Durata e usura degli elastici

Con questo breve articolo si vuole provare a catalogare e trattare tutti i possibili effetti dovuti all’usura ed all’invecchiamento degli elastici, motore dei nostri amati arbalete.

L’usura può causare un calo delle performance e persino la rottura improvvisa degli stessi, con tutte le conseguenze che possiamo ben immaginare. Recentemente sono stati prodotti interessanti articoli relativi al calo delle performance dovute semplicemente al mantenimento della posizione di carica degli elastici per diverso tempo. Con l’aumentare del tempo di carica ed in funzione del coefficiente di trazione e dello spessore degli stessi, si ha un calo evidente delle performance in fase di tiro.

L’usura esterna è quella più facilmente riscontrabile.

Chi di noi non ha potuto riscontrare lo screpolamento alle estremità degli elastici, vicino alle boccole o alle legature? A chi non è mai capitato il processo di “scioglimento degli elastici” cioè il trasudamento e il relativo appiccicare come fossero di liquerizia succhiata?

Oppure ancora l’irruvidimento della parte in cui l’elastico sfrega in testata?

La logica vedrebbe la loro sostituzione al manifestarsi dei primi segni evidenti di usura, oppure al verificarsi di un evidente calo delle prestazioni.  Grazie alla bontà dei materiali e all’utilizzo di nuovi rivestimenti esterni, ho notato che tutti questi fenomeni si verificano sempre più di rado e dopo moltissime ore di utilizzo. Anche in presenza di scarsa manutenzione e sottoposti ad agenti logoranti come calore, sole e sale.

Personalmente ho verificato che sopraggiunge prima un calo delle performance che i segni di logoramento esterno del materiale. Un’altra causa di calo delle performance l’ho riscontrata nel Tiro al Bersaglio Subacqueo, dove si sottopongono gli elastici a diverse azioni di carica/scarica ripetute e ravvicinate nel tempo. Un‘altra tipologia di usura, che non si vede invece e non si percepisce, sembra essere per i nuovi elastici il problema peggiore e cioè il logoramento interno dovuto alle palline delle ogive.

Mi è capitato più volte di osservare questo fenomeno nelle attrezzature che utilizzo soprattutto per il Tiro al Bersaglio Subacqueo. Praticamente le stesse utilizzate per la pesca,  sottoposte a sforzi e trazione nettamente inferiori, ma stirati e contratti centinaia di volte di più rispetto che alla pesca.

Senza alcun preavviso o segno di cedimento, si forma un taglio netto e profondo che attraversa almeno tutta la parte di rivestimento esterno ed arriva fino al metallo della pallina. Questo è difficile da individuare perché apprezzabile solo ad elastico stirato e spesso avviene nella parte inferiore dell’elastico, cioè quella tra elastico e fusto.

A volte non avviene nemmeno la formazione di questo taglietto ma direttamente il suo cedimento netto e totale con rottura dello stesso a monte della legatura, in corrispondenza della pallina ogiva.

Analizzando il punto di rottura e l’interno dell’elastico si evince sempre e nettamente un logoramento del materiale. In prossimità della pallina si consuma notevolmente, riducendosi di spessore anche del 50%.

Ovviamente il tutto dovuto principalmente all’effetto abrasivo della pallina con l’interno dell’elastico. Basta un qualsiasi spigolo o irregolarità della stessa per velocizzare il processo, ma non solo. Anche la poca acqua salata o clorata che riesce ad entrare nel foro dell’elastico aiuta in questo processo rendendo morbido il materiale e facilitandone la marcescenza.

Anche se non dovrebbe succedere il materiale all’interno dell’elastico e in prossimità della pallina sembra “cotto”, inzuppato, di colore più chiaro e nettamente più morbido e di facile distacco.

Quindi, a voi le possibili soluzioni per prolungare il più possibile la durata della vita dei vostri elastici e il mantenimento delle loro performance. Se utilizzate elastici legati, scegliere ogive con palline il più possibile lisce, piene e sferiche. Senza vuoti, punti di congiunzione o spigoli vivi. Meglio se direttamente saldate ai braccetti dell’ogiva.

Effettuare al meglio le legature, utilizzando cordini cerati e lubrificando la parte esterna dell’elastico in corrispondenza di dove andrà a posizionarsi il nodo, prima della trazione al serraggio e con la corretta trazione. Magari effettuando anche un doppio passaggio in legatura, in modo che ci siano 3 spire a chiusura parallele tra loro e non solo 2. In questo modo minimizzeremo l’accesso di acqua all’interno del foro centrale dell’elastico.

Per prolungare la vita e continuare ad utilizzare un elastico, si può accorciare solo da una parte, di un paio di cm l’elastico, dopo qualche mese di utilizzo.

In questo modo si azzera l’usura in corrispondenza di una delle due palline, e si decentra il punto di sfregamento in testata senza accorciare di molto la lunghezza complessiva dell’elastico. Si ottiene un recupero delle performance e si può continuare ad utilizzare ancora lo stesso elastico riducendo di circa 2/3 le probabilità di rottura.

Per gli elastici imboccolati invece, si può tagliare l’elastico alle estremità in corrispondenza dell’attaccatura con le boccole ed effettuare una legatura utilizzando un ogiva per legature. La stessa cosa può essere fatta per la giunzione in testata mediante l’utilizzo di apposite boccole per legatura.

Si ottiene però un significativo accorciamento della misura effettiva dell’elastico da compensare utilizzandolo alla tacca più vicina alla testata e non più a quella più lontana. Tra l’altro in questo modo si riescono ad ottenere elastici realmente di pari lunghezza.

Insomma, non basta una semplice sciacquata con acqua dolce per i nostri elastici.

Mi raccomando, esponeteli al sole il meno possibile, lavateli sempre con acqua dolce tiepida, meglio se riuscite ad immergerli ripetutamente, oppure simulate dei leggeri caricamenti sotto al doccia. Non applicate nessun prodotto, né naturale né chimico, sugli elastici.

Non fategli prendere troppo caldo (es. mai lasciarli in auto o in gommone d’estate sotto il sole per troppo tempo). Anche il gelo eccessivo è nocivo per la durata e per le performance degli elastici. Esistono dei copri elastici in commercio che li riparano almeno dal sole e da eventuali abrasioni con altre componenti dell’attrezzatura.

Dedicate qualche minuto e attenzione quando preparate l’attrezzatura prima di ogni pescata ispezionando lo stato delle gomme, simulando anche un semi-caricamento. Se riscontrate un calo delle performance o se avete anche il minimo dubbio sull’integrità interna dei vostri elastici, non esitate nel procedere con l’accorciamento o la loro sostituzione.

Una rottura imprevista nel mezzo di una pescata o una sonante padella con un bel pesce non hanno prezzo e superano di sicuro il costo necessario per la sostituzione degli elastici.

Stefano Oggioni