La manutenzione del fucile subacqueo

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Un aspetto molto importante della pesca in apnea è la manutenzione dell’equipaggiamento, al fine non solo di salvaguardare il corretto funzionamento di tutta l’attrezzatura, ma anche di agire in sicurezza e scongiurare qualsivoglia malfunzionamento, magari proprio nell’occasione dell’incontro con una preda memorabile.

Esaminiamo in queste poche righe la manutenzione del fucile e precisamente dell’arbalete, per l’oleopneumatico dedicheremo un’approfondimento specifico, considerata la complessità della meccanica, delle strutture e della sua manutenzione. L’arbalete, come il resto delle attrezzature subacquee, deve essere mantenuto sempre in ordine e perfettamente funzionante.

Iniziamo dall’asta che dovrà essere dritta, in modo da evitare così tiri poco precisi e padelle quasi impossibili da immaginare. Le tacche o perni d’aggancio alle ogive intaccate da ossido e ruggine vanno pulite, così da evitare eventuali rotture e conseguenti rischi per le nostre dita. Le punte delle nostre aste ben acuminate, alcuni pescatori ne modificano anche la forma limandole e trasformandole in tricuspidi agevolandone ancor più la penetrazione su eventuali grosse prede.

Le alette integre e pulite, come i perni di aggancio, evitano cedimenti improvvisi, verificate inoltre che le alette una volta aperte non abbiano troppo “gioco”, chiudendosi in fase di recupero consentirebbero al pesce di sfilarsi l’asta guadagnando il mare aperto sotto i nostri increduli occhi. Molti ne pizzicano con la tenaglia il dorso, quasi in corrispondenza dell’attacco al perno affinchè una volta aperta rimanga parzialmente bloccata e quindi aperta.
Pescando inoltre su fondali di coralligeno, molti pescatori ne riducono anche la lunghezza, evitando cosi che rimanga malamente incastrata ad ogni tiro.

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Gli affusti di alluminio andranno solo visionati per individuare microfessurazioni, ammaccature esterne o eventuali usure sullo scorri asta. Gli affusti in carbonio vanno controllati più accuratamente, la resinatura esterna deve essere integra, un’infiltrazione d’acqua nell’affusto e nelle fibre di carbonio danneggerebbe l’affusto portandolo alla rottura in breve tempo.

I fucili con affusto di legno solitamente presentano uno strato protettivo più robusto, spesso e difficilmente intaccabile con un normale uso, non di meno dovessimo rinvenire dei graffi profondi sarà necessario ripristinare la resina epossidica esterna, anche qui un’infiltrazione d’acqua comprometterebbe alle lunghe la solidità strutturale.
La testata è un elemento molto semplice, ma il suo corretto funzionamento è basilare per un tiro efficace e preciso; verificate quindi il fissaggio con l’affusto e che non vi siano microcrepe anche nella zona di avvitamento degli elastici, oltre che nell’impianto con l’affusto.

Gli elastici e le ogive costituiscono il motore del fucile, da esse dipende la reale potenza e velocità offensiva della nostra arma. I nostri accurati controlli andranno rivolti al fine di verificarne l’usura e fessurazioni principalmente in corrispondenza delle imboccolature e dell’ogiva, che potrebbe essere usurata e arruginita.
Gli elastici e le ogive, come il terminale di sagola o monofilo che unisce l’asta al fucile, non sono eterni, vanno regolarmente sostituiti affinchè garantiscano la necessaria resistenza. L’impugnatura è un’altro elemento importantissimo del nostro fucile, il sitema di sgancio va mantenuto sempre oliato ed ingrassato, anche qui va verificato il perfetto fissaggio con l’affusto ed individuare eventuali usure e microfessurazioni.

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Il mulinello è parte integrante del fucile, il suo malfunzionamento comprometterebbe una bella cattura o addirittura farci perdere il fucile stesso. La meccanica va tenuta in perfetta efficienza, sostituendo eventuali elementi usurati, come il disco frizione interno in teflon. Controlliamo l’integrità di tutti gli elementi del mulinello; la manopola della frizione, quella di riavvolgimento ed il telaio che unisce il mulinello al fucile. Un mulinello efficiente vuol anche dire un corretto imbobinamento della sagola che deve essere fissata saldamente e avvolta senza torsioni interne così da favorirne uno svolgimento veloce, senza inceppi ed inutili grovigli e quindi un recupero in sicurezza.

Valerio Tornatore



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4 Commenti a “La manutenzione del fucile subacqueo”

  1. Giusy scrive:

    Ma prima di pubblicare un articolo, facciamo una bella correzione bozze. Ci sono orrori grammaticali e tipografici a non finire!

  2. Lore scrive:

    Grazie per la segnalazione, ricontrolleremo il pezzo.
    Saluti

  3. carmine scrive:

    Buonasera ,mi sono avvicinato lo scorso anno a questo tipo di pesca e a termine della scorsa estate prima di riporre il tutto ho effettuata una pulizia dell’attrezzatura ma aime quando conla nuova estate ho ripreso il tutto mi sono accorto che il fucile era bloccato e l’asta non entrava.cosa posso fare per sbloccare il fucile un seac asso40 oleopneumatico

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