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	<title>I love pesca sub &#124; pesca sub, apnea, agonismo, eventi, attrezzature, interviste, racconti, foto e video di pesca in apnea</title>
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	<description>pesca sub, apnea, agonismo, eventi, attrezzature, interviste, racconti, foto e video di pesca in apnea</description>
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		<title>Aggiornato il decreto legislativo sulla pesca</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[decreto legislativo sulla pesca]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta Ufficiale]]></category>
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		<category><![CDATA[Pesca non professionale]]></category>

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E&#8217; stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio il nuovo decreto legislativo riguardante la pesca e l&#8217;acquacoltura.

Le novità principali riguardano i pescatori professionisti che avranno una &#8220;licenza a punti&#8221;. Punti che potranno essere sottratti in base alla gravità dell&#8217;infrazione fatta, un pò come per la patente. La parte che ci riguarda è racchiusa nell&#8217;articolo [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/gazzetta-ufficiale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11237" title="gazzetta-ufficiale" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/gazzetta-ufficiale.jpg" alt="gazzetta-ufficiale" width="470" height="100" /></a></p>
<p>E&#8217; stato pubblicato sulla <strong>Gazzetta Ufficiale</strong> del 2 febbraio il nuovo <strong>decreto legislativo</strong> riguardante la <strong>pesca e l&#8217;acquacoltura</strong>.</p>
<p><span id="more-11235"></span></p>
<p>Le novità principali riguardano i pescatori professionisti che avranno una &#8220;licenza a punti&#8221;. Punti che potranno essere sottratti in base alla gravità dell&#8217;infrazione fatta, un pò come per la patente. La parte che ci riguarda è racchiusa nell&#8217;articolo 6 &#8220;Pesca non professionale&#8221;, eccolo qui di seguito:</p>
<p><strong>Art. 6 &#8211; Pesca non professionale</strong><br />
1. La pesca non professionale è la pesca che sfrutta le risorse acquatiche marine vive per fini ricreativi, turistici, sportivi e scientifici.</p>
<p>2. La pesca scientifica è l&#8217;attività diretta a scopi di studio, ricerca, sperimentazione, esercitata dai soggetti indicati nel capo III del titolo I del decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639.</p>
<p>3. Sono vietati, sotto qualsiasi forma, la vendita ed il commercio dei prodotti della pesca non professionale.</p>
<p>4. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sono definite le modalità per l&#8217;esercizio della pesca per fini ricreativi, turistici o sportivi, al fine di assicurare che essa sia effettuata in maniera compatibile con gli obiettivi della politica comune della pesca.</p>
<p>5. La pesca con il fucile subacqueo o con attrezzi similari è consentita soltanto ai maggiori di anni sedici.</p>
<p>Potete leggere e scaricare l&#8217;intero documento qui:<strong><a href="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/decreto-legge-pesca.pdf" target="_blank"><br />
Download decreto legge pesca e acquacoltura</a></strong></p>


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		<title>Le novità di Massysub</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
				<category><![CDATA[news e comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[attrezzatura sub]]></category>
		<category><![CDATA[Massy Sub]]></category>
		<category><![CDATA[Massysub]]></category>

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		<description><![CDATA[

Mute umide
Nuove mute umide in neoprene Sheico bielastico di alta qualità. Giacca con  cappuccio incorporato a taglio preformato per essere indossata al  meglio. Gli incollaggi sono realizzati con estrema cura utilizzando  colle resistenti ai raggi UV e alla salsedine. Cuciture a doppio filo non passanti ad alta resistenza alle abrasioni. Rinforzi in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3448" title="massysub" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/massysub.jpg" alt="massysub" width="470" height="159" /></p>
<p><span id="more-11073"></span></p>
<p><strong>Mute umide</strong><br />
Nuove mute umide in neoprene Sheico bielastico di alta qualità. Giacca con  cappuccio incorporato a taglio preformato per essere indossata al  meglio. Gli incollaggi sono realizzati con estrema cura utilizzando  colle resistenti ai raggi UV e alla salsedine. Cuciture a doppio filo non passanti ad alta resistenza alle abrasioni. Rinforzi in supratex anti taglio su gomiti e ginocchia, su richiesta  pisciarino e su misura, scheda e dettagli <a href="http://massysub.it/mute.html" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">qui</span></strong></a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3449" title="mute-massysub" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/mute-massysub.jpg" alt="mute-massysub" width="470" height="200" /></p>
<p><strong>Specifiche tecniche fusti in fibra di carbonio</strong><br />
Costruzione metodo Wrapping con fibre di carbonio pre impregnate con resina epossidica. Il tessuto di carbonio viene avvolto sopra un mandrino metallico e raggiunto lo spessore stabilito si procede a compattare il materiale con una nastratura di polipropilene, completata la nastratura, si mette il tutto in autoclave ad una pressione di 7 bar a temperatura di 125° per 90 minuti, finito il ciclo si procede ad estrarre il manufatto dal mandrino a mezzo di un estrattore oleodinamico. I fusti standard hanno un diam. interno di 26 mm e un diam. esterno di 30,3mm. Il materiale utilizzato è carbonio toray HS T700 preimpregnato con resina tenacizzata e lo spessore del fusto è composto da carbonio unidirezionale con finitura di tessuto di carbonio 200gr/mq 3K armatura Twill.</p>
<p><a href="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/pinne-massysub.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11241" title="pinne-massysub" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/pinne-massysub.jpg" alt="pinne-massysub" width="470" height="207" /></a></p>
<p><strong>Specifiche tecniche pale in fibra di carbonio per pinne</strong><br />
Le nostre pale sono compattate in autoclave alla pressione di 7 bar a temperatura di 125° per 90 minuti. Il materiale utilizzato è tessuto di carbonio 200gr/mq 3k toray hs T700 armatura Twill preimpregnato con resina tenacizzata. La stratificazione è stata studiata in modo da conferire alla pala una flessione graduale.</p>
<p>Il catalogo completo su <a href="http://www.massysub.it" target="_blank">www.massysub.it</a></p>


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		<title>Record sotto il ghiaccio: Tomasi ci prova</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jimmy</dc:creator>
				<category><![CDATA[apnea]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[apnea sotto il ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[lago Santo di Cembra]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Tomasi]]></category>
		<category><![CDATA[record mondiale di apnea]]></category>
		<category><![CDATA[Şahika Ercümen]]></category>

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		<description><![CDATA[[ 12 febbraio 2012; ] 

Ancora una volta Michele Tomasi protagonista con un nuovo tentativo di record mondiale di apnea sotto i ghiacci... un record da brivido!

Il 12 febbraio 2012 presso il lago Santo di  Cembra Michele Tomasi proverà a  battere l'attuale record di 110 mt, di proprietà dall'atleta turca Şahika Ercümen conquistato nel lago Waissensee, Austria (le [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11224" title="record-ghiacci" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/record-ghiacci.jpg" alt="record-ghiacci" width="470" height="210" /></p>
<p>Ancora una volta <strong>Michele Tomasi</strong> protagonista con un nuovo tentativo di <strong>record mondiale </strong><span><strong>di apnea</strong> sotto i ghiacci&#8230; un record da brivido!</span></p>
<p><span><span id="more-11219"></span></span><span>Il 12 febbraio 2012 presso il lago Santo di  Cembra <strong>Michele Tomasi</strong> proverà a  battere l&#8217;attuale record di 110 mt, di proprietà dall&#8217;atleta turca <strong>Şahika Ercümen</strong> conquistato nel lago Waissensee, Austria (le foto dell&#8217;evento <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hk_XH9VDJ6Y" target="_blank">qui</a></span>).<br />
<span> </span></p>
<p><span><strong>ECCO COME FUNZIONA</strong></span></p>
<p><span>Il lago ghiacciato dovrà avere uno spessore almeno di 30 cm per far si che il record sia validato, verranno creati due fori, uno servirà a Michele come punto di partenza (preparazione) il secondo punto stabilito sarà quello di uscita. Ovviamente durante tutto il percorso non ci saranno altre via d&#8217;uscita, però ci sarà l&#8217;assistenza (oltre ad un cavo guida) per evitare qualsiasi problema della performance.</span></p>
<p><strong>CHI PUO&#8217; ASSISTERE?</strong></p>
<p><span>Tutte le persone interessate potranno assistere alla performance di Tomasi.</span></p>
<p><span><img class="alignnone size-full wp-image-11225" title="record-ghiacci-tomasi" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/record-ghiacci-tomasi.jpg" alt="record-ghiacci-tomasi" width="300" height="426" /><br />
</span></p>
<p><span><em>Forza Michele siamo con te!</em><br />
Jimmy Muzzone<em><br />
</em></span></p>


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		<title>Amicizia in mare? Si grazie!</title>
		<link>http://www.ilovepescasub.com/interviste/2012/02/amicizia-in-mare-si-grazie/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
				<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Colonna]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Santa Maria di Leuca]]></category>
		<category><![CDATA[pesca calabria]]></category>
		<category><![CDATA[pesca sub ricciole]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Terranova]]></category>

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Intervista a Roberto Terranova
Esiste un posto sul litorale Jonico calabrese, esattamente sulla via principale di Cirò Marina, nota località turistica in provincia di Crotone, dove a parlare di pesca in apnea, non sono i nostalgici annoiati dalla lunga immobilità invernale, ma invece le incantevoli istantanee impresse su carta fotografica, messe in mostra sulle pareti di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11154" title="roberto-terranova" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/roberto-terranova.jpg" alt="roberto-terranova" width="470" height="200" /></p>
<p><strong>Intervista a Roberto Terranova</strong></p>
<p><strong><span id="more-11150"></span></strong>Esiste un posto sul litorale Jonico calabrese, esattamente sulla via principale di Cirò Marina, nota località turistica in provincia di Crotone, dove a parlare di pesca in apnea, non sono i nostalgici annoiati dalla lunga immobilità invernale, ma invece le incantevoli istantanee impresse su carta fotografica, messe in mostra sulle pareti di un negozio di attrezzature per la pesca. Percorrendo tale via, poco prima della piazza centrale del Paese, infatti, si arriva in questo emporio della pesca, all’interno del quale si resta incantati da queste fantastiche testimonianze di ferrata maestria. Proprio attraverso queste foto ho avuto modo di conoscere Roberto Terranova, pescatore Romano di 53 anni di origine calabrese. Non è stato facile rintracciare Roberto dal momento che, i frequenti viaggi di lavoro, rendono questo “grande pescatore” davvero molto impegnato. Tuttavia, una volta preso contatto diretto con lui, è apparso subito chiaro il suo desiderio e la sua disponibilità di condividere una delle sue grandi passioni.</p>
<p><strong>Allora Roberto, chi è il tuo maestro?</strong><br />
Il mio maestro è stato il tempo e il mare. Dopo 40 anni dedicati alla pesca, posso affermare che il tempo ha forgiato la mia esperienza, e il mare la mia passione. L’esperienza è elemento essenziale per diventare un buon subacqueo, più delle doti fisiche e caratteriali di ognuno di noi. Sin da piccolo sono stato un pescatore solitario (da lì sono nate le mie prime bugie ai miei genitori che erano terrorizzati da questo sport per la sua pericolosità e per il fatto che lo praticavo sempre da solo) per cui ogni cosa che scoprivo era frutto della mia caparbietà che mi portava a restare in acqua per molte ore consecutive, riuscendo a trarre sempre nuove strategie e metodi di cattura. Da ragazzo, nonostante la mia continua ricerca di un compagno, rimanevo un pescatore solitario anche perché poche persone di mia conoscenza erano disposte ad alzarsi presto, spostarsi in auto anche per lunghe tratte e stare fuori fino a sera. Alcuni, addirittura, venivano una volta a pesca con me e non li rivedevi più. Ciò deriva dal fatto che la pesca in apnea, oggi come allora, è uno sport duro, uno sport che ti mette sempre alla prova, sempre pronto a limarti le parti spigolose del carattere.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11151" title="cernia-old" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/cernia-old.jpg" alt="cernia-old" width="470" height="350" /></p>
<p><strong>Cosa ti spinge, oggi, ad entrare in acqua e perché?</strong><br />
Da molti anni, ho riscoperto il piacere di condividere le pescate insieme ad amici e devo confessare che l’amicizia oggi è il <em>leitmotiv</em> di tutte le mie uscite in mare. Mi è capitato tantissime volte di ritrovarmi io e il mio carniere, senza la possibilità di gioire insieme a qualche amico pescatore. Alcune delle mie prime <em>performance</em>, infatti, nessuno le ha mai potuto vedere tranne che attraverso le fotografie, raccolte in un album e custodite gelosamente da quando avevo 13 anni, che ritraggono le mie migliori pescate. Riesco a ricordare anche i momenti della cattura proprio grazie alle singole foto che ogni tanto capita di rispolverare e che mi fanno rivivere quei ricordi rimasti senza dubbio indelebili nella mia mente. Quindi, oggi preferisco andare a pesca in compagnia, soprattutto per la gioia di spartire ed esternare le mie emozioni con qualche vero amico, su cui puoi veramente contare in qualsiasi situazione. Si perchè il mare, o meglio la pesca, unisce e divide mettendo a dura prova la vera amicizia.</p>
<p><strong>In maniera molto simpatica il viaggio da Roma fino in Calabria è considerato, dai calabresi stessi, come la tratta della speranza. Tu che da Roma percorri spesso questo tragitto, come lo consideri?</strong><br />
Aldilà dei percorsi a slalom, per me resta la tratta della felicità. Cirò Marina mi ricorda molto la mia infanzia, i miei nonni, i miei amici e la mia gioventù. Non mi faccio certo intimorire dai 600 km o dalle 8/10 ore di viaggio che mi dividono da un luogo dal carico emozionale così vasto e ricco.</p>
<p><strong>Tra il promontorio Japigium di Capo Santa Maria di Leuca e Capo Colonna, si chiudeva, in epoca antica, una fascia litorale che, nella Magna Grecia, ebbe splendore e gloria di primissimo piano. Un punto in cui storia e civiltà si sono strettamente saldate e hanno dato vita ad una pagina importante dell’Italia meridionale. </strong></p>
<p><strong>Quanto ti affascina il tratto della costa jonica tra Punta Alice e Capo Colonna?</strong><br />
Conosco molto bene il tratto che va da Amendolara fino a Capo Rizzuto: posti davvero selvaggi e ricchi di pesce, almeno fino a qualche decennio fa. Ora, invece, è una costa che affascina dal punto di vista turistico e per le acque ancora molto pulite, ma non è più il mare pescoso di una volta e non c’è più la costa caratteristica che ricordo da bambino. L’uomo ha invaso e costruito ovunque. Questa è la storia comune a tutti i mari del Mediterraneo, non solo della tratta in questione. Anche Capo Rizzuto, oggi Parco Naturale da oltre di 10 anni, non si è ripopolato come molti si aspettavano. I controlli dell’area marina protetta sono ridotti ai pochi mesi estivi e solo a scapito del “povero” pescatore subacqueo che invece è l’unico a non danneggiare le specie ittiche. Purtroppo questo ancora non lo ha capito chi ci governa. Si dovrebbe, invece, prendere spunto da realtà con molta più esperienza, come per esempio la Corsica, in cui i parchi sono veramente controllati tutto l’anno e messi a rotazione, dando la possibilità, anche se con delle limitazioni, di continuare a pescare.</p>
<p><strong>Che rapporti hai con i pescatori del luogo?</strong><br />
Ho in genere un rapporto molto buono con i pescatori che rispettano il mare e, a Cirò Marina, ce ne sono davvero tanti. Ahimè! devo dividere la categoria dei pesca sub in due fasce. Una fascia  è costituita da pescatori in apnea seri con i quali condivido la passione per la pesca e mi confronto circa le attrezzature ed i metodi per migliorarsi. Non nascondo che, durante le mie chiacchierate con i pesca sub, c&#8217;è sempre un pizzico di segretezza rispetto ai posti che abitualmente preferisco battere. Purtroppo, l&#8217;altra fascia,  è composta da pescatori che utilizzano dei sistemi meno sportivi di quelli che utilizzo io. Di questi, non condivido i loro modi perché non rispettano il mare. Parlo, quindi, di coloro che utilizzano metodi di pesca quali le bombole, lo strascico sotto costa e le reti non regolari, tutte pratiche che distruggono il normale ciclo biologico marino.</p>
<p><strong>Ti immergi quasi tutto l’anno e in diversi punti del Mediterraneo. Quale criterio di ricerca adoperi per la scelta di un buon punto per l’immersione?</strong><br />
Un buon subacqueo bisogna che abbia molta pazienza e perseveranza nella ricerca del pesce. La diminuzione della fauna marina, rispetto a vent’anni fa, ha fatto si che molti pescatori oggi tornino spesso a carniere vuoto. Per questo motivo, dedico molto del mio tempo alla ricerca e sono ormai 15/20 anni che studio le batimetrie, la posizione geografica del posto, le carte nautiche, le caratteristiche morfologiche della costa, sfruttando anche qualche piccola informazione segreta di un anziano pescatore. Tutto ciò può rivelare davvero tanto rispetto a quello che realmente si nasconde oltre la superficie del mare. L’ecoscandaglio è, in aggiunta, uno strumento fondamentale al tipo di ricerca che effettuo da anni. Non è sufficiente possederne uno, ma bisogna abilmente interpretarlo. Tale apparecchio mi permette, in seguito al settaggio dei vari parametri, di scegliere valori di scale diversi in rapporto alla profondità e di passare dall’impostazione automatica a quella manuale. Così facendo, riesco a far coincidere la scelta operata con le necessità di pesca. I risultati mi hanno permesso, finora, di ricercare massi e guglie isolati anche nella nostra zona. Il classico disturbo che si ottiene, per esempio, quando si è sopra il cappello di una secca, può essere interpretato in modi diversi, ma un occhio più attento, al contrario, può leggerci ben altro ad iniziare dal tipo di struttura del fondo marino che sia roccia compatta, roccia spaccata o alghe. Se opportunamente tarato, può essere rilevata anche la presenza di mangianza, e secondo la sua disposizione si può intuire se il posto è buono per qualche aspetto. Sono piccole accortezze che io annoto trascrivendone i punti, per tornarci e magari pescare in caduta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11152" title="cernialata" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/cernialata.jpg" alt="cernialata" width="470" height="370" /></p>
<p><strong>Secondo Eraclito, noto filosofo greco, la ricerca interiore rivela profondità infinite che non si esauriscono mai. Da buon pescatore in apnea, ti sei mai immerso dentro te stesso?</strong><br />
Guardarsi dentro aiuta a capire se stessi e a volte anche gli altri, per cui è una cosa che faccio ogni volta in cui ritengo che l’aiuto possa venire solo da me stesso, ma anche quando ho il desiderio di sognare con qualche mia fantasia. Non ti nascondo che qualche volta, dopo una bella cattura, mi immergo nuovamente dentro me stesso per rivivere le emozioni provate anche quando la cattura non va a buon fine. Nel sogno, però, c’è sempre un buon finale per le mie pescate. Durante la pesca, quando mi immergo, sono concentrato e faccio bene quello che mi sono programmato di fare. Nella vita personale, lavorativa e di tutti i giorni, utilizzo lo stesso criterio e cerco di scindere le cose giuste da quelle sbagliate.</p>
<p><strong><em>… ritorniamo con le pinne in mare …</em></strong><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Esiste qualche secca o qualche posto che ti emoziona in maniera particolare?</strong><br />
La fascia jonica non è un mare di secche. Ce ne sono però alcune bellissime, segnate anche sulle carte, ma difficilmente raggiungibili in apnea. Conosco delle zone molto belle e isolate qui a Cirò Marina, con tanta posidonia, posti che riescono a regalarmi quasi quindici cernie l’anno, tutte di grossa taglia e che quindi mi rendono fiero del mio operato. Esiste poi, al largo delle coste crotonesi, un posto che mi emoziona tantissimo: le piattaforme metanifere off-shore situate a 3 miglia dalla costa ad una profondità di -100 m. Le ho scoperte nel 2001, quando per caso ho sentito parlare di persone che andavano a pesca intorno ai grandi tubi delle piattaforme. Proprio intorno alla struttura metallica, ho provato l’emozioni più grandi della mia vita, non solo perché si riesce a quantificare la potenza del mare col suo color blu cobalto (quasi 100 m di profondità), ma anche perché ci sono dei pesci che non si trovano da nessun&#8217;altra parte. Nonostante ciò, riconosco il fatto che le piattaforme siano un luogo dove pescare è veramente impegnativo, con catture oltre i – 28 mt. Ci sono, infatti, correnti che ti spostano durante la discesa e la risalita il quale possono farti urtare ai grossi tubi. Ci sono pesci molto forti come le ricciole che possono addirittura trascinarti giù o farti rimanere impigliati nel cordino e in quei momenti nessuno può aiutarti. Un qualsiasi errore può risultare fatale. È un pesca che mi affascina e che da molte soddisfazioni ma necessita di tanta esperienza e di un’ attrezzatura impeccabile. Le piattaforme sono luoghi in cui la pesca è vietata dalle varie ordinanze del Compartimento Marittimo non perché è facile fare dei bei carnieri, bensì per motivi di sicurezza essendo luogo di lavoro e transito di molti bracci meccanici.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11153" title="ricciola-pesca-sub" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/ricciola-pesca-sub.jpg" alt="ricciola-pesca-sub" width="470" height="450" /></p>
<p><strong>Oltre alle attente analisi che fai prima di una battuta di pesca, volevo chiederti se segui il calendario siderale?</strong><br />
No, ho sempre sentito parlare dell’influenza delle fasi lunari sulla pesca, ma non ho mai creduto veramente a questo tipo di meccanismo, anche perché appena ho un pò di tempo, mi immergo anche solo per il piacere di farlo. Non sono mai riuscito a trovare un collegamento tra le mie belle pescate e le fasi lunari.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ti va di svelare qualche trucchetto a tutti gli amici di ILOVEPESCASUB?</strong><br />
Guarda, non ho trucchi da svelare (<em>Roberto sorride e intanto sorseggia per la prima volta quel che resta, ormai, dello Spritz scioltosi durante la lunga intervista</em>).</p>
<p>Se proprio devo dirne uno, il vero trucco  è nel mio carattere. Sono uno sportivo di natura e come tutte le discipline ho tratto dallo sport la determinazione nelle cose, la tenacia e la precisione per l’attrezzatura. Ecco, forse mi è scappato di bocca un altro trucco, cioè quello di non andare mai in acqua con l’attrezzatura che non sia al top. Basta un’asta storta o l’aletta un pò arrugginita o, ancora, un cavetto consumato per perdere il pesce della sua vita.</p>
<p><strong>Siamo in un periodo di crisi e aumenti dei costi delle attrezzature. Come ti difendi?</strong><br />
La manutenzione è l’unica via di salvezza. Ripulire, oliare, lavare, asciugare significa allungare la vita di ogni singolo attrezzo. Sono ormai anni che compro gli elastici al metro e non butto mai gli elastici che sostituisco. In genere, quando sostituisco l’elastico di un fucile più lungo, lo riutilizzo per un fucile più corto. Molte riparazioni le faccio in casa da me e cerco di difendermi quindi dal rincaro dei prezzi.</p>
<p><strong>Entrando in casa tua, si viene colpiti da un numero considerevole di foto e carte nautiche incorniciate. Mi spieghi che valore hanno per te?</strong><br />
Le carte nautiche mi ricordano il mare e tutto ciò che è mare mi dona serenità. Nella mia dimora estiva, ho incorniciato due carte nautiche: una, raffigura la parte che va da Punta Alice a Capo Colonna, l’altra, il Mediterraneo. Ogni tanto le utilizzo per far dei calcoli rispetto ai venti che soffiano su questa parte dell’Italia. Calcolo, inoltre, come sarà l’altezza dell’onda nei punti dove andrò a pescare o come sarà influenzato il mare da quel determinato tipo di vento in quella zona.</p>
<p><strong>Quanto è importante l’amicizia nella pesca in apnea?</strong><br />
Sono sempre stato un pescatore solitario. Uno dei difetti che accomuna noi pescatori è proprio quello di tenere segreti i posti di pesca, con il risultato di non riuscire a condividere con nessuno l’emozione che si prova durante il post cattura. Da circa vent’anni, ho superato questa fase della mia vita ed ho scoperto il piacere di andare a pesca insieme ad un compagno. Oggi, a Cirò Marina pesco con Cesare Filippelli conosciuto cinque anni fa. È stato proprio lui che, un bel giorno, si è presentato e con molta umiltà ha iniziato a farmi domande di pesca a cui io ho risposto tranquillamente. Con Cesare sono entrato subito in sintonia tanto che ho voluto portarlo con me in mare a pescare nei posti che non ho mai voluto rilevare a nessuno. Ricordo ancora le belle parole di Cesare dopo le sue prime pescate. Non mancò mai di esprimermi la sua gratitudine per le forti emozioni che sono riuscito a regalargli. Quando ci siamo conosciuti Cesare era agli esordi della sua carriera e non aveva mai pescato una cernia. Oggi, devo ammettere, è un ottimo pescatore, ha acquisito la maturità e l’esperienza necessaria per molti tipi di catture. Per esempio, riesce a prendere la stessa quantità di pesce che prendo io e ne sono veramente fiero e contento. Andare a pesca da solo, ormai mi secca tantissimo, ed è per questo che per me l’amicizia in mare è fondamentale. In tanti anni di attività, non mi ero accorto di una variabile così importante: l’armonia con gli altri. Tuttora mi mancano alcuni vecchi compagni di pesca, con cui ho pescato in tutti i mari del mediterraneo e condiviso indimenticabili avventure, ma per fortuna Cesare, con l’aiuto del mare, ha trasformato la nostra pura amicizia in sana fiducia, diventato un insostituibile compagno di pesca.</p>
<p>A cura di Francesco Ceraudo</p>


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		<title>III° Memorial Andrea Scoppetta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 18:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Anche quest&#8217;anno Maratea ospiterà il Memorial Andrea Scoppetta, gara giunta alla terza edizione.

L&#8217;evento si svolgerà il 25 marzo 2012, il programma completo è in fase di definizione e sarà pubblicato a breve. Main sponsor dell&#8217;evento Mares Pure Instinct.



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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11210" title="memorial-scoppetta" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/memorial-scoppetta.jpg" alt="memorial-scoppetta" width="470" height="250" /></p>
<p>Anche quest&#8217;anno Maratea ospiterà il <strong>Memorial Andrea Scoppetta</strong>, gara giunta alla terza edizione.</p>
<p><span id="more-11211"></span></p>
<p>L&#8217;evento si svolgerà il 25 marzo 2012, il programma completo è in fase di definizione e sarà pubblicato a breve. Main sponsor dell&#8217;evento <strong>Mares Pure Instinct</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11214" title="locandina-scoppetta" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/locandina-scoppetta.jpg" alt="locandina-scoppetta" width="300" height="424" /></p>


<p>No related posts.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Australia: pesca sub sulla Barriera Corallina</title>
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		<comments>http://www.ilovepescasub.com/pesca-sub/2012/01/australia-pesca-sub-sulla-barriera-corallina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 05:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Rob Torelli è un personaggio famoso della pesca subacquea australiana. Sette volte campione nazionale, produttore di attrezzature per la pesca Blue Water, autore di diversi articoli. L&#8217;ho conosciuto nel 2007 a Bali e lui mi ha invitato a partecipare alle spedizioni di pesca subacquea che lui organizza in Australia e Nuova Zelanda.

Da allora ho fatto [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11014" title="pesca-australia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/pesca-australia.jpg" alt="pesca-australia" width="470" height="230" /></p>
<p><strong>Rob Torelli</strong> è un personaggio famoso della <strong>pesca subacquea</strong> australiana. Sette volte campione nazionale, produttore di <strong>attrezzature per la pesca Blue Water</strong>, autore di diversi articoli. L&#8217;ho conosciuto nel 2007 a Bali e lui mi ha invitato a partecipare alle spedizioni di pesca subacquea che lui organizza in Australia e Nuova Zelanda.</p>
<p><span id="more-11011"></span></p>
<p>Da allora ho fatto con lui 5 spedizioni: 3 alla <strong>Grande Bariera Corallina</strong>, una sulla costa occidentale dell&#8217;Australia e una in Nuova Zelanda.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11015" title="rob-torelli" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/rob-torelli.jpg" alt="rob-torelli" width="470" height="250" /><br />
<em>Io (secondo da destra) e Rob Torelli (primo da destra)</em></p>
<p>Certo se parliamo della <strong>pesca subacquea Blue Water</strong>, pesca di grossi pelagici di mole, la più rappresentativa è quella della Grande Bariera Corallina. Da quando ci sono andato la prima volta nel 2009 per me è diventato un appuntamento importante di ogni fine anno (si svolge a Novembre &#8211; primi di Dicembre).</p>
<p>Una spedizione dura 10 giorni a bordo dell&#8217;imbarcazione M.V.Phoenix di circa 24 metri di lunghezza. Ad una spedizione partecipano 7 &#8211; 8 pescatori, 2 guide di pesca subacquea (Rob Torelli e qualche altro esperto pescatore australiano), lo skipper e 4 membri di equipaggio.</p>
<p>La pesca si fa con utilizzo di flasher (i pezzi luccicanti di acciaio inox o plastica legati ad una lenza e calati sulla profondità di 15 metri). Una guida di pesca subacquea fa movimentare il flasher per attirare i pelagici e pastura la zona di pesca con i pezzi di pesci non pregiati (tipo chirurgo). I pescatori scendono a turno alla profondità del flasher e aspettano l&#8217;arrivo di pelagici. Il trofeo principale della pesca Blue Water in quella zona è sicuramente il <strong>tonno Dog Tooth</strong> (denti di cane) o come lo chiamano australiani <em>Doggy</em>. Raramente può capitare il <strong>tonno Yellow Fin</strong> (pinne gialle). Gli altri pesci che vengono considerate prede ambite sono wahoo, maccarello spagnolo, carangide.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11022" title="pesca-blue-water-australia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/pesca-blue-water-australia.jpg" alt="pesca-blue-water-australia" width="470" height="340" /></p>
<p>Le attrezzature per la <strong>pesca Blue Water</strong> sono particolari e non hanno niente a che vedere con quelle utilizzate per la <strong>pesca sub mediterranea</strong>. E come seguito in Italia quasi non esistono i rivenditori di queste attrezzature.</p>
<p>I <strong>fucili</strong> sono principalmente di produzione americana: Riffe, Sea Sniper, Steve Alexander. Le caratteristiche dei fucili sono molto simili fra di loro: fatti di teak, lunghezza 170 &#8211; 180 cm., equipaggiati da 4 &#8211; 6 elastici diametro 16 &#8211; 18 mm. Io pesco con un Riffe Mid Handle Blue Water, lungo 175 cm. con le ali di bilanciamento (Blue Water Wings) e 5 elastici da 17,5 mm. Le aste sono di 9,53 mm di diametro, lunghe 182 cm. Le ali di bilanciamento montate sul mio fucile aumentano il peso del fucile e riducono il rinculo che dà la possidilità di sparare con una mano. Se il peso del fucile non è sufficiente sei costretto a sparare con due mani, una cosa abbastanza scomoda, oppure rischi di romperti una spalla o una costola con un forte rinculo del fucile considerando il peso dell&#8217;asta che supera un chilo. La punta che si monta sull&#8217;asta è <strong>slip tip</strong>: punta che si stacca dopo aver penetrato un pesce e che è legata all&#8217;asta con un filo di accaio inox diametro 1,6 mm.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11019" title="fucile-riffe-blue-water" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/fucile-riffe-blue-water.jpg" alt="fucile-riffe-blue-water" width="470" height="600" /></p>
<p>L&#8217;asta a sua volta viene legata ad uno o due boe gonfiate ad una pressione di 2 bar che gli permette di non schiacciarsi in profondità quando un pesce ferito cerca di portarli giù. Il collegamento tra l&#8217;asta e la boa è il seguente: dall&#8217;asta parte un filo di acciaio inox lungo circa 8 metri (più o meno la distanza del tiro) che viene legato ad un cavo rigido galleggiante lungo circa 22 &#8211; 25 metri. Il cavo rigido a sua volta viene legato ad un cavo elastico galleggiante lungo circa 10 metri (serve per ammortizzare bruschi movimenti di un pesce ferito). E alla fine il cavo elastico viene legato alle boe.</p>
<p>Il tempo in quel periodo dell&#8217;anno è quasi sempre buono. La temperatura dell&#8217;acqua è attorno a 27 &#8211; 29 gradi. La visibilità è ottima, arriva a 40 &#8211; 50 metri.</p>
<p>La <strong>pesca sulla Grande Barriera Corallina</strong> è caratterizzata dalla costante presenza di squali di ogni genere. Sono i primi ad arrivare al flasher e poi fanno i giri continui finchè stiamo là a pescare. Per trovare i tonni bisogna fare parecchi spostamenti tra una zona di pesca e l&#8217;altra con le barche di appoggio. Quando finalmente vedi arrivare i tonni provi delle emozioni fortissime che è molto difficile raccontare. I <strong>tonni</strong> in quella zona girano singoli, raramente in piccoli gruppi da due o tre. Arrivano al flasher, se ne vanno, tornano tra qualche minuto, se ne vanno di nuovo. Possono fare cosí tre o quattro volte. E&#8217; importante trovarsi giù, vicino al flasher al momento dell&#8217;arrivo dei tonni.</p>
<p>La presenza di <strong>squali</strong> influenza molto sulla tecnica di pesca. Bisogna sparare un tonno in una zona vitale della testa per stordirlo e cercare di portare la preda il prima possibile a galla. Se sei troppo emozionato e spari un tonno dalla distanza lontana, dopo vedi un grosso pescione trafitto dall&#8217;asta al centro del corpo scappare giù accompagnato da una trentina di squali affamati, una lotta disperata e dopo qualche minuto è tutto finito. Per divorare un tonno di 30 &#8211; 40 kili ci mettono 3 &#8211; 4 minuti. Devo dire che a noi pescatori gli squali non ci davano fastidio. Abbiamo visto anche grossi squali tigre, squali martello, squali toro che ci giravano attorno, però non avevano nessuna intenzione di attaccarci. Al massimo cercavano di rubare dalle mani il pesce appena catturato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11021" title="testa-tonno" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/testa-tonno.jpg" alt="testa-tonno" width="470" height="470" /></p>
<p>Durante la spedizione del 2010 ho vissuto un&#8217;esperienza indimenticabile che mi poteva costare la vita. Ho sparato un tonno di una ventina di chili e stavo cercando di portarlo sù recuperando il cavo galleggiante. Ero impegnato a combattere con il tonno e non mi sono accorto che il cavo galleggiante si è attorcigliato attorno alla mia mano destra. Quando sono arrivati gli squali il pesce cercando di salvarsi si è buttato giù con forza e velocità incredibili. Mi stava portando appresso. Ero affannato e l&#8217;autonomia era finita. Stavo per annegarmi. Facendo l&#8217;ultimo sforzo ho tirato fuori il coltello con la mano sinistra, ho tagliato il cavo galleggiante e sono tornato sulla superficie quasi svenuto. Dopo quell&#8217;incidente sono diventato molto attento a controllare la posizione del cavo galleggiante.</p>
<p>Il rapporto tra pesci colpiti e quelli mangiati dagli squali è stato sempre a favore degli squali: su tre pesci colpiti uno si riusciva a portare sulla superficie, gli altri due finivano nella catena alimentare di squali.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11017" title="squali-australia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/squali-australia.jpg" alt="squali-australia" width="470" height="300" /></p>
<p>Quanto è difficile vincere la battaglia contro gli squali tanto è grande la gioia di vedere un tonno colpito portato a galla.</p>
<p>Il <strong>tonno</strong> più grosso l&#8217;ho preso durante l&#8217;ultima spedizione del 2011. Stavo facendo l&#8217;aspetto vicino al flasher quando ho visto arrivare un grande tonno alla profondità di oltre 25 metri. Ho cominciato a scendere allungando la mano destra con il fucile verso di lui. Ho mirato al centro della testa e ho sparato. L&#8217;ho colpito bene, però non l&#8217;ho stordito definitivamente. Il tonno si è buttato verso la superficie con movimenti disorientati. L&#8217;ho raggiunto velocemente, l&#8217;ho abbracciato e l&#8217;ho finito con il coltello. Al ritorno sull&#8217;imbarcazione l&#8217;abbiamo pesato. La bilancia ha segnato 43 kili.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11023" title="dog-tooth" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/dog-tooth.jpg" alt="dog-tooth" width="470" height="600" /></p>
<p>Qualche giorno dopo stavamo a pescare vicino ad un bellissimo reef. Mentre facevo una immersione ho visto avvicinarmi un tonno molto grosso. Superava abbondantemente una settantina di chili. Era vicino. Ho fatto un tiro nella testa quasi perfetto. Però il tonno è rimasto vivo e si è lanciato giù. Tutti e due le boe sono scomparse sotto la superficie del mare. Ma non c&#8217;era neanche uno squalo! E questo mi dava la possibilità di portre il tonno sù. Le boe sono tornate in superficie, ho acchiappato il cavo galleggiante e ho cominciato a recuperarlo. Era tesissimo. D&#8217;un tratto il cavo galleggiante è diventato moscio. Ho tirato fuori l&#8217;asta e ho visto che mancava lo slip tip. La forza del pesce era talmente grande che aveva ceduto lo stringifilo che teneva legato lo slip tip all&#8217;asta con un filo di acciaio inox. Che peccato!</p>
<p>I <strong>wahoo</strong> a differenza dai tonni passano a profondità basse, però una volta passati non ritornano. Perciò bisogna essere veloci a sparare.</p>
<p>Il pesce preso veniva tagliato, pulito e conservato sotto il ghiaccio nei grossi frigoriferi della Phoenix. A cena mangiavamo il pesce fresco cucinato in diversi modi: sulla griglia, fritto, sashimi, accompagnato da buon vino australiano. Al ritorno i pescatori australiani portano a casa le casse con il filetto di tonno, wahoo, maccarello spagnolo. Io non porto niente perchè faccio un volo di ritorno intercontinentale con le severe limitazioni del peso di bagagli.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11018" title="sashimi" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/sashimi.jpg" alt="sashimi" width="470" height="260" /></p>
<p>Gli australiani sono molto coscienti nel loro rapporto con l&#8217;ambiente. La zona della Grande Bariera Corallina australiana è uno dei pochi paradisi terrestri dove c&#8217;è tanto pesce, la natura incontaminata e quasi totale assenza di pescatori. Quando stavamo là a pescare eravamo soli a 360 gradi fino all&#8217;orizzonte. Nessun&#8217;altra imbarcazione, nessun&#8217;altra presenza dell&#8217;uomo. Nonostante questo le regole ambientalistiche venivano rispettate rigorosamente.</p>
<p>Abbiamo fatto anche qualche visita sui reef. Ho fatto immersioni in diversi posti bellissimi del mondo: Mar Rosso, Maldive, Seyshel, Polinesia Francese, Thailandia, Indonesia. Però la bellezza del mondo subacqueo della Grande Bariera Corallina australiana è tutta un&#8217;altra cosa. I pesci enormi di tutti i generi non spaventati, i colori dei coralli, le meravigliose grotte subacquee, le tartarughe, le aragoste giganti sono tutte cose che è impossibile raccontare con le parole. Rimani incantato e quasi drogato da questa bellezza.</p>
<p>Sono tornato da poco dall&#8217;Australia, però già sto pensando alla mia prossima spedizione con Rob Torelli per rivivere queste bellissime emozioni.</p>
<p>Gennady Chumachenko</p>


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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Reportage: Costa Concordia, com&#8217;è andata?</title>
		<link>http://www.ilovepescasub.com/interviste/2012/01/reportage-costa-concordia-come-andata/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
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Sono le 21:40 di venerdì 13 gennaio 2012 quando, un insolito boato, irrompe la calma invernale dell’intera Isola del Giglio. Da Giglio Porto a Giglio Campese un tonfo assordante avvisa la popolazione gigliese che è appena avvenuto qualcosa di veramente eclatante.

Costa Concordia, la nave da crociera della Compagnia italiana Costa Crociere, si trova tra la [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11163" title="nave-costa-concordia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/nave-costa-concordia.jpg" alt="nave-costa-concordia" width="470" height="250" /></p>
<p>Sono le 21:40 di venerdì 13 gennaio 2012 quando, un insolito boato, irrompe la calma invernale dell’intera <strong>Isola del Giglio</strong>. Da Giglio Porto a Giglio Campese un tonfo assordante avvisa la popolazione gigliese che è appena avvenuto qualcosa di veramente eclatante.</p>
<p><span id="more-11161"></span></p>
<p><strong><em>Costa Concordia</em></strong>, la nave da crociera<em> </em>della Compagnia italiana Costa Crociere, si trova tra la spiaggia delle Cannelle e Giglio Porto, a qualche centinai di metri dalla costa. Proprio tra il Porto e Cala delle Cannelle ci sono le famose <strong>Scole</strong>, due massi enormi che spuntano sulla superficie del mare formando un piccolo stretto largo solo 60 metri.</p>
<p>La Concordia azzarda la manovra di avvicinamento tra i due scogli. Probabilmente, sulla nave, solo il via vai delle persone, la musica e la confusione riesce a nascondere il vero pericolo per questa rischiosa operazione che il comandante della nave decide di effettuare.</p>
<p>Qualcosa però va storto.</p>
<p>L’urto contro una delle Scole è inevitabile. Una falla di dimensioni spropositate si apre sul lato sinistro del mezzo, rendendo, di li a poco, la nave impilotabile.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11165" title="concordia-costa-crociere" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/concordia-costa-crociere.jpg" alt="concordia-costa-crociere" width="470" height="250" /></p>
<p>Forse il consueto, o forse soltanto il balordo tentativo di passare con una nave larga 35 metri in mezzo ai due grandi massi, segnalati anche dalle mappe turistiche, ha già scritto un doloroso capitolo della storia di una tragedia che si poteva senza dubbio evitare.</p>
<p>La cosa che più colpisce, oggi, arrivando sulle coste dell’isola del Giglio è il modo in cui è posizionata la <strong>Costa Concordia</strong>. La nave, infatti, sembra essere abilmente poggiata sul costone di roccia, a poche decina di metri dalla terraferma, su un fondale che non supera i -20 metri. Il tutto fa pensare che sia stata adagiata antistante la località denominata Punta Gabbianara per facilitare le operazioni di salvataggio la notte del naufragio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11166" title="relitto-nave-concordia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/relitto-nave-concordia.jpg" alt="relitto-nave-concordia" width="470" height="250" /></p>
<p>A pensarla in modo diverso è, invece, un vecchio <strong>uomo di mare</strong>, con un passato trascorso sulle navi da crociera che abbiamo incontrato sulla banchina di Giglio porto mentre contemplava questo errore umano.</p>
<p>Secondo l’uomo, infatti, la nave si trova proprio difronte al porto non grazie all’ultima manovra riparatrice del comandante, ma solo grazie al moto inerziale dell’imbarcazione, <em>abbrivo</em> il termine utilizzato dagli addetti ai lavori. Mi ha spiegato che se una sala macchine di una nave imbarca acqua da una falla di quasi 60 metri e percorre 500/600 metri, il risultato non può che essere uno: una nave completamente ingestibile. La tesi della nave ingovernabile acquista valore perchè effettivamente la Concordia, dopo lo schianto, passa davanti al Porto, oltrepassa Punta Gabbianara, dove ora è adagiata e va ancora verso Punta del Lazzaretto, zona più a nord dell’isola per poi girare nuovamente.</p>
<p>Secondo il vecchio uomo di mare, se la Concordia fosse stata anche un minimo manovrabile, il comandante, da esperto conoscitore del Giglio, avrebbe evitato inefficaci manovre e di sicuro avrebbe puntato dritto con la prua verso la famosa spiaggia di Cala dell’Arenella per due semplici motivi. Primo motivo perchè la Cala dell’Arenella geograficamente è ancora più a nord, esattamente subito dopo Punta del Lazzaretto, zona in cui la nave, invece, ha probabilmente virato. Secondo motivo perchè la composizione del fondale nei pressi della Cala è fatta da posidonia oceanica su cui sarebbe stato davvero agevole poggiare la nave.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Perchè quindi virare e tornare indietro quando la <em>spiaggia</em> della salvezza stava a 50 metri?</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><img class="alignnone size-full wp-image-11167" title="nave-concordia-schettino" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/nave-concordia-schettino.jpg" alt="nave-concordia-schettino" width="470" height="250" /><br />
</span></p>
<p>Cosa è accaduto veramente sulla nave Concordia? Cosa succederà se le condizioni meteo cambieranno e il maestrale soffierà sulle coste gigliesi? Il fondale di granito su cui poggia oggi la pancia della nave, potrebbe spezzare in due l’imbarcazione con un conseguente ingente danno ambientale. In quanto tempo, allora, i tecnici della società SMIT Salvage riusciranno a mettere al sicuro una fortezza ormai non più galleggiante come la Costa Concordia?</p>
<p>Da più di una settimana si è innescato un raccapricciante flusso turistico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11168" title="costa-crociere-nave-concordia" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/costa-crociere-nave-concordia.jpg" alt="costa-crociere-nave-concordia" width="470" height="250" /></p>
<p>Ci si domnda, a questo punto: le principali attrazioni turistiche dell’isola resteranno le famose secche e i vari punti adatti alle <strong>immersioni subacquee</strong>? Oppure sarà la carcassa immobile di quel che resta di una nave immersa nel silenzio che aspetta di essere ricoperta da anemoni e denti di cane, ultimo nascondiglio di pesci e fantasmi nella penombra afona del profondo?</p>
<p><em>Reportage e foto a cura dell&#8217;inviato Francesco Ceraudo</em></p>


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		<title>Il campione risponde a: Luca Alessandrelli</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jimmy</dc:creator>
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		<category><![CDATA[compensazione in apnea]]></category>
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Ciao Federico, sono contento di poter esporre la mia questione ad una persona che stimo molto e con grandissima esperienza. Sono un ragazzo di 20 anni apneista, che ama infinitamente questa disciplina tanto da dedicarci 1 ora e mezza ogni giorno.

La mia costanza e la mia tenacia mi ha portato a raggiungere molto velocemente quote [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-10527" title="chiedi-campione" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/chiedi-campione.jpg" alt="chiedi-campione" width="470" height="200" /></p>
<p>Ciao Federico, sono contento di poter esporre la mia questione ad una persona che stimo molto e con grandissima esperienza. Sono un ragazzo di 20 anni apneista, che ama infinitamente questa disciplina tanto da dedicarci 1 ora e mezza ogni giorno.</p>
<p><span id="more-11128"></span></p>
<p>La mia costanza e la mia tenacia mi ha portato a raggiungere molto velocemente quote impegnative. Ora sono nella situazione che quando sono sul cavo è come se avessi addosso una pressione psicologica che mi dice: &#8220;Luca ti stai apprestando a fare un tuffo fondo&#8221;. Questa condizione non mi permette di scendere con la testa giusta e mi provoca un blocco a partire dai -30 mt (con irrigidimenti e difficoltà a compensare).</p>
<p>Ti è mai successa una cosa del genere? Hai qualche consiglio per superare questa fase?<br />
Con affetto, Luca.</p>
<p><strong>RISPONDE FEDERICO MANA</strong></p>
<p>Ciao Luca,<br />
è per me un piacere iniziare questa rubrica con la tua domanda, perché tu esponi esattamente lo stesso problema che ebbi nel 2003.<br />
Ero diventato da poco istruttore di apnea e l’entusiasmo per l’<strong>apnea profonda</strong> mi portava ad ogni uscita in mare o al lago a cercare di incrementare le mie quote operative. A breve mi trovai di fronte al muro dei -38 metri e per ben 8 mesi non ci fu modo di oltrepassare il muro.</p>
<p>Il risultato fu che durante questo periodo ogni volta che mi avvicinavo al cavo la mia ASPETTATIVA nel fare un tuffo fondo prevaleva su ogni altra capacità di ascoltare ciò che mi accadeva a quote impegnative. Dopo gli otto mesi di insuccessi mi accorsi che avevo perso il gusto di andare in acqua per dedicarmi a questa meravigliosa disciplina. La voglia di migliorarmi mi aveva tolto il DIVERTIMENTO e fu questo il momento in cui decisi di allontanarmi dalle competizioni e di tornare a fare <strong>apnea</strong> in modo ricreativo dimenticando le prestazioni.</p>
<p>Tolsi il profondimetro dal polso e dopo essermi trasferito in Egitto iniziai a praticare l’apnea in modo completamente ricreativo. Continuai a seguire questo metodo per quasi 4 anni consapevole che il mio nuovo approccio all’acqua mi permetteva di migliorare molto anche se non sapevo numericamente di quanto. A fine 2006 rimisi il profondimetro e constatai che scendevo agevolmente a osservare i pesci tra i 40 e i 50 metri e se mi impegnavo in discese più tecniche con la monopinna scendevo con relativa semplicità sui 65 metri.<br />
Fu quello il momento in cui decisi di riavvicinarmi al mondo delle gare, ma rimasi focalizzato sul concetto di divertimento e di piacere dell’acqua senza più farmi prevaricare dal dovere di andare fondo.</p>
<p>Questa introduzione fatta di alcuni miei ricordi serve per inquadrare alcuni punti che vorrei sviluppare per rispondere più concretamente alle tua domanda.</p>
<p><strong>ASPETTATIVA</strong><br />
Iniziare una sessione di apnea con l’aspettativa di andare più profondo della volta precedente predispone ad un fenomeno che può essere denominato come “Sequestro emozionale” o “Ipnosi da fattore stressogeno” ovvero, se la tua attenzione è completamente orientata alla profondità da raggiungere, non avrai energie mentali per elaborare ciò che ti accade durante la discesa e quando sarai vicino alle tue quote limite.<br />
Alla riemersione questa impossibilità di analisi dell’accaduto ti farà percepire solamente il mancato raggiungimento della performance ma non avrai conservato nessuna informazione relativa alle sensazioni provate pertanto non avrai strumenti per comprendere le cause del tuo “fallimento”.</p>
<p><strong>DIVERTIMENTO E PIACERE DELLA PRATICA</strong><br />
Dietro al concetto del divertimento e della pratica dell’apnea fine a se stessa (senza per forza dover scendere in profondità) si cela l’apertura mentale e la capacità di passare molto tempo in acqua ascoltando ciò che accade al proprio corpo e alla propria mente.<br />
Solo con questa apertura alle esperienze potrai elaborare sia a livello conscio che inconscio quanto ti accade durante le sommozzate più profonde. Inoltre non penso vi siano altri motivi oltre al divertimento che giustifichino in modo significativo la pratica di questa disciplina. Purtroppo per condizionamento culturale siamo abituati a misurare tutto, purtroppo il grado di divertimento non è necessariamente proporzionale ai numeri raggiunti.<br />
La gioia di stare in acqua dovrebbe essere incondizionata ed indipendente dalle proprie performance.</p>
<p><strong>IL LIMITE COME SALVAGUARDIA</strong><br />
Quando si incontra un limite è opportuno comprendere che lo stesso rappresenta una salvaguardia per la propria integrità. Fortunatamente il nostro corpo è dotato di una propria intelligenza che ci impedisce di andare oltre certi limiti ed infortunarci. Solo l’avvicinamento graduale e progressivo permetterà al corpo di comprendere ed elaborare i nuovi adattamenti necessari ad affrontare quote operative sempre più impegnative.<br />
La ripetizione del gesto atletico è dunque fondamentale per un incremento sicuro e divertente.</p>
<p><strong>PROGRAMMAZIONE DEGLI ALLENAMENTI</strong><br />
La ripetizione del gesto atletico prende il nome di allenamento. L’allenamento ha due caratteristiche fondamentali ovvero la ripetizione nel tempo (2, 3 o 4 volte a settimana) e la programmazione della tabella di allenamento.<br />
Andare in acqua e tentare ogni volta un massimale non è allenamento.<br />
Inizia lavorare su quote dove sei a tuo agio e trova la ripetibilità in quello che fai.</p>
<p>Inizia a prendere i parametri delle tue sommozzate come profondità di lavoro, tempo di immersione, tempo di discesa, tempo di risalita, profondità alla quale inizi la caduta, numero di pinneggiate in discesa, numero di pinneggiate in risalita, profondità alla quale inizia a sentire difficoltà nella traslazione dell’aria nel <strong>fase di compensazione</strong>, tempo di recupero tra un tuffo e l’altro e analisi della modalità respiratoria nel recupero.<br />
Come vedi le variabili da analizzare possono essere molte , quando avrai una perfetta conoscenza di queste variabili allora avrà senso  spostare la quota operativa e ricominciare con la ripetizione degli allenamenti e l’analisi delle nuove variabili.</p>
<p>Spero di aver risposto in modo gradito ai tuoi quesiti e spero che la tua gioia di stare nel blu sia equivalente al tuo desiderio di migliorarti.</p>
<p><em>Buon Mare,</em><br />
<strong>Federico Mana</strong><br />
<a href="http://www.federicomana.com" target="_blank">federicomana.com</a></p>


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		<title>Carbonio GFT, nuovo sito web online</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 14:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E&#8217; online da ieri il nuovo sito web di Carbonio GFT; oltre ad un restyling completo con una nuova veste grafica, sono state inserite alcune novità.

La più interessante per il settore SUB del sito è sicuramente il nuovo coltello &#8220;Carbon Knife&#8220;. Lama e manico costituiscono un unico pezzo in acciaio  inox; manico rivestito e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11131" title="carboniogft-web" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/carboniogft-web.jpg" alt="carboniogft-web" width="470" height="200" /></p>
<p>E&#8217; online da ieri il nuovo sito web di <strong>Carbonio GFT</strong>; oltre ad un restyling completo con una nuova veste grafica, sono state inserite alcune novità.</p>
<p><span id="more-11130"></span></p>
<p>La più interessante per il settore SUB del sito è sicuramente il nuovo coltello &#8220;<strong>Carbon Knife</strong>&#8220;. Lama e manico costituiscono un unico pezzo in acciaio  inox; manico rivestito e rilavorato con carbonio 2&#215;2 twill prepreg;  custodia 100% carbonio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-11132" title="carbon-knife" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/carbon-knife.jpg" alt="carbon-knife" width="470" height="170" /></p>
<p>Inserita anche una sezione con tutto il team agonistico <strong>Gft</strong>, una pagina con le recensioni dei prodotti, pagina link e modulo di ricerca rivenditori, molto utile per conoscere i negozi dove acquistare i prodotti.</p>
<p>Fateci un salto, al solito indirizzo: <a href="http://www.carboniogft.com" target="_blank">www.carboniogft.com</a></p>


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		<title>XI° Master di Palma: si poteva fare di più?</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lore</dc:creator>
				<category><![CDATA[agonismo]]></category>
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Abbiamo sentito telefonicamente l’azzurro Franco Villani per cercare di capire meglio come siano andate le cose a Palma di Maiorca.

A prima vista il risultato degli azzurri ha destato perplessità a più di qualcuno, che forse però non conosce bene le dinamiche in cui si svolgono questi eventi. A ciò si è aggiunto il fastidioso episodio [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-11121" title="team-italia-maiorca" src="http://www.ilovepescasub.com/wp-content/uploads/team-italia-maiorca.jpg" alt="team-italia-maiorca" width="470" height="250" /></p>
<p>Abbiamo sentito telefonicamente l’azzurro <strong>Franco Villani</strong> per cercare di capire meglio come siano andate le cose a Palma di Maiorca.</p>
<p><span id="more-11119"></span></p>
<p>A prima vista il risultato degli azzurri ha destato perplessità a più di qualcuno, che forse però non conosce bene le dinamiche in cui si svolgono questi eventi. A ciò si è aggiunto il fastidioso <a href="http://www.ilovepescasub.com/agonismo/2012/01/xi%c2%b0-master-palma-di-maiorca-memorial-carbonell-disavventura-per-il-team-italiano/">episodio del gommone guasto</a> che ha impedito ai nostri di partecipare al memorial Sebastian Carbonell.</p>
<p>Da quanto abbiamo capito si è trattato di un inconveniente certamente non intenzionale. La Federazione italiana, nella persona del presidente Azzali, avrebbe eventualmente preso a noleggio un gommone per gli azzurri, ma si è fidata della disponibilità degli spagnoli. Sappiamo come sono andate poi le cose. C’è comunque da escludere qualsiasi malafede, essendo le squadre spagnole ad un livello tale di conoscenza del posto da non temere rivali.</p>
<p>Mi sento tuttavia di aggiungere che lo staff di accompagnatori della nazionale ha il compito di assicurarsi che tutta la logistica sia perfetta. Se per esempio si fossero presi la briga di controllare che il gommone fosse in ordine o, meglio ancora, avessero contattato qualcuno per noleggiarne uno come piano B…</p>
<p>Chi non conosce l’ambiente agonistico, deve sapere che i nostri atleti hanno potuto preparare un solo giorno con un gommone in 3! Il tutto in una gara con condizioni di mare piatto, visibilità di 20 metri e con spostamenti liberi! Se ci aggiungete che gli spagnoli sono gente del calibro di <strong>Carbonell</strong> e <strong>March</strong> e conoscono quei fondali come le loro tasche, la classifica diventa facilmente comprensibile. Guarda caso si inserisce un <strong>Gospic</strong>, sul cui valore non si discute, ma che comunque godeva di un barcaiolo buon conoscitore della zona ed in più ha ormai una certa esperienza dei fondali maiorchini. Stesso discorso vale per il campionissimo <strong>Bellani</strong>, che molti ricorderanno aver fatto un mondiale nel lontano 1992 (vinto da Mazzari) proprio in queste acque.</p>
<p>Con tali premesse non è strano, scorrendo la classifica, notare il sostanziale equilibrio tra l’ottavo ed il 17esimo posto, tutta gente che comunque sa pescare.</p>
<p>Con una preparazione tanto misera e con un solo mezzo a disposizione, i nostri azzurri si sono dovuti buttare ed improvvisare. <strong>Villani</strong> ha trovato una zona in poca acqua in cui giravano bei cefali ed è riuscito ad arpionarne una decina. <strong>De Silvestri</strong> si è buttato a scorrere, razzolando saraghi e tordi senza mai riuscire a trovare la tana buona. Mentre <strong>Smeraldi</strong>, convocato dopo il forfait di Concetto Felice, ha cercato di variare tra l’aspetto ed il razzolo difendendosi anche lui.</p>
<p>Scorrendo la classifica, colpisce la pessima prestazione dei portoghesi, con <strong>Jody Lot</strong> (<a href="http://www.ilovepescasub.com/pesca-sub/2011/09/euroafricano-jody-lot-nuovo-campione/">campione europeo in carica</a>) che finisce ultimo con 3.900 punti. La squadra croata conferma quanto di buono fatto vedere negli ultimi anni, anche senza Gospic che per l’occasione gareggiava come team insieme a Carbonell e March.</p>
<p>E’ chiaro che dalla nazionale italiana ci si aspetta sempre qualcosa in più, però è anche vero che perfino il migliore agonista, senza una minima preparazione, non può competere con gente forte che in più conosce benissimo la zona.</p>
<p>Chiudiamo con la speranza che la federazione italiana possa dare qualche chance in più agli azzurri che parteciperanno alle prossime gare internazionali.</p>
<p><em>Igor Bisulli</em></p>


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