
APPROFONDIMENTO LISCIO SPACCATO
Due fattori che influenzano molto la validità del prodotto liscio spaccato sono la durata limitata della colla bicomponente e la sua inefficienza sulle superfici grasse.
Se il costruttore di mute non sta bene attento al tempo intercorso dall’inizio della miscela dei due componenti della colla (colla e catalizzatore) alla fine del suo utilizzo, rischia di usarla anche quando essa ha perso la sua efficacia con il risultato di confezionare una muta che rischia di scollarsi già nelle prime uscite in mare.
Il secondo fattore è più imprevedibile e beffardo. Alcuni fogli di neoprene sono ricoperti di un grasso siliconico protettivo che debilita il potere della colla bicomponente. Se tali fogli vengono utilizzati senza essere sgrassati, la muta che ne uscirà si scollerà facilmente.
Informatevi in merito alla possibilità di avere la sostituzione della muta anche dopo un mese che la usate se questa dovesse presentare dei cedimenti proprio sulle parti incollate.
VESTIZIONE
Se per calzari e pantaloni la manovra di vestizione è abbastanza intuitiva, nel caso della giacca lo è di meno. Sia nel caso del foderato che dello spaccato opereremo allo stesso modo, con la differenza che nel secondo avremo cosparso l’interno con acqua saponata ( preferibilmente calda nei periodi freddi! ). Vadiamo come procedere.
Per prima cosa rivolteremo la giacca per metà, dalla coda di castoro verso il cappuccio. Successivamente infileremo prima un braccio, poi l’altro ed infine la testa che si accomoderà nel cappuccio. A questo punto ci basterà riportare la metà della muta (parte bassa) nella posizione originale in modo che aderisca completamente al corpo. Nel caso dello spaccato sarà semplice sistemarla grazie all’uso del lubrificante. Negli altri casi potrà essere utile soffiare un po’ d’aria dalle maniche o (se in estate) indossarla direttamente in mare facendoci entrare acqua con un movimento rapido del braccio a manica aperta. Tali manovre accomoderanno la giacca al busto in modo impeccabile.
Per chi fa un uso intenso dello spaccato è consigliabile un lubrificante più salutare per la pelle. Al posto del sapone liquido useremo l’acqua nei periodi estivi ed un misto di crema idratante ed idrosolubile o al massimo un detergente a PH basso (simile a quello della pelle) nei periodi più freddi.

SVESTIZIONE
Per toglierla agiremo nel modo seguente.
Rivolteremo la parte bassa della giacca fino all’altezza delle ascelle. Piegandoci in avanti cercheremo di afferrare con una mano la coda di castoro e successivamente i bordi con l’altra mano. Prima di cominciare a tirare delicatamente, sfileremo la testa dal cappuccio allargando la zona del mento con una mano. A questo punto la giacca sarà libera di rivoltarsi comletamente semplicemente tirando come prima descritto, esattamente come si fa nel togliersi una maglia aderente.
Nel caso del liscio esterno e a maggior ragione nel liscio spaccato, cospargeremo di abbondante acqua saponata il liscio esterno della muta. Tale operazione (sia per giacca che per pantaloni) farà scivolare molto bene il liscio esterno su se stesso e quindi renderà l’operazione di svestizione molto semplice.
EFFETTO GALLEGGIANTE
Un’importante conseguenza della struttura gassosa del neoprene è quella di aumentare la spinta di archimede a cui già siamo sottoposti anche senza muta. Ricordiamo che un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verso l’alto pari alla forza peso del volume del fluido spostato (nel nostro caso acqua di mare). Si capisce quindi che la causa principale è il volume. Entreremo nei dettagli di tale fenomeno quando parleremo di zavorra, tuttavia alcune anticipazioni sono d’obbligo. In conseguenza all’aumento della pressione con la profondità, la muta tende a comprimersi e quindi a diminuire di volume. Che conseguenze ha tale fenomeno?

Innanzi tutto diminuisce l’effetto termico in conseguenza alla perdita di spessore. Tra l’altro a lungo andare il neoprene tenderà ad assottigliarsi perdendo la sua elasticità che non lo farà quindi ritornare alla dimensione iniziale (una volta in superficie). Immaginate quante volte viene schiacciato durante una battuta di pesca con 50 o 60 discese a 20 metri…
In secondo luogo la perdita di volume implica una diminuzione della spinta di Archimede, quindi un aumento della spinta verso il fondo. Ne parleremo meglio nelle prossime lezioni.
MIMETISMO
Ormai da molti anni si è affermato l’uso di colorazioni mimetiche sulle mute per la pesca in apnea. I presupposti teorici a cui fa riferimento il mimetismo sono essenzialmente due. La constatazione che in natura molti pesci utilizzano livree mimetiche sia per difendersi che per tendere agguati (ad esempio lo scorfano, il polpo, ecc). L’idea della scomposizione della figura del pescasub in parti più piccole, come un branco di pescetti ad esempio.
Se le idee di partenza possono essere buone, il risultato a cui hanno portato non è altrettanto. A mio avviso ha ben sottolineato la questione Giorgio Dapiran. Egli sostiene che le sottofigure disegnate sulla muta devono essere fatte nella giusta proporzione alla figura totale. Se per uno scorfano di 30 cm le macchie hanno 1 cm di diametro, per un uomo lungo quasi 2 metri la macchie dovranno avere proporzionalmente almeno 5 cm di diametro. Altrimenti (con macchie troppo piccole) quello che risulta alla visione del pesce è un colore uniforme.

Per quel che riguarda l’esistenza del mimetismo in natura bisogna fare una considerazione. Generalmente i pesci che ne fanno uso tendono a stare immobili, o comunque ne traggono il massimo beneficio (quello di non farsi scoprire) solo quando stanno fermi. Il pescatore in apnea rimane immobile solo in rari casi ed alla fine della sua azione di pesca, e quando lo fa gode già si occulta alla gran parte degli organi sensoriali del pesce.
Tuttavia l’argomento è ancora molto dibattuto. Una cosa è certa. Esso riguarda principalmente gli specialisti dell’agguato o dell’aspetto in basso fondo, dove ancora i colori si distinguono.
Torneremo sulla questione trattando le tecniche di pesca in apnea.
ALCUNI CONSIGLI PRATICI
Se ordinate una muta su misura in liscio spaccato , tenete in considerazione che dovrà essere motlo aderente. Pertanto chiedete al vostro artigiano di fiducia di stare stretto con le misure. A tal proposito è sempre meglio avere un contatto dal vivo, anche se spesso ciò non è possibile.
Quando fate asciugare la muta evitate di lasciarla al sole cocente, e badate a risciacquarla con acqua dolce soprattutto quando la riponete per più giorni.
PISCIARINO
L’urina nella muta era considerata fino a poco tempo fa un inconveniente inevitabile del nostro sport. Oggi non è più così.
Esiste infatti la possibilità di fare ( o farsi fare direttamente dal costruttore di fiducia ) un tubetto in neoprene all’altezza dell’inguine che ci permetterà di urinare fuori dalla muta. Il meccanismo è abbastanza semplice. Il tubetto deve avere un terminale a becco d’anatra (2 cm di neoprene incollato ai bordi nel finale). Questo funge da valvola che permette l’uscita dell’urina tramite apertura dei lembi di neoprene (spaccato) per pressione, e impedisce l’entrata di acqua fredda per aderenza.
BERMUDA
Come già detto sono dei pantaloncini corti che hanno la funzione di bloccare le fastidiose infiltrazioni d’acqua tra la giacca ed i pantaloni. Devono essere fatti con un neoprene molto morbido e sottile per non appesantire la pinneggiata. Li consiglio solo nei periodi invernali.

GUANTI
I guanti protettivi sono fortemente consigliati nella pesca in apnea. E’ fin troppo facile tagliarsi a contatto con le rocce o afferrando un pesce per toglierlo dall’asta. Senza contare la possibilità che gli elastici dell’arbalete ci scappino di mano in fase di caricamento con spiacevoli conseguenze sulla pelle. Per questi ed altri motivi i guanti sono d’obbligo. Quando la temperatura dell’acqua è superiore ai 16 o 17 gradi i materiali che andremo ad usare vanno dalla semplice stoffa rinforzata al neoprene sottilissimo da 1 mm. Nei periodi invernali useremo invece guanti in neoprene da 3mm, che possono arrivare anche a 5mm per le acque più fredde. Un buon bifoderato sarà più che sufficiente, anche se ne esistono ormai anche in liscio esterno e addirittura in liscio spaccato.

ULTIME NOVITA’
Un’interessante novità riguardo alle mute umide consiste nel così detto sandwitch. Ovvero un liscio spaccato sul quale viene incollata una fodera gommosa (eventualmente mimetica) che ha due funzioni principali. Da un lato aumenta la resistenza agli strappi e ai graffi, dall’altra consente di cucire esternamente la muta. In pratica ci offre un liscio spaccato un po’ meno elastico ma molto più resistente.
Igor Bisulli
[e-Training - Attrezzature] La muta – 1^ parte
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Tag: bermuda, calzari, corso di pesca in apnea, e-Training, Forza Tre, guanti, liscio spaccato, mimetismo, muta, muta mimetica, pisciarino, vestizione



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molto interessante e chiaro
solo che guardando il sommario i capitoli piu’ “pratici” mi sa che li leggeremo nel 2012.
Grazie comunque , grande iniziativa
ottimo lavoro
gran bel lavoro,complimenti
X Loris:
in effetti stavamo giusto pensando di pubblicare articoli del corso a saltare dai prossimi.
L’olio Johnson conterrebbe trielina?!
Guarda che la mia era casomai una domanda retorica.
L’olio Johnson non continene affatto trielina, quella serve per toglierne i residui grassi dal neoprene per consentire un’evantuale riparazione.
Mi scuso per la svista. Hai perfettamente ragione. La trielina serve per sgrassare.
Pensando al fatto che neanche la trielina serve contro l’uso di olii o creme….ho scritto che l’olio contiene trielina! Cheido venia.