La Manovra di Valsalva nella pratica dell’apnea. A cura di Federico Mana.

compensazione-mana

Ho passato anni su una cima, a testa in giù per capire, analizzare e sviscerare le problematiche legate alla compensazione. Inizialmente quando ebbi l’intuizione che racconterò in questo articolo non osavo dirlo in modo plateale, ma dopo aver analizzato oltre 600 apneisti ed esposto queste teorie ad un convegno OTOSUB ed aver avuto il consenso della comunità scientifica penso sia doveroso diffondere e far sapere che LA MANOVRA DI VALSALVA NON FUNZIONA PER GLI APNEISTI.

Di seguito una attenta analisi della Manovra Valsalva affinchè ogni lettore possa comprendere l’inadeguatezza della stessa nella pratica dell’apnea.

VALSALVA

  • Mavovra di carattere PRESSORIO
  • Manovra eseguita a gottide aperta
  • Prevede uno sforzo espiratorio ad ogni atto compensatorio
  • Prevede la chiusura delle narici
  • Prevede un “blocco” dell’aria a livello bucale

compensazione-valsalva

Come descritto nello specchietto sopra riportato ad ogni compensazione corrisponde uno sforzo espiratorio, infatti, in fase di apertura della glottide un flusso aereo proviene dai polmoni in direzione delle vie aeree superiori, ma non potendo uscire ne dalle narici e neppure dalla bocca creerà un aumento pressorio nella zona rinofaringea. Sarà proprio questo aumento pressorio a definire l’apertura della tuba e l’ingresso dell’aria nell’orecchio medio.

Suddetto sforzo associato alla Manovra di Valsalva, se possibile ed attuabile in superficie, diventa sproporzionato ed improbabile nella pratica dell’apnea. L’immersione in apnea infatti determina delle posture e delle variazioni fisiche che rendono assolutamente inefficace la Manovra di Valsalva.

Nella mia esperienza di insegnamento ho potuto constatare che la maggior parte degli apneisti che sostengono di eseguire la manovra di Valsalsa in realtà usano instintivamente altre manovre. Su un campione di oltre 600 testati più del 60% sosteneva di utilizzare la Manovra di Valsalva per scendere in apnea, ma di questo 60% più del 90% usava inconsapevolmente la Manovra di Frenzel. Infatti coloro che sono dei “Valsalviani” puri manifestano enormi difficoltà a scendere a quote oltre i 5/8 metri di profondità.

Purtroppo è sufficiente una profondità relativamente bassa per rendere Valsalva inefficace, pertanto se siete apneisti o pescatori che riescono a scendere oltre i 10 metri certamente non effettuate una Manovra di Valsalva e se lo fate dovrete modificare la vostra posizione di discesa per compensare adeguatamente le orecchie. Infatti gli apneisti che eseguono una Manovra di Valsalva pura oltre certe quote devono forzatamente interrompere la discesa, mettersi in posizione orizzontale o a testa in su, compensare ed iniziare nuovamente la discesa. Ma dopo pochi metri dovranno interromperla nuovamente e ripetere tutta la sequenza apprna descritta.

Vediamo ora nel dettaglio perchè è impossibile scendere in apnea compensando con la Manovra di Valsalva. La figura sottostante permette di comprendere l’orientamento degli spazi aerei dell’apneista e quindi analizzare come l’aria tende ad evolvere naturalmente.

flusso-aereoQuando un apneista scende in apnea la sua postura è solitamente verticale e a testa in giù. Questa postura è idrodinamicamente la migliore che possa utilizzare, ma applicando la fisica a questa posizione si può notare come esista un gradiente pressorio tra la struttura polmonare e la struttura rinofarincea. Ad ogni profondità raggiunta i polmoni dell’apneista si troveranno sempre ad una profondità inferiore rispetto allo spazio rinofaringeo, ciò significa quindi che i primi si troveranno ad una pressione inferiore rispetto ai secondi.

Dato che secondo le leggi fisiche l’aria tende sempre ad andare da una zona di maggior pressione ad una di minor pressione, nell’apneista che scende a testa in giù l’aria tenderà ad andare naturalmente dalla maschera ai polmoni e non viceversa. L’esigenza in immersione è invece opposta infatti per compensare la maschera e l’orecchio medio l’apneista dovrà traslare aria dei polmoni alle strutture aeree superiori.

Ciò significa che l’apneista dovrà già compiere un notevole sforzo per poter traslare l’aria dalle strutture profonde (i polmoni appunto) alle cavità bucali e nasali. A questo sforzo dovrà inoltre aggiungere altro sforzo per spingere aria all’interno della tuba.

PERCHEʼ LA MANOVRA DI VALSALVA NON FUNZIONA?

  • Nelle discese a testa in giù il naturale flusso aereo è opposto alle necessità dellʼapneista
  • Lʼapneista deve compiere un notevole sforzo espiratorio per contrastare il normale flusso aereo
  • Lʼapneista deve compiere un ulteriore svorzo espiratorio per aprire la tuba di Eustachio
  • Lʼapneista deve assolvere a questi sforzi con volumi polmonari ridotti pertanto con abilità

Infine l’apneista in profondità è soggetto ad una importante riduzione dei volumi polmonari pertanto questa ulteriore compressione renderà meno efficaci le abilità espiratorie dello stesso renderndo progressivamente sempre meno efficaci gli sforzi espiratori. Basti pensare che la profondità porta ad una riduzione del volume polmonare e tanto più lo stesso sarà prossimo al valore di volume residuo tanto meno faranno efficaci le abilità espiratorie.

Distinguere la Manovra di Valsalva da quella di Frenzel
Nella letteratura classica è alquanto complesso rintracciare la precisa definizione di Manovra di Frenzel quindi è anche difficoltoso comprendere quali siano i reali fattori discriminati che permettano di distinguere una tecnica dall’altra. A definizione della Manovra di Frenzel (in italia più conosciuta come Manovra di Marcante Odaglia) spesso capita di imbattersi in questa affermazione: “ Se sei in grado di compensare a bocca aperta allora stai compensando con la manovra di Frenzel”.

Io per primo utilizzai in passato questa definizione avendola studiata sui libri, ma ogni volta che mi si chiedeva il perchè non sapevo dare delle motivazioni soddisfacenti. Infatti non è assolutamente detto che l’abilità di compensare a bocca aperta induca la compensazione con la Manovra di Frenzel. Nella descrizione sopra evidenziata che descrive la Manovra di Valsalva l’ultimo punto dice ”Prevede un blocco dell’aria a livello bucale”. Suddetto blocco non è detto che debba per forza avvenire a bocca chiusa, infatti invitandovi ad aprire la bocca e a respirare esclusivamente con con il naso noterete come questo sia possibile.

FRENZEL

  • Mavovra di carattere MOTORIO- PRESSORIO
  • Manovra eseguita a glottide chiusa
  • Non prevede uno sforzo espiratorio ad ogni atto compensatorio
  • Prevede la chiusura delle narici
  • Prevede un “blocco” dell’aria a livello bucale
  • Prevede la capacità di comprimere l’aria usando la lingua come pistone
  • Prevede la capacità di saper tenere il palato molle in posizione neutra

Se ciò accade significa che l’aria non esce dalla bocca ma soprattutto che la glottide è aperta (infatti state respirando), pertanto se la glottide è aperta significa che anche a bocca aperta sarà possibile effettuare la Manovra di Valsalva.

I parametri che ci permettono invece di evidenziare la reale tipologia di compensazione sono invece altri due:
A. Movimento Addominale
B. Tipologia del Movimento a Livello tracheale e del Pomo d’Adamo

Per avere un quadro preciso della manovra è opportuno richiedere alla persona da analizzare di compensare con la propria tecnica per almeno 10 volte consecutive solo così infatti si crea un dinamismo motorio che permette l’efficace valutazione.

A. Movimento Addominale
La presenza di un coinvolgimento motorio, ovvero una contrazione dei muscoli dell’addome e del torace, durante la fase compensatoria sono solitamente associate alla Manovra di Valvalva. Nella Manovra di Frenzel invece la chiusura della glottide durante le spinta compensatoria fa si che i polmoni siano isolati pertanto l’addome dovrebbe essere immobile ed il torace rilassato.

Scrivo dovrebbe perchè mi è capitato diverse volte di incontrare apneisti che pur facendo Frenzel e mantenendo la glottide chiusa muovevano in modo condizionato l’addome. Questo movimento potrebbe trarre in inganno il valutatore che osserva il solo movimento addominale e non quello della trachea.

B. Tipologia del Movimento a Livello tracheale e del Pomo d’Adamo
Quanto accade invece a livello del collo, del pomo d’adamo e della trachea è invece determinante per il riconoscimento della manovra utilizzata. La prima variabile che si nota è che nella Manovra di Valsalva dovendo coinvolgere nella compensazione un maggior numero distretti corporei la frequenza compensatoria sarà inferiore rispetto a quella raggiungibile da un apneista che svolge naturalmente Frenzel.

Secondariamente la Manovra di Valsalva mette in pressione il sistema aereo pertanto a livello tracheale non si vedranno particolari movimenti verticali del pomo d’adamo, ma si avrà la tendenza a vedere un rigonfiamento del collo con l’interessamento anche delle vene del collo stesso che tenderanno a farsi più marcate a sporgenti.
In rigonfiamento citato e dovuto al reale aumento pressorio indotto dallo sforzo espiratorio. Nella manovra di Frenzel invece non si avverte nessuno sforzo ma si denota un movomento ritmoco e verticale del pomo d’adamo.
Al fine di poter comprendere al meglio quanto appena descritto è possbile visionare dei filmati che permettono di comparare i movimenti associati alle due manovre.

Valsalva:


Frenzel
:

Nella tabella sottostante si trova un confronto schematico tra le due Tecniche.
valsalva-frenzel

La compensazione gioca un ruolo fondamentale nelle discese armoniche dell’apneista, quando la compensazione è difficoltosa toglie rilassamento e divertimento alle proprie sommozzate. Ma prima di trovare la tecnica ideale per compensare agevolmente è fondamentale che ogni apneista conosca precisamente la tecnica realmente utilizzata. Solo così infatti si possono gettare le basi per una corretta strategia di apprendimento delle nuove basi compensatorie.

Federico Mana



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18 Commenti a “La Manovra di Valsalva nella pratica dell’apnea. A cura di Federico Mana.”

  1. s.n. scrive:

    scusate ma io non ci ho capito nulla

  2. LucaApnea scrive:

    L’articolo risulta essere molto chiaro (per alcuni magari un po’ troppo tecnico) , però ragionando e pensando all’atto compensatorio ritengo che la Frenzel in realtà necessità ugualmente di un richiamo d’aria da parte dei polmoni. Non è continuo come la Valsalva ma si attua ugualmente nel momento in cui l’aria all’interno della bocca finisce. Quindi in qualche modo il richiamo contro gradiente pressorio avviene ugualmente anche con questa manovra . Correggetemi se sbaglio ;)
    Bell’articolo comunque ! Aspetto quello per l’Hands Free
    Saluti
    Luca

  3. alessandro scrive:

    articolo molto interessante, mi ha fatto notare che inconsapevolmente la manovra di Frenzel……. sei un grande Federico!!!!!!!!

  4. alessandro scrive:

    mi correggo…..eseguo inconsapevolmente la manovra di frenzel….

  5. Piripicchio scrive:

    Ma se fino a piu’ di 20 mt di profondita’ posso espirare aria anche dalla maschera semplicmente espirando senza nessuna contrazione addominale perche’ con una contrazione addominale non dovrei poter effettuare Valsalva?

    E…

    Frenzel viene sempre eseguito a Glottide chiusa?

    Grazie

  6. LucaApnea scrive:

    Frenzel viene eseguita in sè e per sè con glottide chiusa. Nel momento in cui però bisogna ricaricare la bocca d’aria allora avviene un’apertura temporanea della glottide con successiva chiusura ed esecuzione della manovra . Inoltre “Piripicchio” per quanto riguarda il tuo quesito ; lo sforzo espiratorio è presente .Considera che Fede parlava della posizione a testa in giu’ . Se provi a scendere in testa in giu espirando noterai che dopo un breve periodo non riuscirai più a buttare fuori l’aria. La situazione cambia se a questo punto ci giriamo a testa in su e di conseguenza i nostri polmoni essendo sottoposti ad una pressione maggiore rispetto alle vie aeree permettono uno spontaneo passaggio d’aria secondo gradiente pressorio.

  7. Piripicchio scrive:

    Ciao Luca,
    sei proprio sicuro che durante i primi 25/30 mt la glottide e’ per forza chiusa? A secco posso fare Frenzel e contemporaneamente espiare dal naso… quindi la glottide e’ aperta!

    Poi Io non ti ho parlato di espirare a testa in su, ma semplicemente espirazione anche a testa in giu’…. e a 20 mt l’aria esce dalla maschera durante una normale espirazione….

    Valla a capire sta compensazione!

  8. s.n. scrive:

    e più leggo i vostri commenti e più confuso mi sento, io uso la tradizionale manovra indice e pollice che chiudono le narici e giù anche a 30 mt senza problemi dove posso migliorarmi se ho provato a compensare deglutendo ma mai riuscito?

  9. RaffaelloApnea scrive:

    Usare la glottide a “comando” o mettere il palato molle in posizione neutra etc.. richiede un po di allenamento…ci sono persone che compensano senza problemi o come me anche in hands free da sempre (c***) o persone che ci sbattono la testa, tra testi scritti e prove in mare/piscina,
    Se hai la possibilità di studiartela, magari con qualcuno che sa come funziona (es. Istruttore di Apnea) vedrai che tutto alla fine risulterà chiaro e semplice…

    Ciao,
    Raf

    p.s. la compensazione con la deglutizione potrà venirti una volta…o due ma prova a fare una discesa continuando a deglutire per compensare..difficilmente andrai lontano..o anzi fondo!

  10. LucaApnea scrive:

    Ciao Piripicchio ! (Se mi dici il nome sarebbe meglio :-D )
    Sta uscendo una discussione interessante. Io da quello che ho testato di mio noto che la Frenzel non puoi praticarla a glottide aperta per il semplice fatto che a questo punto significa che le vie aeree sono a stretto contatto con i polmoni. La Frenzel invece comporta un isolamento delle via aeree con i polmoni e viene sfruttata l’aria presente per metterla in pressione e permettere di aprire le tube. Quindi quello che mi chiedo è; sicuro che attui una Frenzel mentre espiri ? Non è che attui dei movimenti particolari che ti permettono di avere una compensazione spontanea? Perchè se espiri dal naso e contemporaneamente compensi significa che non usi le mani per attuarla ma ,cosa più importante , significa che la lingua non spinge mai il palato molle in posizione alta, altrimenti noteresti una interruzione della espirazione dal naso ;-)
    Per quanto riguarda la tua seconda questione , non è impossibile respirare contro gradiente pressorio (spesso nel nostro corpo ci sono moltissimi meccanismi che vanno controgradiente) ; questo però richiede uno sforzo maggiore, un consumo di energia non essendo un passaggio spontaneo.

    Per S.N. : Ciao ! Entrambe la manovre richiedono l’utilizzo delle mani per praticarle, di conseguenza è come la attui te. Se scendi in apnea senza problemi allora evita di porteli ! :-D E’ ottimo però essere consapevoli di ciò che si fa e ciò che si muove in modo tale che difronte a determinati blocchi si riesce molto più facilmente a risolverli sapendo su dove intervenire . Da quello che scrivi sembrerebbe che nn ti risulta molto chiaro le due tecniche e cosa relativamente muovono. Ti consiglio allora di leggerti l’articolo di Andrea Zuccari di qualche mese fa dove spiega molto bene il meccanismo. Su questo articolo ci si è voluti concentrare più che altro sul confronto delle due manovre e sulla consapevolezza di quale si stia attuando. Ciao !

  11. FEDEMANA scrive:

    Buongiorno a tutti,
    tengo a fare alcune precisazioni per chiarire ulteriormente quanto scritto nell’articolo.
    Per effettuare le manovre sia di Valsalva sia di Frenzel è obbligatorio portare le dita al naso e serrare in modo ermetico le narici.
    - Compensare espirando dal naso non è nessuna delle manovre descritte e se si sentono le tube aperte durante l’espirazione probabilmente si hanno delle predisposizioni per effettuare hands free ma ciò non significa necessariamente riuscire a farlo in acqua.

    - Sia in Valsalva che in frenzel esiste uno sforzo espiratorio ma ma nel primo caso questo è contemporaneo alla compensazione, nel secondo caso lo precede ed è solo relativo alla traslazione d’aria dai polmoni alla bocca.

    - In Valsalva lo sforzo è molto maggiore perchè oltre a dover traslare aria da polmoni alla bocca (con gradiente pressorio che ostacola il passaggio) la stessa aria deve essere ulteriormente spinta con forza all’ingresso della tuba per aprirla… ecco perchè si chiama manovra pressoria… perchè è solo la pressione ad aprire la tuba.

    - Nel caso di frenzel, una volta traslata l’aria in bocca la glottide viene chiusa (i polmoni sono dunque isolati e durante la compensazione non vi è alcun sforzo respiratorio) ed è la lingua a comprimere l’aria. Il movimento della lingua induce a sua volta un movimento di palato molle e di tuba che tende ad aprirsi per effetto del movimento o non tanto per l’effetto della spinta aerea.
    Ecco perchè si chiama manovra motorio pressoria… infatti frenzel sotto l’aspetto pressorio induce una spinta aerea inferiore a Valsalva,
    Frenzel quindi apre a priori la tuba permettendo all’aria di entrare nell’orecchio medio con meno sforzo.

    LA CONCLUSIONE E CHE CI SI SFORZA MOLTO MENO A FARE ENTRARE UNA COSA IN UN BUCO PIU’ APERTO (FRENZEL) CHE NON SPINGERE COME DEI DANNATI IN UN BUCO CHIUSO (VALSALVA).
    sono certo che con questo esempio la comprensione sarà facilitata a molti

    Fede

  12. Piripicchio scrive:

    Io non metto in dubbio che Frenzel sia piu’ facile da eseguire di Valsalva, ma trovo riduttivo dire che Valsalva non si possa effettuare oltre i 10 mt.
    nel post precedente non ho detto che compenso espirando aria nella maschera, se non tappo il naso non compenso proprio nulla!
    ma ho detto che posso espirare aria dal naso e come posso espirare aria posso compensare.
    Comunque grazie del chiarimento.

    Maurizio

  13. LucaApnea scrive:

    Maurizio pure a secco (come dicevi nel post precedente) ciò non può avvenire se pratichi una frenzel o una valsalva :-) Un minimo di pinzamento con le dita ci deve essere

  14. Piripicchio scrive:

    Luca, forse non mi sono spiegato, come posso espirare, quindi far uscire aria dal naso nello stesso modo se pinzo il naso e provo a effettuare la stessa manovra compensero’.

  15. Giuseppe scrive:

    Discussione interessantissima,
    avevo notato i limiti della manovra Valsava, ma non avendo avuto “maestri”, ho risolto il problema da autodidatta, praticamente in immersione faccio così:
    - prima degli ultimi atti respiratori profondi riempio per bene la maschera espirando dal naso creando una lieve sovrapressione;
    - subito dopo la capriola mi basta espirare leggermente dal naso per ripristinare la sovrapressione ed ho un immediata compensazione;
    - il limite di questa manovra la noto quando non ho le vie aeree perfettamente libere, ma soprattutto con l’aumentare della profondità, quando è praticamente impossibile ripristinare le sovrapressioni senza un enorme dispendio d’aria, a questo punto inizio a stringere il naso effettuando una manovra Frenzel (visto il movimento della glottide);
    - con questa tecnica mi immergo per pescare, quando sto bene, fino ai 27-29 mt che sono lemie quote limite di pesca, oltre non sono mai andato nemmeno per provare;
    - interessante sottolineare quanto evidenziato da federico, se non riesco a sintonizzare perfettamente i tempi, sono costretto a rallentare la discesa per fare una compensazione forzata (tipo Valsava) mettendomi in orizzontale, ma a quel punto ho già perso la serenità dell’immersione e preferisco smettere;
    - credo che se un giorno riuscirò a superare questo mio limite potrò scoprire una nuova dimensione dell’immersione che mi darà molte soddisfazioni anche a livello venatori.

    Grazie per il bell’articolo.

    Saluti.

  16. AlexNets scrive:

    Bellissimo articolo, che ha confermato le mie “paure”..sono un valsaviano puro! Dopo tante discussioni anche con diversi otorini (il concetto della compensazione a bocca aperta!) finalmente qualcuno ha analizzato la questione nel dettaglio, senza fermarsi alle conclusioni accademiche dei testi, non certo errate ma quantomeno incomplete.
    L’unico dubbio, a cui chiedo una gentile conferma a Federico, è che io arrivo senza grossi problemi fino a 15/16 metri…però in effetti la mia velocità di discesa è molto lenta (con vere e proprie soste) e mai completamente a testa in giù, diciamo piuttosto in orizzontale. Sennò non compenso. Quindi, nonostante la profondità, rientro nelle caratteristiche della Valsalva, giusto?
    Adesso il grosso problema è imparare la manovra di Frenzel…anche perchè da quanto ho letto, la Valsalva comporta anche diversi problema per la sicurezza..e a questo punto non mi sentirei tranquillo nemmeno alle mie,seppur modeste, quote abituali.
    Spero che saprai chiarirmi un pò le idee,grazie ancora per il bellissimo articolo!

    Alessandro

  17. SALVATORE scrive:

    Ciao Federico da cio capisco che io uso valsalva visto che a testa in giu non riesco a compensare e quindi in ogni discesa devo girarmi compensare e continuare la discesa e purtroppo non riesco a superare i 10 metri proprio come dici tu. solo che non riesco a capire come usare le altre tecniche come Frenzel. volevo sapere il movimento della lingua quale è e se c’è qualche esercizio che possa aiutarmi a secco per poter imparare la tecnica di frenzel.
    grazie

  18. Edoardo scrive:

    Ottimo articolo. ben spiegato, interessante e completo. Grazie tante