[e-Training - Attrezzature] La zavorra, il coltello e la boa segnasub

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Come abbiamo già visto negli articoli precedenti, uno dei fenomeni fisici che ci tocca più da vicino è il principio di Archimede. Esso è responsabile della spinta di galleggiamento a cui sono sottoposti gli oggetti immersi in un qualsiasi fluido. Tra i polmoni pieni d’aria e la muta piena di bollicine di azoto, la spinta di Archimede ha decisamente la meglio su quella di gravità. Ne consegue che, senza un opportuno riequilibrio delle forze in gioco, saremmo come delle boe, cioè troppo positivi. Tale riequilibrio  deve avvenire con l’aggiunta di peso (spinta di gravità), ma con il minimo aumento di volume (aumento della spinta di Archimede). Per ottenere ciò utilizzeremo un materiale ad alta densità, cioè con un grande peso specifico, il piombo.


Per ottenere un assetto ottimale in acqua, sarà opportuno distribuire il piombo sul nostro corpo in modo uniforme, soprattutto se pescheremo a poca profondità e con tecniche di pesca che richiedo un assetto neutro (la maggior parte).

Come si ottiene la giusta distribuzione dei piombi?
Suddividendo il peso tra: cintura, schienalino, cavigliere.

CINTURA DI ZAVORRA
cinturaCostituita da una fascia larga 6 o 7 cm nella quale vengono infilati piombi che possono variare da 1kg a 3kg. Essa cinge il nostro corpo all’altezza del bacino. E’ importante che stia ben aderente e non ci cada verso il petto durante la discesa (per gravità). A tal fine è opportuno usare un materiale gommoso e non il nylon che è troppo rigido. Per gli amanti del “fai da te” basta tagliare il cuore di una camera d’aria della ruota di un camion (difficili da trovare).

Il meccanismo di chiusura più utilizzato (ed anche quello che consiglio) è detto fibbia. Quest’ultima può essere in plastica o (meglio) in metallo. Essa consente la chiusura della cintura, ma anche il suo sgancio rapido. Basta infatti un semplice gesto della mano per farla sfilare. Vedremo in seguito che è importante poterla togliere se siamo in difficoltà o toglierla ad un compagno che dovremo recuperare in caso di incidente.

Esiste anche una versione della fibbia così detta francese. In sostanza è quasi uguale alle fibbie delle cinture che si usano per i pantaloni. Ovviamente la cintura dovrà essere bucata opportunamente per consentire il fermo. Personalmente sconsiglio il loro utilizzo perchè non consente uno sgancio rapido come quello della fibbia tradizionale. In mare ed in condizioni di emergenza ogni piccolo intoppo può diventare estremamente pericoloso!

piombo-sgancioIn linea di massima, quando le quote di pesca superano i 10 metri la cintura è l’unica parte in cui sistemeremo i piombi. Potrà però capitare di dover passare a profondità superiori. Per evitare di salire sul gommone e togliere un piombo esiste un sistema molto comodo ed efficace. Il piombo a sgancio rapido. Non è altro che un normale piombo dotato di un meccanismo (solitamente un fermo in plastica) che,una volta disinserito, ne permette una rapida estrazione dalla cintura semplicemente sfilandolo verso l’alto.

SCHIENALINO
Nell’agguato e nell’aspetto a bassa profondità, avremo l’esigenza di molta zavorra. Sarà quindi opportuno distribuirla in modo più uniforme sul nostro corpo. Uno strumento molto usato che raggiunge bene tale scopo è lo schienalino. schienalino

Come suggerisce la parola stessa, è uno zaino molto piatto dotato di tasche nelle quali inseriremo i piombi. I modelli in vendita sono di vario genere, soprattutto in relazione ai tipi di piombi che si possono inserire. Il più semplice ed il più consigliato è quello che permette l’inserimento degli stessi piombi che si usano per la cintura. I modelli più sofisticati prevedono l’inserimento di sacchetti ripieni di piombo ridotto in piccole palline. Il peso va dal mezzo kg al kg. Il vantaggio sta nel maggiore comfort.schienalino-pericoloso

Una caratteristica importante dello schienalino è di poterlo bloccare nella parte bassa (quella vicino alla zona lombare). Il modo più semplice, più efficace e più sicuro per farlo, consiste nel legare un pezzetto di corda elastica della lunghezza di alcuni centimetri, che termina con una pallina galleggiante (quelle delle reti dei pescatori vanno più che bene). In questo modo eviteremo che lo schienalino si ribalti sulla nostra nuca mentre effettuiamo la capovolta, ma allo stesso tempo saremo liberi di sganciare la zavorra.

A tal proposito non mi convincono certi modelli in vendita che utilizzano una fibbia in plastica per fissarlo alla cintura. Il vincolo fisso impedisce infatti lo sganciamento della cintura in caso di necessità.

CAVIGLIERE
Sono dei piombi da applicare alle caviglie. Il peso varia da un minimo di mezzo kg ad un massimo di 1kg. Le più diffuse e più comode sono in tessuto riempito da palline di piombo e si chiudo attorno alla caviglia tramite velcro. Tuttavia una buona soluzione è anche quella di utilizzare dei piombi a ferro di cavallo (sagomato sulla propria caviglia) da mettere tra il pantalone ed il calzare.

Sono molto utili nella pesca all’aspetto in basso fondo, soprattutto nei periodi invernali in cui si utilizzano calzari da 5mm che sono ovviamente più positivi di quelli da 3.

L’ASSETTO
Vedremo nella parte dedicata alle tecniche di pesca, quanto sia importante l’uso della zavorra ai fini di ottenere un buon asseto durante l’azione di pesca. Al di la di qualsiasi calcolo teorico sulla quantità di piombo da utilizzare, vale il metodo empirico. Sarà quindi importante verificare sul campo la giusta quantità di piombi, tra cintura e schienalino, al fine di avere l’assetto desiderato in funzione della quota operativa. Ecco perchè è importante utilizzare almeno un piombo a sgancio rapido e (se peschiamo a bassa profondità) lo schienalino.

ALTRI OGGETTI IMPORTANTI DA TENERE IN CINTURA
Oltre ai piombi in cintura ci vanno alcuni oggetti preziosi ed indispensabili per il pescasub. Il più importante è il coltello. Questo deve essere piccolo, appuntito e molto ben affilato. Non serve quasi mai, ma quando serve deve tagliare.

Cavetto porta pesci: consiste in un cavo di corda o nylon che termina con un pezzo metallico appuntito (spillone), della lunghezza di una quindicina di centimetri.

IMPORTANTE
Non deve essere fissato davanti alla cintura, per evitare che ne blocchi lo sgancio in caso di necessità!
Meglio non utilizzare lo spillone metallico se si pesca in tana, per evitare di incastrarlo pericolosamente!

Di conseguenza il modo corretto per tenere il porta-pesci è quello di fissarlo alla custodia del coltello ad un lato della cintura e farlo passare da dietro la schiena. Saranno poi sufficienti alcuni giri attorno ad un piombo sul lato opposto della cintura per fissarlo alla stessa.

LA BOA SEGNASUB
boa-segnasubUn qualsiasi sub in immersione deve segnalare la sua presenza presenza con un mezzo galleggiante dotato di bandierina rossa con striscia diagonale bianca. Il più diffuso di tali mezzi galleggianti è la boa segnasub. Essa è rotonda e dotata di bandierina gonfiabile. L’altra soluzione, pure molto in voga tra i pescasub (soprattutto tra quelli che partono da terra), è la plancetta. Quest’ultima è come un piccolo surf al quale viene fissata una bandierina regolamentare.

L’importante è che in entrambe i casi la bandierina sia ben visibile sulla superficie del mare!

Alla boa segnasub viene poi collegata una sagola alla cui estremità collegheremo un piombo detto pedagno. La sagola deve essere di materiale resistente e ben visibile nella parte centrale. Diversa è invece la funzione dei pezzi terminali, sia verso la boa che verso il pedagno.

Infatti, nel caso si utilizzi la boa fissata al sub durante l’azione di pesca con tecniche quali agguato o aspetto, è utile avere un terminale più sottile e trasparente verso il pedagno. In questo modo esso non spaventerà i pesci in fase di avvicinamento. Per quanto riguarda la parte verso la boa, può essere utile un cavo elastico di alcuni metri che avrà la funzione di ammortizzare gli strattoni a cui sarà sottoposta la boa in caso di mare mosso.

In certi casi particolari in cui disporremo di un gommone di assistenza e pescheremo vicino alla costa in condizioni di mare mosso o formato, si potrà fare a meno della boa segnasub. In tali situazioni infatti la sagola potrebbe impigliarsi alle rocce, rendendo difficoltosa la nostra azione di pesca. L’importante, in questi casi, è avere un gommone di assistenza dotato di bandierina regolamentare che segnala la presenza di un sub in immersione e, aggiungerei, di un barcaiolo fidato!

Igor Bisulli

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14 Commenti a “[e-Training - Attrezzature] La zavorra, il coltello e la boa segnasub”

  1. marco scrive:

    Tutto ok ,,,,non sono daccordo solo sul fatto che la marsigliese sia più lenta a sganciarsi rispetto a una cintura tradizionale, anzi penso che sia addirittura più veloce, ciao alla prossima.

  2. Arturo scrive:

    bel lavoro

  3. loris scrive:

    ottimo lavoro

  4. Fabrizio scrive:

    Non sarebbe meglio tenere il coltello al braccio o al polpaccio di modo da averlo a disposizione anche se si dovesse sganciare?

  5. antonio scrive:

    …anche io sono dell’idea che la marsigliese sia perfetta….provate tutte e due sia la normale cintura con la fibbia..che la marsigliese…..e la differenza e pressoche’ nulla!…ma sono tutti buoni consigli dal quale prendere spunto..

  6. igor Bisulli scrive:

    Ragazzi io non metto in dubbio che ci si trovi bene con la marsigliese. Penso semplicemente che nello sganciarla (nell’eventualità di una situazione estrema) ci sia la possibilità che si riagganci, cosa impossibile con la cintura normale.
    Dopodichè ognuno è libero di fare come crede. Ho amici che la usano, per cui ne ho fatte parecchie di discussioni.

  7. Fabrizio scrive:

    La marsigliese non può riagganciarsi visto che ilrostro centrale ha una molla che lo tiene forzatamente aperto dopo avvenuto lo sgancio.

  8. tagliapietra sebastiano scrive:

    Anch’io ritengo che la fibia classica o a sgancio rapido sia più sicura anche se uso da anni la ”marsigliese”. Quest’ultima la sconsiglio ai neofiti.

  9. Francesco scrive:

    Io uso la fibia classica e mi sono trovato sempre bene!

  10. Alpolito scrive:

    La marsigliese personalmente ritengo sia la cintura più sicura e versatile in assoluto.
    Sicura perchè ,come diceva l’amico Fabrizio, una volta sganciata “con un semplicissimo tiro all’estremità della fibbia” in caso di emergenza non può accidentalmente riagganciarsi causa la manifattura fatta in modo tale che il rostro centrale si possa trovare spostato dalla traiettoria dei fori.
    Con questo non voglio dire che è comunque da scartare la fibbia classica!!

  11. igor Bisulli scrive:

    Caro Apolito, giustamente hai detto “secondo me…”, come del resto ho fatto io asserendo le mie perplessità su un tipo di fibbia che mi sembra possa presentare più facilmente degli inconvenienti nello sgancio.

    I motivi per cui la ritengo leggermente più pericolosa sono i seguenti :

    - se la cintura viene stretta eccessivamente in vita, dovrò tirare più forte per sganciarla. Questo NON avviene con la fibbia classica che si tira peprendicolarmente alla cintura e quindi non risente significativamente di quanto essa è stretta.

    - nel caso in cui la molla della marsigliese si bloccasse (in acqua salata può succedere), lo sgancio non sarebbe immediato. Nel caso del recupero dell’infortunato, ogni sforzo è rischioso ed ogni secondo è prezioso!

    Come già detto, ogniuno di voi è libero di usare ciò che vuole.

    Io resto dell’idea che continuerò a consigliare l’uso della fibbia classica ai miei allievi e nei miei corsi. Non ho la pretesa di asserire verità assolute, tuttavia penso di aver motivato la mia opinione.

    Grazie comunque per aver espresso un tuo parere personale.

  12. Fabrizio scrive:

    Che la fibbia classica non risenta di quanto è stretta dubito, per la distribuzione degli sforzi l’attrito tende a esercitare una forza che tiene la cam di chiusura abbassata, più questa è maggiore e più la coppia per aprire la fibbia dovrà essere maggiore.

    In fase di scorrimento poi è facile che la cam tenda a richiudersi parzialmente ostacolando lo scivolamento.

    E’ necessario usare cinture di diversa lunghezza in estate e in inverno, e poichè lo fanno in pochissimi, la maggior parte ferma l’eccesso del nastro a monte della fibbia rendendo inutile la funzione di sgancio in caso di difficoltà.

    Un solo pregio riconosco alla fibbia normale, la regolazione millimetrica che la marsigliese non ha, ma per il resto non c’è confronto alcuno.

    Perdona l’onestà Igor, ma parli proprio come uno che una marsigliese l’ha solo vista e mai provata di persona.

  13. Franco scrive:

    Ciao ragazzi,
    scusate ma non capisco più lo spirito di questa discussione. Non conosco personalmente Igor (stai facendo davvero un bel lavoro secondo me! ) , ma non credo che qui si voglia parlare di verità assolute. Tutti i dibattiti e i consigli che troviamo su questo blog sono frutto di esperienze personali. Non credo che Igor sia pagato da qualche ditta per fare pubblicità alle fibie classiche!! Qui mi sembra che ci si stia accanendo sul nulla… Ogniuno è libero di utilizzare gli strumenti che predilige, libero di esprimere giudizi su quelli usati dagli altri… ma nessuno può avere la pretesa di giudicare quale sia la cosa giusta in assoluto! Io personalmente credo che sia ovvio che per motivi funzionali la cintura classica è più sicura, ma rispetto chi per abitudine preferisce la marsigliese. Le ho usate entrambe e quello che non mi piace della marsigliese è che la cintura è necessariamente più rigida (visto che deve sopportare i fori).
    Concludo con un grazie a Lorenzo e Igor!
    Franco

  14. robertro scrive:

    io sono piu x la fibia classica,xke basta un secondo e la cintura si sgancia rapidamente,ragazzi sappiamo ke in mare i secondi contano moltissimo.ciao igor,ai perfettamente ragione.

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