La nobile arte dell’arbageppetto: Fabrizio Scasciafratti in arte “persiko”

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“Iniziare la nobile arte dell’arbageppetto è qualcosa che nasce dal profondo.”

Quando entrai in un negozio con la consapevolezza che il mondo della pescasub fosse fatto tutto di plastica e neoprene, mi accorsi invece che anche il legno aveva la sua buona ragione di esistere, concretizzata in quell’ arbalete  immobile nella rastrelliera in mezzo a fratelli d’ alluminio plastica e carbonio; esaltato da quei colori che lo rendevano decisamente diverso oltrechè assolutamente bello.

Ne uscii con un bell’ oggettino all’ ultima moda molto più economico di quel sogno color mogano, ma con la consapevolezza del “si può fare!”

Venne poi la fase dello studio, del saper tutto quello che c’è da sapere prima di dare forma a quel pezzo di legno, come un vero geppetto, magari più evoluto, ma la rete offriva ben poco se non qualche informazione coronata da foto sfocate e (questo si!) un bel tomo di teoria dal sito del “Maestro”.

La fase teorica durò poco, mal digerita dalle mani che volevano passare direttamente all’ azione e così detti il via all’opera prima; un coso bitorzoluto e stravagante nelle foto, decisamente brutto rispetto al sogno che ancora girovagava nei meandri del mio cervello, ma comunque efficace, tanto, che presto abbandonai il gioiello all’ ultima moda per studiare nella pratica quello che doveva essere, secondo la mia mente bacata il legno ideale.

Venne poi il secondo, poi il terzo e così via fino a raggiungere l’olimpo e una nutrita serie di modelli nella rastrelliera: il sogno era coronato e tanti pinocchietti aspettavano solo il loro turno per entrare in acqua come concubine in un harem.

Questa la mia storia, ma è anche la storia di molti, di tutti quelli che decidono all’ improvviso di toccare con mano la gioia di pescare con un attrezzo creato con le proprie mani e talvolta i dolori di non aver raggiunto il risultato sperato.

Perchè, se è certa la voglia di farlo, non altrentanto lo può essere il risultato.

Oggi è ben più semplice arrivare ad un buon livello di realizzazione rispetto al passato; o perlomeno, le informazioni reperibili sono tante e molteplici che si possono saltare direttamente quei passaggi tipici della sperimentazione del neofita che i primi arbageppetti hanno dovuto affrontare.

Arbageppetto… la prima volta che saltò fuori questa parola si discuteva appunto sul forum di BluWorld di come realizzare un legno in casa ed appunto uscì fuori il teorema: arbalete + geppetto, un termine che ha fatto la storia degli ultimi cinque anni della pescasub.

Tra entusiasti sperimentatori  e molteplici detrattori continua la saga di chi racchiude le sue idee a proposito di balistica delle armi subacquee, coefficienti d’ attrito, peso dell’ asta etc. in oggetti che, specie negli ultimi tempi, hanno raggiunto livelli tecnico estetici di assoluta eccellenza; con uno scambio di informazioni tese allo sviluppo collettivo di quello che rappresenta ancora il mezzo unico per catturare pesci sott’ acqua.

E questo connubio tra il vecchio (lavorare il legno a mano) e il nuovo che avanza (web) ha creato una sinergia che ha portato ad allargare il fenomeno contagiando una molteplicità di persone che mai si immaginavano di saper segare, raspare e lucidare un coso di legno; concentrando inoltre tutte le informazioni reperibili in modo da disperdere il meno possibile il sapere.

E’ appunto il rendere disponibili a tutti le informazioni e conoscenze acquisite che mi portò a realizzare un sito dedicato e come me tanti altri, con sequenze operative come e meglio di un manuale, e forum che hanno aperto rubriche apposite (qualcuno anche se con malumore si è dovuto adeguare) dove sviluppare progetti, idee e suggerimenti; oppure gallerie di realizzazioni dove l’estro la fa da padrone: la scelta è veramente ampia e tutto sembra molto semplice, ma in realtà non è così.

Le prime difficoltà nascono già dal luogo dove lavorare, dagli attrezzi di cui si dispone, dal tempo e sopratutto dalle capacità manuali di cui si dispone.

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E’ pur vero che l’ appetito vien mangiando e quante volte mi è capitato di realizzarne uno e pensare già a quello successivo. Per me era semplice, avevo un localino apposito, una bella schiera di attrezzi, le giuste conoscenze sui materiali e due mani che sapevano già cosa fare prima che la testa gli desse l’imput.

Non per tutti è però così, ed ecco che ti si presenta l’ amico supplichevole che vuol vedere realizzata la sua idea, magari perchè le sue mani sono brave a frugare nelle tane ma un pò meno con la raspa in mano.

E forse questo è l’aspetto più stimolante per chi dispone di capacità manuali non comuni, e la più grande soddisfazione fu proprio quella, oltre della prima cattura con legno autocostruito, di vedere gli occhi dell’ amico umidi di fronte al concretizzarsi della sua idea e del dargliela in tutto il suo massello lamellare.

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Esiste poi il lato meramente economico che merita una valutazione ed attenzione particolari; dovuti al fatto che i  materiali non costano poco ed il più delle volte, vedi la resina o la vernice, vengono venduti in quantità comunque esagerate per un solo legno, il che rende l’ impresa se non ardua, perlomeno non economicamente conveniente rispetto al risultato possibile.

In questo però da qualche anno rispetto al passato s’è fatto un passo avanti per esempio nei meccanismi di scatto, con un’ offerta notevole sia per qualità che per costo.

Laddove il primo arbageppetto rimediava alla carenza smontando da vecchi fucili grilletti e noci di scatto adattandoli poi ad hoc nei fusti in legno, fino all’ autocostruzione del  meccanismo stesso (cosa che non mi trova d’accordo per motivi legati alla sicurezza), oggi è possibile acquistare a prezzi abbordabili meccanismi dello stesso livello qualitativo di quelli presenti in legni blasonati.

Mi sono sempre chiesto se tutto questo abbia causato dei danni a chi costruisce arbalete in legno di professione.

La risposta di un noto costruttore romano a domanda in questo senso fu negativa. In fondo per un autocostruito si possono spendere circa un centinaio di euro di materiali, mentre per un buon legno occorre moltiplicare per quattro la cifra e non tutti se lo possono permettere, e poi la passione non ha prezzo ed è quello il valore aggiunto che ci si porta in acqua.

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Complimenti ancora a Fabrizio per i suoi capolavori in legno.
Per chi volesse cimentarsi nella realizzazione può visitare il completissimo sito di Fabrizio www.arbalegno.com, dove è descritto passo dopo passo tutto il procedimento per realizzare in casa un arbalete in legno.

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5 Commenti a “La nobile arte dell’arbageppetto: Fabrizio Scasciafratti in arte “persiko””

  1. Dario Cdj scrive:

    Mi viene una voglia di farlo da non averne idea !

  2. zim scrive:

    non vorrei essere il pesciolino…..complimenti all’artista, sei veramente bravo!

    grazie per avermi illuminato ….

  3. Tiziano scrive:

    Io sono un neo pescatore e un giorno senza ne anche saperlo sono capitato sul tuo sito dove illustri la costruzione dell’arbalete,cosi ho iniziato prendendo spunto da quello che ho visto da te.
    Ora un pò per tempo un pò per pensare mi sono evoluto,diciamo che faccio degli arbalete niente male,con una tecnica che richiede il menosprco di legno possibile, e abbinando i vari pezzi con gia la forma i buchi dell’arbalete e tutto quello che serve per la costruzione,un giorno ti mandero una foto.
    Cmq grazie per le tue utili informazioni sei ingamba

  4. Pierpilot scrive:

    Carissimo Fabrizio,
    ho appena letto l’ articolo in cui narri la tua storia di “arbageppetto”.
    Anzitutto vorrei complimetarmi per la ricchezza del linguaggio da te usato, che denota una cultura non comune.
    ARBAGEPPETTO…..già, nulla di più azzeccato per definire chi, noncurante dell’ ignoto, si accinge per la prima volta a costruire il proprio legno; ancor più se, come da te così forbitamente accennato nell’ articolo di ci sopra, costui si cimenta senza l’ ausilio di alcuna guida, pur consapevole degli sforzi che dovranno essere profusi nella “ricerca e sviluppo”.
    Mi accingo anch’ io ad intraprendere questa difficile arte, e non nascondo la mia intenzione di avvalermi delle preziose linee guida reperibili sul web, pur facendo solenne promessa di profondere tutta la fantasia di cui sarò capace per far si che la mia futura prima “creazione” sia il più possibile originale, pur nella sua inevitabile semplicità.
    Ti ringrazio per avermi spronato.
    Bon tutto, e complimenti per i tuoi capolavori….MAESTRO.
    Ciao.
    Pier.

  5. persiko scrive:

    eh no!!! maestro proprio no, appassionato si!
    L’ intento del sito non era proprio quello di spronare, ma sicuramente di informare e magari coinvolgere.
    Visto che tutt’ oggi ricevo mail su consigli e pareri, credo che lo scopo sia stato raggiunto; e la soddisfazione è grande, tantopiù che parliamo sempre di un’ attività no-profit senza neanche uno sponsor piccolo piccolo.
    Mi spiace solo che le cose della vita non mi consentono al momento di aggiornare e proporre novità.
    Le idee ci sono ed aspettano solo il tempo giusto.
    A presto ed un grazie alla redazione per l’ ospitality
    ciao

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