La grande LECCIA, di Pietro Cascione

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LA LECCIA parente stretta della ricciola è un pesce molto vorace che si muove in continuazione sia al largo che vicino ai litorali. Spesso è protagonista nell’immaginario del pescatore subacqueo perché è consapevole che può incontrarla dovunque e quando meno se lo aspetta. Abbiamo deciso di parlare di questa preda con un Campione del Team Omer, CASCIONE PIETRO che ne cattura spesso ed ha acquisito una sicura esperienza in materia.

Ciao Pietro, parlaci un po’ di te e delle tue abitudini di pesca: come è iniziata questa passione, da quanto vai in acqua e che tipo di pescatore sei?
Ho iniziato da bambino seguendo mio padre prima con una fiocina a mano in cerca di polpi, seppie, sogliole e scorfani, poi con il mio primo fucile ho cominciato a prendere qualche pesce dinamico, tordi, cefali e saraghi, rigorosamente in tana. In seguito ho scoperto l’aspetto e sono arrivate anche le prede di rango, prima le spigole e poi tutte le altre fino al dentice, che oggi e il mio pesce preferito.

Pesco prevalentemente a Monopoli, dove vivo, e mi immergo con regolarità tutto l’anno, non ho una tecnica di pesca obbligata, ma in base alla stagione e alle condizioni meteo marine presenti imposto la battuta pronto a cambiare in qualunque momento. Da noi il fondale di grotto comincia intorno ai 10-12 metri fino a oltre i 30. Più a terra la roccia calcarea chiara si alterna a catini e lastre, quindi si possono attuare tutte le tecniche di pesca. I pesci più comuni sono i saraghi e poi in base alle stagioni spigole, cefali, dentici, cernie e le grandi Lecce.

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Iniziamo dunque con la più classica delle domande, dove possiamo incontrare la grande leccia?
E’ un vorace predatore che vive spesso in branchi formati da individui della stessa grandezza, va cercato in quelle zone ricche di mangianza, specialmente occhiate cefali e salpe. Sul grotto vanno cercati gli agglomerati di corallino più alti e spaccati che attirano i piccoli pesci di cui si nutre, mentre più in terra si devono cercare le zone dove girano tanti cefali. Cigli spaccati o catini comunicanti sono zone che i muggini frequentano ed è proprio in queste zone di basso fondale che prima o dopo la grande leccia si presenta.

Il suo incontro è sempre fortuito o ci sono degli elementi che ci possono far capire dove incontrarla?
Non si può impostare la battuta di pesca nei confronti di questo pesce perché non è che si incontri con tanta facilità. Spesso il suo incontro è legato al caso, ma la presenza di branchi di cefali e salpe in fermento è un chiaro segnale che un grosso predone è nei paraggi e quindi bisogna essere pronti.

Il fatto che sia un predatore la rende una preda facile?
Se si adottano gli accorgimenti giusti portarla a tiro è molto facile. Si tratta di un pesce spavaldo, che consapevole della sua forza non teme nulla e si precipita curiosamente su tutto. Capita a volte che il pesce con aria minacciosa, si avvicini molto e in quel caso il tiro non ha storia.

Spesso vediamo foto di catture eccezionali, quanto può arrivare a pesare?
Dalle mie parti si pescano spesso pesci dai 15 ai 25 kg mentre l’esemplare più grande pesava 33 kg. Ho visto che il record di cattura della specie che vive anche in atlantico è di 70 kg. In mediterraneo è stata catturata una di 40 Kg in Spagna.

Il tuo record personale?
Ne ho prese tante dai 15 ai 25 Kg, ma il mio record è di 28 kg. E successo qualche anno fa, era novembre e dopo una violenta mareggiata decido di andare a pescare, l’acqua era molto torbida, c’erano circa 2-3 mt di visibilità. Mi stavo recando a pinne su un basso fondo dove speravo di trovare le spigole. Tenevo spesso la testa fuori dall’acqua per controllare le mire a terra. Ero arrivato sul punto e dopo il controllo a terra, ero sicuro di avere centrato la zona. Nel rimettere la testa in acqua sotto di me nuotava un’enorme leccia vista per pochi istanti a causa dell’acqua torbida. Senza perdere il controllo mi immergo in lenta discesa e mi apposto sul fondo con la quasi certezza di vedere l’enorme testa sbucare all’improvviso.

Dopo pochi secondi vedo fuggire ogni forma di vita e presentarsi un ombra gigantesca. La leccia mi punta diritta e poi mi gira intorno quasi soddisfatta della sua curiosità. Avevo solo quell’istante per premere il grilletto ed istintivamente lascio partire il tiro. Mi aspettavo una reazione violenta e invece niente, tutto immobile. Comincio a recuperare la sagola convinto che fosse successo qualcosa di negativo, mi aspettavo di vedere il filo senza l’asta attaccata. Invece ad un certo punto sento il filo in trazione e recupero il grande pesce che era perfettamente fulminato dal mio arbalete da 75 con asta da 6.3mm. Appendo il pesce al pallone (si fa per dire) e torno al segnale delle spigole, mi ventilo e scendo, mi apposto e in un attimo sono circondato da un branco di Lecce tutte enormi. Resto a guardare meravigliato e mentre decido se sparare o meno, mi rendo conto che per oggi potevo già ritenermi più che soddisfatto.

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Più facile incontrarla in poca acqua o in profondità?
Sicuramente è più facile incontrarla in acqua medio bassa e solo una volta, mi e capitato di spararne una grossa a 26 mt.

Si aggrega ad altri pesci?
No mai, sola o in branco tutte della stessa pezzatura.

Agguato o aspetto?
Entrambe le tecniche vanno bene, dipende dal posto e dalle condizioni. Diciamo che in acqua bassa va bene l’agguato con piccoli aspetti finali, in medio fondo meglio l’aspetto classico. Un consiglio: se durante l’aspetto la leccia sta sfilando velocemente fuori tiro, non spolmoniamoci con apnee lunghissime tanto non torna indietro, meglio provare ad andare lentamente noi incontro al pesce, senza muovere le pinne ma tirandoci con la mano libera , spesso funziona e vedremo la leccia girarsi e venirci incontro.

I momenti migliori?
In Puglia i primi avvistamenti accadono a fine agosto e aumentano un poco alla volta per raggiungere il culmine nei mesi di ottobre e novembre, le ultime si pescano la prima settimana di dicembre. Le condizioni migliori sono sicuramente le scadute delle mareggiate, con acqua torbida e mangianza in movimento. Ho notato che l’orario non ha molta importanza per questo pesce comunque il tramonto resta il momento della giornata più proficuo.

Situazione tipo, siamo all’aspetto su medio fondale e sbuca un leccione di 20 kg. Che fucile serve?
L’arma è fondamentale perché non importa quanto sia lunga, ma come viene allestita. Naturalmente a seconda della visibilità cambia anche il tipo di fucile. Fondamentale è l’asta che deve essere molto appuntita e assolutamente robusta, per evitare che la forza del pesce la possa spezzare. Il mulinello deve essere efficiente e caricato con sagola in dyneema perchè la leccia una volta colpita striscia sul fondo cercando di liberarsi.

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Tu adotti attrezzature particolari?
No, uso attrezzature di serie a patto che siano allestite bene. Attualmente la mia arma preferita è un Omer Cayman HF, un fucile che unisce un brandeggio eccezionale ed  una massa sufficiente ad evitare il rinculo. Le gomme sono potenti e l’asta molto robusta. Unico accorgimento è quello di montare sul mulinello una sagola in dyneema rossa da 320 kg che mi fa sentire molto sicuro nella lotta con il pesce.

Il mimetismo è importante?
Per le Lecce non è fondamentale, ma sicuramente aiuta. Naturalmente tutto dipende dal fondale e da dove uno si nasconde. Dietro ad un ottimo riparo il mimetismo serve di meno, ma alcune volte senza grandi ripari direi che è un grande vantaggio essere mimetici.

Ricordi un episodio particolare legato alla cattura di una leccia?
Una volta vado a mare dopo una mareggiata in scaduta. Era ottobre e decido di fare un po’ di agguato in acqua molto bassa, nella risacca. La visibilità era scarsa, non più di un metro e mezzo. Impugnavo un Omer Cayman 65 senza mulinello proprio perché immaginavo di cacciare spigole e cefali ed il mulinello ingombrava. Mentre facevo un aspetto in un catino roccioso in soli due metri di profondità, mi sfila di lato una grossa leccia, sparo cercando di fulminarla ma dopo un attimo mi ritrovo con fucile e asta senza pesce attaccato.

Evidentemente l’asta non aveva bucato il pesce, una vera disdetta, ma con un fucile cosi piccolo non potevo pretendere di più. Forse potevo tentare il tiro in una zona più facile da bucare ma senza mulinello non avrei avuto speranze. Continuo la mia battuta di pesca e dopo altri due o tre aspetti, mi appoggio sul fondo e vedo poco distante da me dei bagliori, mi avvicino curioso e con grande meraviglia trovo la leccia moribonda che vibrava. Le avevo rotto la spina e non nuotava più! Un altro colpo ed il pesce era finalmente catturato, puoi immaginare la gioia che si prova a perdere e poi ritrovare un pesce del genere.
Alla bilancia pesava 14 kg.

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Intervista, foto ed impaginazione a cura di Marco Bardi e Lorenzo La Manna.



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8 Commenti a “La grande LECCIA, di Pietro Cascione”

  1. Francesco scrive:

    Belle catture! Bravo

  2. Luciano scrive:

    Complimenti, gran catture!!!

  3. francesco scrive:

    Pietro sono Francesco da Bari, vorrei sapere possibilmente dove posso cacciare le grosse leccie dalle mie pari, dato che non ne ho vista mai una dopo tanti anni di attività.
    Complimenti, GRANDEEEEEEEEEEEE

  4. Gennaro scrive:

    Vorrei fare un corso…mi dai qualche informazione a riguardo?

  5. Lore scrive:

    Ciao Gennaro , per i corsi puoi consultare l’apposita sezione: http://www.ilovepescasub.com/annunci/category/corsi-e-stage

  6. Damiano scrive:

    Ciao ragazzi sono di carovigno, quest anno la prima Lecce lo catturata il 25 agosto 10 kg il giorno prima una Sui venti chili sparata in coda lo persa, comunque si trovano ovunque lungo la Puglia anche in mezzo metro di acqua

  7. ALFREDO scrive:

    Sono Alfredo da Polignano a mare,scrivo a te Cascione Pietro per avere un consiglio su cosa montare come elastico,oppure doppi elastici sul mio omer cayman hf 75 camu con fusto a forma di seppia,ora monto un singolo elastico che e veloce in partenza ma perde in lunghezza come penetrazione,soprattutto se dovessi incontrare come te una leccia,oppure una ricciola,e poi credi che abbia fatto un buon acquisto prendendo un 75 come misura?io comunque pratico il sotto costa e il basso e medio fondo,grazie delle tue inserzioni e di quello che spero mi scriverai e di cui faro tesoro,ciao.

  8. ALFREDO scrive:

    Ciao pietro,sono Aalfredo da polignano a mare,spero che abbia ricevuto la mail che ti mandai alcuni giorni orsono,aspetto e spero che mi risponda,grazie.