Verso il Mondiale: 4 chiacchiere con Riccardo Molteni

Vincenzo Solli: Palermo 21 dicembre 2017, 12 gradi di temperatura esterna, 17 nodi di vento da NE, ma sono in giacca e cravatta al centro della città di Palermo e, tra la moltitudine dei tanti turisti e cittadini che transitano nei pressi del meraviglioso teatro Massimo, riconosco un personaggio che non posso lasciare andare.

Capello brizzolato, giacca blu, valigetta porta pc, Iwc Aquatimer 2000 in titanio al polso, telefono sempre in ebollizione; il personaggio in questione è Riccardo Molteni.

Scambiati i saluti di rito gli estorco a viva forza (superando le sue resistenze) una chiacchierata, il cui oggetto è il Campionato del Mondo 2018 e le sue eventuali esperienze in Oceano.

Gli chiedo subito che ricordi abbia delle gare fatte con la nazionale e nello specifico nei mari oceanici.

Riccardo: L’ultima gara oceanica che ho fatto è stata in Sud Africa nel 2015 con Renzo Mazzarri e barcaiolo Mr. Rob Allen in persona; esperienza bella tosta, nel senso che riferendo quell’esperienze a condizioni a noi familiari è come avere pianificato una gara con un maestrale forza 5 e con una visibilità di 5 mt.

Tra le difficoltà incontrate ricordo le numerose tipologie di specie a noi sconosciute e un regolamento estremamente complesso che prevedeva dei limiti legati al peso e alla dimensione. La gara si caratterizzava per campi senza base logistica (nello specifico senza moli) e con partenza da enormi spiagge e con uno stile di ingresso in acqua delle imbarcazioni mutuato dai surfisti Californiani.

Vincenzo: A questo punto gli chiedo cosa pensa sia necessario fare per formare bene i nostri atleti che si vedranno impegnati in situazioni similari.

Riccardo: Fare stage di lungo periodo in condizioni simili; ipotesi sicuramente complessa e quindi in alternativa monitorare i periodi di allenamento ai fini gara e verificare che si svolga, pur in mediterraneo, ma in condizioni meteo che normalmente indurrebbero al riposo nel salotto di casa, ma che invece, se costantemente sperimentate, abituano l’atleta a sopportarle, ad assuefarsi, comprenderne le dinamiche e far diventare elemento significativo del proprio bagaglio fisico/tecnico.

Vincenzo: Oggi leggiamo, anche su riviste di settore, la questione relativa ai nomi dei possibili convocati per il prossimo Mondiale e gli chiedo se è d’accordo con il tagliare fuori dalla rosa dei candidabili certi nominativi, che tra l’altro sono stati tra i protagonisti degli scorsi mondiali e se sia necessario realmente individuare agonisti specialisti della pesca in acqua bassa ovvero rivolgersi a soggetti che sanno interpretare tutte le pesche possibili.

Riccardo: premesso che ti confermo quello che ti ho detto prima, cioè che è necessario fare lunghi stage in Oceano oppure verifica di periodi di allenamento in Mediterraneo con condizioni meteo molto dure, il tutto in simulazione gara, quindi con un DT che svolga questa attività di sorveglianza/monitoraggio.

Detto questo, caro Vincenzo, ti ricordo che l’Italia vinse un Campionato del Mondo nel 1969, che si svolse in una giornata a Salina e che dopo di allora riuscì a vincerne un secondo titolo solo 12 anni dopo in oceano, in Brasile, in località Florianopolis nel 1981.

A quel campionato del Mondo parteciparono come titolari, Antonio Toschi, Claudio Martinuzzi e io, con riserva Massimo Testai.

In quel campionato le condizioni meteo marine, sia in gara che i preparazione, erano le seguenti: tipicamente oceaniche, cioè, onda lunga (potente) grande risacca, aree di pesca in prossimità della costa (con fondale roccioso) e acqua estremamente torbida, con l’eccezione di un piccolo tratto di campo gara del 2 giorno, in cui, per un singolarissimo giro di correnti, l’acqua diventò molto più chiara. Purtroppo, non avendo noi Italiani ricevuto questa informazione, non ci spostammo in quel tratto, perdendo quindi l’opportunità di migliorare in maniera significativa la prestazione.

In ogni caso il risultato finale fu il seguente:
Classifica a squadre: Italia, Spagna, Francia
Classifica individuale: 1° Amengual, 2° Esclapez, 3° Molteni, 4° Toschi , 8° Martinuzzi.

Quindi ben 12 anni dopo il 1969 l’Italia vinceva il Campionato del Mondo di pesca sub.

Ricordo che sia io, che Antonio Toschi, che Claudio Martinuzzi, pescammo su quote operative mai superiori a 12 /14 mt.

In particolare ricordo diverse Garopas (tipo le nostre cernie – molto più scattanti e mobili) all’interno di enormi massi di granito, la cui cattura avveniva essendo travolti dalla risacca, con difficoltà immaginabili.

Vincenzo: Riccardo quindi, in termini di uomini idonei per una gara cosi tecnica, cosa vuoi dire al riguardo.

Riccardo: Nessuno di noi era uno “specialista” di pesca oceanica, ma ognuno di noi ed io in particolare, seguimmo quello schema di allenamento che prevedeva la simulazione delle condizioni meteo marine simili a quelle che avremmo trovato.

Quindi abituarsi al moto ondoso, ad assecondarlo (mantenendo lucidità di pesca) abituare l’organismo a determinate condizioni di pesca sia in superficie che in azione, con visibilità ridottissime.

Vincenzo: Pensi che i nostri campionati Assoluti dovrebbero essere disputati in mari che possano richiamare quelle condizioni?

Riccardo: Non voglio sostituirmi a chi ha la responsabilità di queste scelte, a cui faccio i migliori auguri (detto con un bel sorriso) ma credo che una lungimirante programmazione, dovrebbe portare a scelte compatibili e utili nella prospettiva dei successivi appuntamenti internazionali più importanti.

In termini provocatori, è come se, in previsione dell’imminente campionato del mondo nella laguna di Venezia, si decidesse di fare tutte le gare nazionali precedenti a tale appuntamento, tra le bocche di bonifacio e le isole Eolie, il che porterebbe a delle valutazioni non coerenti con quello che è lo scopo prevalente.

Vincenzo: In generale, a questo punto, ti chiedo se credi che la cernia debba tornare a essere una preda valida nei campionati Assoluti, alla luce del fatto che i nostri ragazzi disputano gare internazionali con criteri che prevedono la cattura dei serranidi.

Riccardo: Io, in diverse occasioni, ho già espresso, la mia personale opinione: ELIMINARE LA CERNIA DALL’ELENCO DELLE PREDE VALIDE DELLE COMPETIZIONI NAZIONALI è stato un macroscopico errore, anche da un punto di vista strategico poiché tale scelta federale, peraltro in contrasto con la normativa del legislatore ordinario che, entro precisi limiti, consente la cattura della cernia, ha paradossalmente rafforzato l’opinione di chi considera il pescatore subacqueo un anacronistico reliquato di comportamenti ormai ingiustificabili.

…E tutto questo con l’imprimatur di chi avrebbe il compito primario di rappresentarci e ove possibile, difenderci da questi deliri.

Vincenzo: Prima di salutarci, chiedo a Riccardo qualche ulteriore episodio originale sul campionato di cui abbiamo parlato:

Riccardo: In effetti c’è un episodio che ricordo con piacere e molto divertente: alla fine della cerimonia delle premiazioni degli inni e delle bandiere e delle tante foto con interviste, tutte le squadre erano in assoluta e disinvolta libertà; scambiandosi saluti, racconti gara e abbraci con le varie nazionali, in mezzo a tantissima gente all’interno di una grande area al coperto, ad un certo punto, mi fanno notare che nel caos generale, qualcuno avevo sentito dall’impianto di amplificazione il mio nome.

Alla cosa non do seguito, convito che ormai la cerimonia fosse terminata, ma mentre continuavo a chiaccherare, sento distintamente chiamare nuovamente il mio nome sul palco, a questo punto cerco di avvicinarmi allo spiker e per la terza volta risento il mio nome.

Giunto sul palco, chiedo spiegazioni sulla ragione della chiamata e a quel punto sento che viene chiesto il silenzio assoluto al pubblico e inizia una ulteriore e particolare premiazione che consisteva nel donare al migliore della squadra campione del Mondo uno speciale regalo, ovvero un Rolex Submariner, che in quegli anni e in Brasile in particolar modo, aveva un valore enorme.

Rimasi felice e sbalordito con mascella pendula; oggetto che conservo gelosamente, per il bellissimo ricordo.

Detto ciò un grandissimo e partecipato in bocca al lupo a chi rappresenterà la nostra nazionale al prossimo Mondiale.

Ndr. Nel frattempo sono stati resi pubblici i nomi dei convocati ai prossimi Mondiali.