
Abbiamo sentito telefonicamente l’azzurro Franco Villani per cercare di capire meglio come siano andate le cose a Palma di Maiorca.
A prima vista il risultato degli azzurri ha destato perplessità a più di qualcuno, che forse però non conosce bene le dinamiche in cui si svolgono questi eventi. A ciò si è aggiunto il fastidioso episodio del gommone guasto che ha impedito ai nostri di partecipare al memorial Sebastian Carbonell.
Da quanto abbiamo capito si è trattato di un inconveniente certamente non intenzionale. La Federazione italiana, nella persona del presidente Azzali, avrebbe eventualmente preso a noleggio un gommone per gli azzurri, ma si è fidata della disponibilità degli spagnoli. Sappiamo come sono andate poi le cose. C’è comunque da escludere qualsiasi malafede, essendo le squadre spagnole ad un livello tale di conoscenza del posto da non temere rivali.
Mi sento tuttavia di aggiungere che lo staff di accompagnatori della nazionale ha il compito di assicurarsi che tutta la logistica sia perfetta. Se per esempio si fossero presi la briga di controllare che il gommone fosse in ordine o, meglio ancora, avessero contattato qualcuno per noleggiarne uno come piano B…
Chi non conosce l’ambiente agonistico, deve sapere che i nostri atleti hanno potuto preparare un solo giorno con un gommone in 3! Il tutto in una gara con condizioni di mare piatto, visibilità di 20 metri e con spostamenti liberi! Se ci aggiungete che gli spagnoli sono gente del calibro di Carbonell e March e conoscono quei fondali come le loro tasche, la classifica diventa facilmente comprensibile. Guarda caso si inserisce un Gospic, sul cui valore non si discute, ma che comunque godeva di un barcaiolo buon conoscitore della zona ed in più ha ormai una certa esperienza dei fondali maiorchini. Stesso discorso vale per il campionissimo Bellani, che molti ricorderanno aver fatto un mondiale nel lontano 1992 (vinto da Mazzari) proprio in queste acque.
Con tali premesse non è strano, scorrendo la classifica, notare il sostanziale equilibrio tra l’ottavo ed il 17esimo posto, tutta gente che comunque sa pescare.
Con una preparazione tanto misera e con un solo mezzo a disposizione, i nostri azzurri si sono dovuti buttare ed improvvisare. Villani ha trovato una zona in poca acqua in cui giravano bei cefali ed è riuscito ad arpionarne una decina. De Silvestri si è buttato a scorrere, razzolando saraghi e tordi senza mai riuscire a trovare la tana buona. Mentre Smeraldi, convocato dopo il forfait di Concetto Felice, ha cercato di variare tra l’aspetto ed il razzolo difendendosi anche lui.
Scorrendo la classifica, colpisce la pessima prestazione dei portoghesi, con Jody Lot (campione europeo in carica) che finisce ultimo con 3.900 punti. La squadra croata conferma quanto di buono fatto vedere negli ultimi anni, anche senza Gospic che per l’occasione gareggiava come team insieme a Carbonell e March.
E’ chiaro che dalla nazionale italiana ci si aspetta sempre qualcosa in più, però è anche vero che perfino il migliore agonista, senza una minima preparazione, non può competere con gente forte che in più conosce benissimo la zona.
Chiudiamo con la speranza che la federazione italiana possa dare qualche chance in più agli azzurri che parteciperanno alle prossime gare internazionali.
Igor Bisulli
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Tag: Alberto March, Franco Villani, Jody Lot, memorial Sebastian Carbonell, Pedro Carbonell, pesca submarina Palma, XI° Master di Palma

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Mi verrebbe da dire C’è CRISI c’è CRISI
Il risultato non e’ da buttare,credo che abbiano fatto il massimo che si poteva fare razzolando.I primi assolutamente fuori portata…e’ come se gli spagnoli venissero a gareggiare a casa di De Silvestri senza conoscere ne preparare.Prenderebbero tante di quelle scoppole..
Riporto qui quanto scritto in commento al precedente articolo.
Onestamente arrivare dietro la Croazia non mi sembra un gran risultato.
Ho letto l’articolo di Bisulli e lo trovo eccessivamente generoso nei confronti della nazionale…sostenere, inoltre, che Bellani si sia ben comportato perchè nel 1989 ha disputato un mondiale in zona è, francamente, riduttivo nei confronti dell’atleta.
Ripetere continuamente il solito refrain “non criticate se non avete esperienze agonistiche” è inaccettabile: cosa vuol dire? che legittimati ad esprimere un’opinione sono solo gli agonisti? e quali agonisti quelli che partecipano alle selettive o che hanno fatto almeno un mondiale?
Il diritto di critica non può non essere riconosciuto che a tutti…se poi si dicono delle sciocchezze sarà molto facile, per gli addetti ai lavori, confutarle.
Concludo dicendo che lamentarsi della mancata conoscenza del campo di gara significa aver sbagliato l’approccio alla competizione dal momento che la preparazione è parte integrante della gara stessa (come sa bene anche l’ultimo degli agonisti).
Se, per qualsiasi motivo, non si è in grado di preparare il campo o non si prende parte alla competizione o si partecipa senza, poi, lamentarsene
quella del gommone e’ veramente grossa !!! oltre agli atleti, gli altri membri dell’Equipe a che cos aservono ?????
Ma fate i nomi dei cialtroni che erano al seguito degli atleti forza! Almeno capiamo chi sono e magari scopriamo che anche questa volta sono partiti il doppio di quelli che servivano e si sono solo fatti la vacanzetta a spese nostre.
E intanto la tessera aumenta, non ha più assicurazione e non serve a nulla…
Gentili amici,
mi scuso se intervengo sull’ argomento in maniera non da “tifoso” come in realtà mi sento , ma con termini di diversa portata, che forse “raffreddano” l’ argomento ma che credo servano a costruire sullle esperienze farre e non solo a compiangersene o irritarsi . Ripeto cio che ho già detto in altre sedi , e questa circostanza non si discosta da altre sulle quali ho poggiato le mie argomentazioni . La Pesca in Apnea , tecnica di pesca fisicamente impegnativa ed estrememente selettiva ( ricordiamoci il limite di 300 sino a 500 g. di preda minima) , si colloca in una Federazione che si vanta di aver ottenuto , per le gare di lenza , la deroga alle misure minime di prelievo date dalla Comunità europea ( 7 centimetri!!!) . Facciamo un campionato del mondo ogni due anni , che corona un solo atleta ed una squadra compioni. Vi concorrono decine di atleti , tutti sempre più preparati fisicamete e tecnicamente . Senza nulla togliere ad un mio amico e concittadino , che si fregia del titolo di Campine del mondo di bolentino da natante, lo ha conseguito su un parco concorrenti di poco più di una decina , di cui la maggioranza italiani , con la casacca di un circolo di marca. Poi consideriamo quanti siamo con la tesseta sub , forse uno o due per cento , in una Federazione con strabordante prevalenza di tesserati acque interne . Andiamo bene da capro espiatorio , pur se è vero invece che gli ambientalisti disprezzano più il “catch and relese” , in quanto meramente lusorio , rispetto al prelievo selettivo ed alimentare!! Una realtà , n termini di tesseramento , che non rispecchia la realtà sul terreno , come misurata dal Censimento ministeriale , dove più di 200.000 persone hanno dichiarato di praticare la pesca in apnea!!! Dunque riuscire in ambito federale ad avere risorse economiche per le gare più lontane ed onerose non è certo facile : bisogna architettare soluzioni “compensative” come la doppia trasferta a Vigo e all’ Euroafricano: chiedete agli atleti che vi hanno preso parte quanto è costata in termini di fatica , impegno e stress!! Senza addentrarsi sul discorso reperimento di risorse, , credo che vada in qualche modo ribaltato e completato il concetto proposto da Igor : va detto grazie a Villani, Smeraldi e De Silvestri per l’ impegno e disponibilità che hanno profuso , affrontando anche conl’ handicap evidenziato da Igor il confronto con atleti bravi e validi quanto loro, e vada messo a magazzino un dato che per me è di asoluta importanza , quello cioè di ragionare in termini di squadra , anche in uno sport che nasce da prestazioni individualistiche . Squadra che è formata dagli atleti in gara , da quelli disponibili a supportarli in preparazione o subentrare in caso di necessità, e da tutti coloro che , senza l’ onor del podio , provvedono a farli gareggiare nel miglior modo compatibile con le risorse disponibili. Penso che la volontà comune di garantire sostenibilità e sviluppo al nostro sport debba farci superare atteggiamenti da tifoso e critico del bar dello sport.
Vi segnalo un errore presente nell’articolo così potete correggere: il mondiale maiorchino (Porto Cristo) vinto da Mazzarri, risale al 1992 e non all’89, anno in cui il mondiale (sempre vinto da Mazzarri) si disputò invece nelle acque della Sardegna.
Prestazione deludente degli azzurri, e se questa è dovuta alla scarsa conoscenza del campo gara, beh direi che si poteva anche evitare di andare fin lì a confrontarsi con altri campioni.
Si raccolgano le critiche quano si sbaglia (qualcuno deve necessariamente aver sbagliato, ma che sia stata colpa della FIPSAS o degli atleti, io non posso saperlo quindi non m’esprimi nel merito), umilmente, così come si accolgono gli applausi quando si vince.
P.S.
Mi ha fatto molto piacere rivedere bellani e constatare che la classe continua a non essere acqua.
P.P.S.
Minchia quanti saraghi!
a parte Bellani….non ci sono più i campioni dell’era Giannini….
Il mio articolo non voleva essere generoso nei confronti di nessuno, ma solo (per quanto possibile) obiettivo. Anche il miglior Mazzari non partecipava mai senza un minimo di preparazione.
Non so se la nostra nazionale sia di serie A o di serie C, sta di fatto che all’ultimo mondiale siamo arrivati secondi, che non è proprio un risultato da buttare….
La Federazione pensa che mandare gli azzurri a fare gare internazionali giusto per partecipare sia una buona occasione per fare esperienza, ma in realtà, secondo me, si sbaglia. Oltre a puntare su un gruppo che sia costante nel tempo, bisogna dargli anche i mezzi per gareggiare alla pari degli altri. Con 3 giorni di preparazione (ognuno con un suo mezzo) i nostri avrebbero potuto fare mlto meglio!
Le critiche sono ben accette e sono il sale della discussione ed io non ho mai pensato di non accettarle. Il mio intento è solo quello di far conoscere un pò meglio questo mondo.
P.S. grazie per la giusta correzione Fabio, provvederemo subito.
Igor, concordo con quanto hai scritto e quando scrivo di critiche da accettare mi riferisco esclusivamente agli atleti che hanno partecipato in nostra rappresentanza.
Colpa della federazione? bene che lo ammettano senza corporativismi che secondo me non fanno bene a nessuno…
Ho voluto evitare di prendere di petto quella che è pure la mia federazione, ma sottoscrivo ciò che hai scritto: l’esperienza è necessaria, ma la gara bisogna potersela giocare alla pari con tutti gli altri, altrimenti le uniche esperienze che si faranno non potranno che essere negative (colpi di culo a parte).
P.S.
Di nulla, ciao
Facile parlare o lamentarsi…io dico che secondo me è stato un ottimo risultato sia perchè erano fuori casa,sia xchè cn un giorno di preparazione meglio non si poteva fare…con i gommoni a disposizione sarebbe cambiato tutto