare i difetti.

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Internet e le realtà emergenti, come blog, forum e gruppi su Facebook possono dare una mano?
Anche in questo caso credo che ci sia il risvolto della medaglia.
Hanno permesso nuovi sviluppi, ma  hanno mostrato grandi limiti di professionalità. Tutti possono dire tutto e spesso ci si da la zappa sui piedi. Credo che ci sarebbe bisogno di rivedere alcune di queste realtà, rendendole più professionali.

Tanto per cambiare, non ti chiederò qual è il pesce più grande o più difficile che hai preso, ma… il più importante e determinante in gara.
Una grossa cernia ad un campionato assoluto che mi stava andando male.
Proprio all’ultimo decisi con grande rischio di tornare a tentare la cattura di una cernia molto difficile. Scesi da lontano e mi avvicinai con un agguato perfetto.  Mentre strisciavo sul fondo, buttavo uno sguardo verso la tana, una fenditura orizzontale dove la cernia spariva girando poi dietro un angolo.

Era fuori e la vidi andare verso la tana con l’andatura lenta e decisa che hanno tutte le cernie sicure. Mi tirai con la mano sinistra per guadagnare l’ultimo metro e mentre la cernia spariva nello spacco, lasciai partire il colpo perché una frazione di secondo dopo sarebbe stato tardi.

Si scatenò l’inferno!
Dovevo assolutamente tirarla fuori subito altrimenti l’avrei persa. Una breve ma furibonda lotta, dove vidi la mia asta piegarsi a 90 gradi e mentre attendevo di vederla spezzare, estrassi la grossa cernia. Una volta fuori dalla tana, dovevo risalire e filai il mulinello.

Recuperai la cernia lentamente mentre i miei occhi erano incollati all’asta piegata ed il cuore batteva come un tamburo. Ho ancora tra i miei cimeli questa asta piegata all’inverosimile che mi salvò da un brutto piazzamento.

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Ti conosciamo quale uomo immagine della Omersub, azienda leader del settore; puoi anticiparci qualche novità su attrezzature di prossima uscita?
La più importante è senza dubbio il computer MIK1 che avrà dei costi molto competitivi e tutto quello che serve come orologio e computer per la pesca. Poi ci sono tante altre novità a partire dagli accessori ad un nuovo video.

Quando esce il tuo prossimo video?
Il video n° 4 della collana EMOZIONI DI PESCA IN APNEA si chiama SENZA RESPIRO ed è previsto in consegna nei negozi ai primi di Maggio. Parlerà di Tecniche di immersione, tecniche di pinneggiata, fisiologia del corpo immerso, armonia subacquea, alimentazione, allenamento. Arricchito da tante catture e dai commenti specifici delle singole azioni.

L’Airbalete sta andando forte, sono previsti nuovi modelli oltre al nuovo mimetico?
Nella filosofia dell’azienda c’è una priorità che è quella di non adagiarsi mai sugli allori e quindi tutto corre sempre sull’evoluzione. E’ naturale che qualunque prodotto è destinato a migliorare nel tempo.

Cosa ne pensi del Vertical Jigging?
Molti sub si sono avvicinati a questa pratica che spesso è motivo di accese discussioni poiché tacciata come dannosa.

Se è vero che le emozioni della pesca in apnea si sviluppano intorno al piacere di volare in apnea e sulla sfida leale con il pesce, è chiaro che non si può praticare il Jigging. Secondo me chi lo pratica è colui che vuole solo fare carniere senza fatica e con tutti i vantaggi possibili. Accetto l’idea che qualcuno possa divertirsi anche in questo modo, ma non la condivido.

Tornando all’agonismo, qual è la vittoria che più ti è rimasta nel cuore?
La vittoria della quarta Champions League in Grecia avvenuta dopo che ho abbandonato l’agonismo, ma ancora non ero pronto a sopportare il digiuno dalle competizioni e quindi mi sono riavvicinato con entusiasmo a questa importante competizione dove la strategia è stata vincente. Anche questa storia è raccontata nel mio sito nella sezione AGONISMO/CAMPIONI E CAMPIONATI.

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Oggi si parla spesso di prestazioni dei fucili e di tecnologia; eppure alle gare si vedono sempre i soliti fucili stravecchi e semidistrutti! Il fucile può fare a volte realmente la differenza?
Quei fucili brutti di cui parli, sono attrezzi con cui un atleta pesca migliaia di ore. Pertanto è un fucile vissuto ma perfettamente funzionante, con il quale l’atleta ha instaurato un feeling perfetto. Ovviamente un valido fucile aiuta, ma pensare che sia solo il fucile è sbagliato. Ecco perché l’atleta preferisce un prodotto che funziona bene ad uno megagalattico che poi ha molti limiti.

Chiudiamo con il classico dei classici, un bell’aneddoto, che ci piace tanto: dato che è freddo e sogniamo l’estate, facci sognare con il racconto di una cattura particolarmente difficile!
Non si può raccontare una cattura così importante in poche righe, anche per questo rimando al mio sito nella sezione CATTURE/ CATTURE SPECIALI/UNA RICCIOLA DA COMBATTIMENTO

Vorrei invece concludere con un grande abbraccio a tutti i lettori del sito I LOVE PESCASUB ed un ringraziamento a Lorenzo per l’impegno che mette nel realizzare queste iniziative.

MARCO BARDI
www.marcobardi.com

A cura di Lorenzo La Manna.

3 pensieri su “MARCO BARDI: il mito

  1. io faccio apnea da molto tempo pero’ il mio problema sono le murene quando le incontro mi fanno paura e pre questo perdo a volte delle prede in tana mi potete dare 1 consiglio grazie

  2. ciao sebastiano, ti consiglio di sparare le murene con la fiocina in testa, in modo da immobilizzarla al meglio per riporla, una volta morta, nel carniere,
    ciao

  3. ciao marco bardi,

    io mi chiamo marco lo schiavo , volevo dirti che sono un appassionato di pesca in apnea,io vivo alle isole eolie un bellissimo posto,mari
    che fanno sognare molti appassionati di pesca in apnea,però la cosa più brutta e che non c’è una vera scuola per la pesca in apnea, ed e un peccato
    perchè ci sono molti giovani che anno questa passione alcuni con un vero talento,ma pultroppo non esiste una base,un allenamento
    serio ed può essere veramente pericoloso io ad esempio non mi voglio spingere oltre, ma no perchè non sono capace ma
    perchè vorrei avere una preparazione più specifica ma qui su questa isola non si smuove mai nulla, è a me dispiace
    forse non devo scrivere nemmeno a voi o oppure non verra nemmeno messo in considerazione questo messaggio
    però spero in una risposta per almeno sapere ed sperare a chi mi potrei rivolgere.

    la mia email loschiavo-marco88@libero.it

    DISTINTI SALUTI

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